Punti di vista

PMI e Startup italiane, il bilancio del 2015 del presidente dei Giovani di Confindustria

Marco Gay passa in rassegna gli eventi salienti, dalla creazione del registro delle PMI innovative e della vetrina online #ItalyFrontiers alla cessione di Grom, assegnando i suoi titoli ideali di PMI e startup dell’anno rispettivamente a Luisaviaroma («il lusso made in Italy che realizza online il 90% del fatturato») e King.com, un successo mondiale nelle Gaming App che ha un CEO italiano

17 Dic 2015

redazione

A fine anno è tempo di bilanci, e parlando di startup e piccole e medie imprese è interessante riportare il parere sul 2015 di Marco Gay, presidente dei Giovani di Confindustria, nonché co-fondatore e CEO di WebWorking e VIce President di Digital Magics.

Considerati i dati su PIL, produzione industriale ed export del Made in Italy (che con 419 miliardi di euro ha fatto segnare un record storico), scrive Gay su EconomyUp, il 2015 può essere visto come anno di ripartenza. Inoltre è stato l’anno dell’Expo a Milano («una vetrina straordinaria per tutta l’industria e per il nostro patrimonio culturale turistico: abbiamo avuto tutto il mondo qui»), e dell’entrata a regime della normativa sulla Fatturazione Elettronica, che aiuterà la PA e più in generale tutta l’economia italiana a digitalizzarsi.

Venendo specificamente al mondo delle piccole medie imprese, «senza fare torto a nessuno, se dovessi dare a un’azienda il titolo di PMI italiana dell’anno, sceglierei Luisaviaroma».

Secondo Gay infatti la boutique toscana del lusso, che vende offline e online, può essere presa come dimostrazione dei benefici della digital transformation sui processi aziendali tradizionali, sull’internazionalizzazione del made in Italy e sulla competitività in un settore in cui l’Italia è al top. Il sito di Luisaviaroma fa quasi 5 milioni di visite, il fatturato è cresciuto di circa il 15% rispetto al 2014, superando 100 milioni di euro, «ma quasi tutte le vendite vengono ormai fatte via internet: in negozio è venduto solo il 10% circa della merce».

In ambito non digitale, invece, Gay ricorda come operazione più significativa del 2015 in ambito PMI la cessione di Grom, la catena di gelati artigianali nota per l’altissima qualità degli ingredienti, alla multinazionale americana Unilever. «È l’esempio di come un progetto ambizioso di made in Italy nato letteralmente in un garage possa dare vita a un’exit redditizia anche se non è legato al digital».

Startup, quasi 5000 realtà che danno lavoro a 22mila persone

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Passando alle startup invece il digitale torna in primo piano, perché il premio ideale di Gay va alla seconda startup italiana ad avere superato il miliardo di euro di valore (la prima è stata Yoox), e cioè King.com di Riccardo Zacconi, resa universalmente famosa dal videogame digitale Candy Crush, e acquisita recentemente dal colosso americano Activision per quasi 6 miliardi di dollari. «Zacconi è la prova che di talenti digitali, in Italia, ce ne sono. E se avessimo avuto un ecosistema più evoluto – obiettivo a cui tanti di noi vogliono contribuire – non avrebbe avuto bisogno di cercare capitali all’estero e il suo successo forse sarebbe stato made in Italy al 100%».

Gay poi cita anche una startup italiana emergente, messa in evidenza in un contest dei Giovani di Confindustria a Capri: si tratta di Photocert, che offre la certificazione delle fotografie e può introdurre una forte innovazione nel mercato delle immagini. «Un altro riconoscimento lo do a tutto l’ecosistema delle startup: sono quasi 5000, crescono velocemente, danno lavoro a circa 22 mila persone, è un’economia che sta crescendo e che abbiamo il dovere di raccontare non come un fenomeno di costume ma come una realtà di successo, da incoraggiare e aiutare».

Il fatto più importante dell’anno per tale ecosistema è secondo Gay il lancio da parte di Confindustria Giovani, Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere di #Italyfrontiers, la vetrina per le startup che servirà come piattaforma per certificare le nuove imprese e favorire investimenti e progetti di open innovation. Per le PMI invece l’evento principale è stato la definizione del registro speciale delle PMI innovative da parte del Governo, che consentirà a queste realtà di vedersi certificare il potenziale innovativo e di crescere più facilmente. Mentre la delusione più grande è l’equity crowdfunding, cioè la possibilità di raccogliere capitali su appositi portali online certificati da Consob: «Anche se abbiamo una normativa all’avanguardia, non riusciamo a far decollare questo strumento. C’è ancora difficoltà a comprenderne il modello, probabilmente è soprattutto un problema culturale, che dobbiamo tentare di risolvere».

Infine il titolo ideale di personaggio del 2015 va a Enrico Gasperini, con cui Gay collaborava quotidianamente nell’incubatore Digital Magics. «Enrico ha dato una spinta importantissima per portare il mondo dell’innovazione digitale anche al di fuori del recinto, verso le istituzioni e l’industria “tradizionale”. Una persona che mancherà molto a tutto l’ecosistema e di cui porteremo avanti intuizioni e obiettivi».

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PMI e Startup italiane, il bilancio del 2015 del presidente dei Giovani di Confindustria

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