Competenze digitali

Unioncamere e Google insieme per digitalizzare le PMI italiane

Già disponibili i bandi per 128 nuove borse di studio da 9000 euro ciascuna per giovani laureandi, neolaureati e diplomati che seguiranno un corso di formazione e poi lavoreranno per aiutare le imprese del Made in Italy a introdurre tecnologie innovative e promuoversi nel mondo attraverso il web

23 Apr 2015

Redazione

Google e Unioncamere, insieme a 64 Camere di Commercio, hanno annunciato una seconda edizione del progetto “Made in Italy: Eccellenze in digitale”, per diffondere nuove competenze digitali tra le imprese italiane. L’iniziativa si inserisce nella campagna “e-Skills for jobs” della Commissione Europea. Sono quindi già disponibili sui siti di “Eccellenze in digitale” e dell’Istituto Tagliacarne i bandi per 128 nuove borse di studio da 9000 euro ciascuna per giovani laureandi, neolaureati e diplomati, che potranno seguire un percorso di formazione sul digitale, e quindi lavorare per 9 mesi nelle imprese del territorio per favorirne la digitalizzazione, e aiutarle a promuovere il made in Italy.

I bandi disponibili sono due, rivolti a laureandi, neolaureati e diplomati con competenze di economia, marketing, management e web marketing, e con conoscenza dell’inglese, del territorio e del contesto economico-sociale della Camera di Commercio nella quale si candidano a operare. I nuovi “evangelizzatori” del digitale seguiranno gli oltre 100 ragazzi della prima edizione, che in questi 6 mesi hanno supportato oltre 1500 imprese interessate ad avviare una strategia digitale. Per molti di questi ex borsisti il lavoro proseguirà nei prossimi mesi per diverse Camere di Commercio. Nel complesso i “digitalizzatori” arriveranno a essere oltre 150 e saranno supportati anche dall’Istituto Tagliacarne e da Si.Camera.

«Il digitale è una straordinaria opportunità per la crescita e la creazione di occupazione nel nostro Paese – dichiara in un comunicato Fabio Vaccarono, Managing Director di Google in Italia –. Il progetto con Unioncamere è l’esempio concreto di come le piccole e medie imprese italiane possono sfruttare le opportunità offerte dal web per diventare più competitive, crescere sui mercati internazionali e promuovere la cultura del Made in Italy nel mondo. Migliaia di PMI hanno già fruito degli strumenti di formazione online sul sito di “Eccellenze in digitale”, e le borse di studio annunciate oggi potenziano ed estendono il progetto a nuovi territori in tutta Italia».

«I risultati delle precedenti iniziative in termini di concrete opportunità di lavoro per i giovani borsisti e diffusione della cultura digitale per tante nostre PMI ci fanno ora sembrare anche più raggiungibile l’obiettivo di portare sul web tutte le eccellenze del made in Italy», aggiunge nel comunicato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

Crescono del 22% le ricerche web sul Made in Italy

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Google accompagna l’annuncio con i dati di un’analisi condotta con Google Trends in 10 Paesi, secondo cui nell’ultimo anno sono cresciute del 22% le ricerche da smartphone e tablet relative al made in Italy sul motore di ricerca. Stati Uniti ed Europa sono le aree da cui è partito il maggior numero di ricerche. India, Russia, Germania ed Emirati Arabi mostrano la crescita più significativa. La Moda è la categoria più cercata in Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina ed Emirati Arabi. Il Turismo è invece il settore con i maggiori tassi di crescita relativa, specie in Brasile, Francia, Inghilterra e Cina, seguito dall’Alimentare, in crescita a doppia cifra in Russia, Emirati Arabi e India.

A fronte di questa domanda in costante aumento, sottolinea il comunicato, le imprese italiane soprattutto piccole e medie che utilizzano il web sono ancora poche rispetto alla media europea. Eppure diversi studi dimostrano che le imprese con presenza attiva sul web crescono più del doppio, creano più occupazione ed esportano di più di quelle che non sono online.

Non solo: come dimostra il rapporto “Crescita Digitale” della London School of Economics, un aumento del 10% della diffusione di Internet fa aumentare di 1,47 punti percentuali l’occupazione giovanile. Eppure secondo un rapporto dell’Unione europea, entro il 2020 ci saranno 900 mila posti di lavoro in UE non occupati proprio a causa delle mancanza di competenze digitali.

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