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App, streaming e raccomandazioni: così cambiano le abitudini dello spettatore televisivo sempre connesso

Una fetta sempre più significativa della fruizione televisiva è appannaggio dei servizi in abbonamento, la cui crescita non accenna a diminuire, mentre si conferma la progressiva disaffezione, specie delle nuove generazioni, dalla TV tradizionale. Nella ricerca del contenuto “giusto” da guardare, il rischio è di perdersi in un’offerta sconfinata di titoli. Una ricerca Samsung fa il punto

Pubblicato il 28 Nov 2023

Antonella Bucci

Head of Strategic Marketing & Events Italia e Spagna di Samsung Ads Europe

Il 21 novembre si è celebrato il World TV Day, la giornata mondiale dedicata al medium che ha radicalmente trasformato il nostro modo di comunicare, educare, intrattenere e informare. Una ricorrenza che in Samsung Ads abbiamo voluto onorare con una riflessione che sposta l’attenzione dal mezzo alla persona: lo spettatore, colui che traina e al contempo si adatta alle costanti mutazioni che tecnologia e nuove tendenze impongono tanto al dispositivo quanto all’industry che gli ruota attorno.

Tutti pazzi per lo streaming TV

Oggi il telespettatore sempre connesso. Grazie anche all’avvento della CTV, è abituato a consumare contenuti in modo continuo e su molteplici piattaforme. Una fetta sempre più significativa della fruizione televisiva è infatti riservata allo streaming, la cui crescita non accenna a diminuire: secondo una nostra recente indagine svolta nel Regno Unito, oltre 8 spettatori su 10 tra chi possiede un televisore Samsung scelgono lo streaming in esclusiva o in combinazione con la TV lineare.

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Proprio i maggiori fan dello streaming, coloro che consumano contenuti televisivi solamente così, sarebbero quelli che passano il maggior numero di ore alla TV, come testimonia lo stesso sondaggio: nel solo mese di settembre questi fruitori hanno fatto registrare una media di 80 ore per dispositivo. Una modalità valutata positivamente soprattutto dalla Generazione Z, che dichiara di fruirne per più di 2 ore al giorno. Una popolarità confermata, infine, anche da un ulteriore dato di grande impatto: il 32% di chi ha recentemente acquistato un televisore del brand ha scelto di non collegarlo all’antenna, optando esclusivamente per lo streaming.

AVOD, BVOD e SVOD i nuovi modelli di fruizione

All’allontanamento dal classico mezzo lineare corrisponde anche un’evoluzione dei momenti di fruizione da parte dello spettatore televisivo. Sebbene, infatti, il prime time mantenga il suo successo, specie sui canali tradizionali, sui servizi di video on demand forniti dai broadcaster (BVOD) e su quelli in abbonamento (SVOD), la nostra indagine ha rivelato che in Europa i servizi AVOD (finanziati dalla pubblicità) sono quelli scelti con maggior continuità nell’arco dell’intera giornata. Gli spettatori dimostrano di apprezzarli in particolare tra le 18 e le 20, fascia oraria meno popolare per l’utilizzo di altri canali. Tutti i servizi registrano, invece, come prevedibile, picchi di consumo durante il weekend: nello specifico quelli SVOD raggiungono in questi giorni incrementi d’uso del 27% rispetto alle giornate infrasettimanali, mentre AVOD e BVOD restano più costanti.

La TV connessa acquisisce, così, sempre più valore nella quotidianità del telespettatore moderno, la cui sessione media di visione in streaming, stando ai dati raccolti dai dispositivi Samsung, dura 122 minuti e si ripete circa 2 volte al giorno. Soprattutto i servizi AVOD, secondo la stessa ricerca, hanno registrato un incremento del 25% del tempo di visione rispetto allo scorso anno e, similmente, i canali FAST (televisione in streaming gratuita supportata dalla pubblicità) fanno segnare un +26% – prova tangibile del crescente interesse da parte dello spettatore.

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Il dominio delle app

L’alto grado di connessione dei telespettatori moderni e il successo dello streaming si traducono, inevitabilmente, anche in un notevole utilizzo delle app: nei Paesi EU5 le Smart TV Samsung hanno evidenziato, infatti, oltre 5,4 miliardi di aperture di applicazioni nel primo trimestre di quest’anno (una crescita del 5% su base mensile).

Osservando nel dettaglio, emerge, inoltre, che nel Regno Unito ogni telespettatore usa regolarmente sul dispositivo due servizi SVOD, uno AVOD e uno BVOD, mantenendo tuttavia una certa abitudinarietà: il 21% delle Smart TV Samsung rileva l’utilizzo della stessa app ogni giorno. L’ampio portafoglio di servizi favorisce, però, la ricerca: per scoprire contenuti nuovi, infatti, in media si fa “zapping” tra 3 diverse applicazioni per ogni sessione di visione, anche se alla fine il 57% degli utenti torna sulla prima presa in considerazione.

Un comportamento, quest’ultimo, che rispecchia i rischi evidenziati in una nostra precedente indigine intitolata “Is TV Just TV?”: la discovery paralysis e il content overload.  L’ampia possibilità di scelta messa in mano allo spettatore può generare frustrazione, tanto che il 65% degli utenti di tutto il mondo dichiarava di sentirsi sopraffatto e infastidito se non in grado di trovare qualcosa da guardare nei primi 15 minuti di ricerca. Un senso di smarrimento che spesso porta il telespettatore a cercare ispirazione tra le recommendation dalla piattaforma.

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