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Finanziamenti UE e PMI

Gli ostacoli per le PMI all’accesso dei finanziamenti europei

Tutti chiedono una maggiore semplificazione delle procedure e un chiaro “capitolato”, perché spesso le regole cambiano in corsa. Fondamentale è giocare di anticipo. E la Commissione lancia una consultazione online sul tema

05 Ott 2012

Luigi Ferro

«Sento spesso dire che la Commissione europea è troppo lontana dalla realtà quotidiana delle piccole imprese. Vogliamo colmare questa lacuna: diamo alle imprese la possibilità di indicare i settori e gli atti legislativi su cui intervenire».

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per le Imprese e l’industria ha presentato così una consultazione online a cui tutte le PMI sono invitate a partecipare. Come ridurre la burocrazia è il tema del sondaggio che terminerà il prossimo 21 dicembre.

L’iniziativa arriva dopo che nei giorni scorsi erano stati pubblicati i risultati di un’indagine effettuata tra i responsabili di nove programmi operativi a livello nazionale per quanto riguarda il rapporto tra Unione Europea e piccole e medie imprese con particolare attenzione al tema dei finanziamenti. Nonostante gli sforzi intrapresi dalla UE il rapporto con le PMI rimane infatti difficile.

Il nodo è sempre quello dei soldi. Le imprese fanno sempre fatica a misurarsi con le procedure dell’Unione, tanto che dall’indagine è scaturita una lista di ostacoli che rendono complicato un rapporto che invece potrebbe portare molti vantaggi alle aziende, quelle italiane in particolare che fanno più fatica di altre, che non riescono a beneficiare delle risorse disponibili.

Le difficoltà

La risposta degli intervistati è stata unanime. Tutti chiedono una maggiore semplificazione delle procedure. Chi riesce a superare il primo gradino che consiste nel comprendere quali siano gli strumenti più appropriati per chiedere il finanziamento deve poi farsi largo tra differenti scadenze e analizzare numerosi documenti che spesso risultano poco chiari. Si tratta di una fase iniziale che a volte scoraggia chi è alle prime armi. Ma chi resiste si trova di fronte spesso a tempi troppo stretti fra il momento di apertura e quello di chiusura dei bandi.

In più bisogna sempre monitorare la situazione perché a volte le regole cambiano in corsa. E se ti sei distratto rischi di rimanere tagliato fuori sprecando così tempo e denaro. La situazione si complica se si ha a che fare con le amministrazioni pubbliche che non sono sempre disponibili e in qualche caso non dialogano le une con le altre. Chi ci rimette sono le aziende.

Infine ci sono i soldi a costituire un ulteriore freno. Perché molte aziende non dispongono immediatamente del capitale che serve per partecipare al bando. Gli ostacoli sono numerosi e l’Unione europea ha intenzione di lavorare per abbassarli. Da parte loro le imprese devono però presentare progetti validi perché la UE chiede qualità e poi giocare d’anticipo informandosi sui progetti in partenza. Scegliere di partecipare quando il bando è già avviato significa lavorare di corsa. Una fretta che spesso va a scapito della qualità.

Favorire l’accesso ai finanziamenti

Da parte sua l’Unione Europea ha già dato il via a delle iniziative per favorire l’accesso ai finanziamenti. Per esempio è stata realizzata una guida con tutte le informazioni necessarie per accedere a cinquanta miliardi di finanziamenti pubblici nei 27 paesi dell’Unione. Inoltre è stata lanciata una “training campaign” per gli Enterprise Europe Network che hanno il compito di aiutare le piccole e medie imprese ad accedere ai finanziamenti.

Gli Enterprise Europe Network sono presenti in tutta Italia e collaborano con le associazioni imprenditoriali locali per l’internazionalizzazione delle imprese, il trasferimento di tecnologia, l’accesso ai finanziamenti, la consulenza legale oltre a fornire anche servizi di informazione.

In via di pubblicazione c’è poi l’Entrepreneurship Action Plan, che cercherà di individuare le aree più interessanti di sviluppo per gli imprenditori e quali sono i colli di bottiglia e gli ostacoli da superare. Si parlerà del trasferimento del business (imprenditori che vanno in pensione e non riescono a passare la mano), procedure relative al fallimento per offrire una seconda chance agli imprenditori, possibilità per giovani, donne e anziani che potrebbero mettere a frutto la loro esperienza.

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