Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Cognitive computing

Marketing Automation: se le campagne le gestisce l’intelligenza artificiale di Watson

Automazione, informazioni più accurate per decisioni più efficaci, personalizzazione dei messaggi in real-time. Ecco le nuove funzionalità a disposizione dei marketer e i pilastri tecnologici attraverso i quali ridefinire il futuro della disciplina secondo gli esperti di IBM

04 Apr 2017

Nicoletta Boldrini

Mark Simpson, Vice President Offering Management, Watson Marketing IBM Il futuro del Marketing è nell’automazione (dei processi, dell’analisi dei dati, delle campagne e della loro gestione, dell’ottimizzazione e del monitoring dei risultati, ecc.) ma perché quest’ultima non sia mero strumento di efficienza ma mezzo per l’efficacia del business serve dell’intelligenza, come quella artificiale di Watson, l’ormai noto sistema cognitivo di IBM. È questo il messaggio chiave lanciato dal palco dell’IBM Amplify di Las Vegas da parte di Mark Simpson, Vice President Offering Management, Watson Marketing di IBM (che prima di approdare nella famiglia di Big Blue ha fondato Maxymiser, motore software per la Customer Experience Optimization) il quale, rivolgendosi direttamente ai marketer e, in generale, a chi in azienda si occupa di Marketing, ha riassunto quelli che potremmo identificare come i pilastri tecnologici attraverso i quali ridefinire il futuro di questa disciplina:

1) user-centric design: per IBM significa ripensare come gli utenti interagiscono con gli strumenti di marketing per proporre loro soluzioni tecnologiche avanzate ma semplici da usare e gestire;

2) seamless integration: offrire ai marketer un’unica console da cui poter fare tutto (integrando Watson anche con soluzioni di altri vendor), gestire un sito e-commerce, aggiornare i contenuti di un portale, gestire e confrontare le campagne di promozione, monitorare i canali sui quali si sta facendo comunicazione, ecc.;

3) cognitive expertise: introdurre funzionalità che ‘guidano’ i marketer sfruttando il motore di intelligenza artificiale come sorta di consulente. “In questa marco-visione, Watson diventa un trusted advisor capace per esempio di dirti che la campagna che stai costruendo potrebbe non avere i risultati prefissati perché in questo momento, su quei temi, gli utenti sui social network stanno mostrando scarso interesse o addirittura riportando esperienze negative”, osserva Simpson.

A fare da comune denominatore, come accennato, è l’automazione di tutte le attività di marketing, obiettivo che IBM intende raggiungere arricchendo Watson Marketing (verticalizzazione specifica del motore di intelligenza artificiale e machine learning Watson Customer Engagement) di funzionalità come:

1) automazione delle campagne: piattaforma di digital marketing accessibile via cloud per la gestione di campagne di e-mail marketing, lead generation e management, ingaggio via mobile e social;

2) marketing insights: soluzione per l’identificazione e l’ingaggio della giusta audience senza dover ricorrere ai data analyst; le funzioni cognitive di Watson aiutano i marketer a comprendere i comportamenti individuali degli utenti, correlare eventi e calcolare probabilità/opportunità per suggerire la combinazione ideale di azioni utili a far crescere l’interazione, la conversione e la fidelizzazione;

3) personalizzazione real-time: sistema che permette di personalizzare in real-time i messaggi verso gli utenti (per esempio, in funzione del loro comportamento reale durante la navigazione su un sito di e-commerce) offrendo loro una più efficace esperienza utente.

Articolo 1 di 5