Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Trend e lavoro

Fondazione Impresa: «Dalle Pmi arriva il maggiore contributo alla crescita occupazionale»

Risfoderare il classico “Piccolo è bello” è esagerato, ma dal punto di vista dell’occupazione le piccole e medie imprese italiane hanno dimostrato di saper produrre nuovi posti di lavoro

09 Gen 2014

Luigi Ferro

Ricercatrice al lavoro presso i laboratori Chiesi di ParmaLe PMI stanno dando un contributo positivo al tema dell’occupazione. La tesi viene sostenuta da uno studio di Fondazione Impresa che conferma i risultati di analoghe indagini della Cgia di Mestre e dell’Unione europea.

La Fondazione ha analizzato i dati relativi all’occupazione nelle imprese dell’industria e dei servizi tra il 2001 e il 2011. In questo periodo il 63,6% della nuova occupazione netta (473mila posti di lavoro su 744mila) in Italia è stato creato dalle piccole imprese con meno di 20 addetti. I posti di lavoro sono saliti del 5,3% con 8,9 milioni di addetti che hanno poi superato 9,4 milioni.

Una crescita troppo forte per le medie imprese (50-249 addetti) che hanno fatto salire l’occupazione del 2,6%, molto più lente delle grandi aziende salite del +6,8% durante lo stesso arco di tempo.

“L’incremento occupazionale – afferma lo studio – si è quindi polarizzato nelle classi dimensionali “estreme”, con le micro-imprese che hanno tenuto anche nell’industria manifatturiera, pesantemente punita dalla crisi, e hanno perso meno posti rispetto alle altre aziende”.

Il maggior numero di posti di lavoro è stato creato nel terziario con il turismo che con le sue micro-aziende ha prodotto oltre 296mila occupati con una crescita vicina al 46%.

Bene anche le attività professionali, sanità, assistenza sociale privata e attività immobiliari, dove le piccole imprese fino a venti addetti registrano incrementi occupazionali sensibilmente superiori rispetto agli altri.

Male invece il manifatturiero che in dieci anni ha perso quasi 920mila addetti. Di questi 372mila nelle imprese fino a 20 addetti e oltre 546mila in quelle più grandi.

L’indagine ha preso in esame 17 settori e in dieci le piccole imprese ottengono risultati migliori alle aziende di maggiori dimensioni.

Le piccole imprese del Lazio guidano la classifica con oltre 115mila posti di lavoro seguite da quelle della Sicilia con 68mila, Campania (oltre 66mila) e Puglia (60mila).

In coda alla classifica troviamo tre regioni del Nord: Piemonte (-5231), Friuli Venezia Giulia (8211) ed Emilia-Romagna (9044).

Un’altra indagine della Fondazione Leone Moressa mette in risalto la crescita dell’occupazione arrivata dalle Pmi anche nel 2013. I posti di lavoro sono saliti dell’1,60%, ma le previsioni rispetto al 2014 sono molto caute. Il numero dovrebbe rimanere pressoché invariato con una diminuzione dello 0,03%.

Articolo 1 di 5