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Video: obbligo di fatturazione elettronica B2B, attenzione agli impatti sui processi

Obbligo di emissione di fatture elettroniche B2B

L’adempimento, che scatta dall’1 gennaio 2019 per tutte le imprese in Italia, impone di rivedere il modello tradizionale di gestione della fatturazione, sia per i tempi del processo (mandare le fatture il 27 del mese diventa rischioso), sia per le singole attività. Paolo Catti (Associate Partner, P4I-Partners4Innovation) spiega perché

Pubblicato il 16 Lug 2018

Abbiamo parlato già in molti articoli dell’obbligo di fatturazione elettronica business-to-business (B2B), che in Italia scatta dall’1 gennaio prossimo. Tale obbligo, detto anche di fatturazione elettronica tra privati, non è soltanto un tema di compliance, ma può avere ripercussioni di processo non banali, racconta in questo video Paolo Catti, Associate Partner di P4I-Partners4Innovation.

È infatti un obbligo che insiste sull’emissione della fattura e quindi cambia alcune regole e modalità con cui si è soliti fare le fatture. Per esempio occorre che sia una fattura scritta in linguaggio XML_PA. Occorre che questa fattura passi dal Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma digitale gestita dall’Agenzia delle Entrate. Questa fattura acquisisce valore fiscale solo dopo che il SdI l’ha recapitata e quindi di fatto non l’ha rigettata, non avendo riscontrato errori formali.

Questo elemento è estremamente importante poiché il SdI si prende fino a cinque giorni di tempo per accettare la fattura. Nel caso molto diffuso di invio delle fatture il 27 del mese, si rischia che il SdI ne rigetti qualcuna l’1 del mese successivo, imponendo un nuovo invio e lo slittamento dei tempi di fatturazione.

Vale quindi la pena porsi qualche domanda anche sul modello tradizionale con cui vengono gestite le fatture, spiega Catti nel video. Quando è opportuno fare la fattura? Come faccio ad essere certo che la riceverà il mio cliente? Qual è l’indirizzo che devo utilizzare? In primis, forse vale la pena anticipare un po’ il tempo di uscita delle fatture rispetto all’abitudine di emetterle il 27 del mese. Sono elettroniche, e non ha più senso questo approccio molto tradizionale. Invece riguardo all’indirizzo di riferimento del nostro cliente, l’Agenzia delle Entrate ha attivato un progetto, un vero e proprio censimento, che consente a ciascuna impresa di notificare il canale unico e univoco da cui riceverà tutte le fatture da parte di tutti i propri fornitori.

Questo censimento si può sfruttare, se si intende costruire internamente un modello di ricezione univoca da un unico punto delle fatture. Oppure si può evitare di utilizzarlo, ma in modo consapevole, decidendo che si vogliono utilizzare più punti di ricezione. In questo caso occorre informare in modo puntuale entro il 1° gennaio i nostri fornitori. Tutti questi temi richiedono attenzione: la fatturazione elettronica B2B è un obbligo normativo ma non va accolto come un tema esclusivamente di compliance, di adempimento a un requisito di legge, poiché impatta significativamente su tematiche non banali di processo.

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