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Invoice Trading, vantaggi della cessione dei crediti commerciali e principali piattaforme attive in Italia

Lo strumento della cessione delle fatture è ampiamente utilizzato dalle piccole e medie imprese, che possono accedere alla liquidità di cui necessitano per finanziare il capitale circolante con tempistiche molto più rapide rispetto ai tradizionali circuiti bancari. Ecco chi sono gli operatori presenti nel nostro Paese

Pubblicato il 25 Gen 2023

invoice trading

“L’invoice trading è uno strumento che permette alle aziende di cedere crediti commerciali a investitori professionali attraverso piattaforme digitali. L’acquirente della fattura eroga all’impresa cedente un anticipo, pari a circa il 90% del credito, e si impegna a versare il saldo alla scadenza. L’anticipo versato è al netto di interessi e commissioni, che rappresentano rispettivamente la remunerazione dell’investitore che finanzia l’operazione e della piattaforma che mette in comunicazione le parti. Il rischio di insolvenza del debitore è frequentemente in capo agli acquirenti delle fatture (cessione pro soluto)”.

Quest’ampia definizione dell’Invoice Trading è presente in uno degli occasional papers che Banca d’Italia realizza periodicamente.

Il fatto che meno di un anno fa l’istituto di Palazzo Koch si sia occupato del tema, all’interno di un documento dal titolo “Le piattaforme Fintech di prestito e di raccolta di finanziamenti nel mondo e in Italia”, è indicativo dell’importanza assunta da questo strumento di finanza alternativa.

L’Invoice Trading nel mercato della finanza alternativa

Tale importanza è stata ribadita dall’ultimo report degli Osservatori Entrepreneurship Finance & Innovation del Politecnico di Milano pubblicato a novembre 2022 con il supporto di Unioncamere e Innexta. Secondo lo studio, il mercato complessivo della finanza alternativa al circuito bancario tradizionale nel 2021 ha mobilitato risorse per oltre 4,5 miliardi di euro (contro i 3,2 miliardi di euro del 2020) e nel primo semestre del semestre del 2022 ha fatto registrare un flusso record di 2,6 miliardi.

Nonostante la percentuale riferita al controvalore delle fatture cedute tramite piattaforme di Invoice Trading ammonti “soltanto” a 531,6 milioni di euro nel primo semestre 2021, e a 325,5 milioni nel primo semestre del 2022, non bisogna dimenticare che questo strumento è soggetto a una forte stagionalità.

Per molte aziende, infatti, i bilanci ufficiali dell’anno precedente non sono disponibili prima di maggio o giugno, con la conseguenza che molte operazioni si concentrano nel secondo semestre. Inoltre, va rilevata la grande dinamicità degli operatori. Basti pensare che Fifty, piattaforma che da sola aveva gestito nel primo semestre del 2021 ben 242 milioni di euro, nel frattempo è stata acquisita da Credito Fondiario, oggi Banca CF+, per diventare a tutti gli effetti un applicativo della banca per il factoring.

Invoice Trading e factoring, qual è la differenza?

Sebbene invoice trading e factorig, cioè il tradizionale sconto bancario, siano prodotti simili, la differenza principale risiede nel fatto che nel factoring è previsto che l’impresa ceda in blocco e in maniera continuativa il proprio portafoglio di crediti o tutti i crediti nei confronti di un determinato cliente.

Nell’Invoice Trading, invece, le piattaforme valutano le caratteristiche dell’azienda cedente e delle aziende debitrici con una modalità basata sull’utilizzo di Big Data e algoritmi di AI.

Le fatture selezionate dalle piattaforme, poi, sono cedute ricorrendo a un meccanismo variabile (ad asta, marketplace, marketplace integrato, acquisto diretto o tramite operazioni di supply chain finance) che definisce il prezzo della cessione.

Il tutto avviene con tempistiche estremamente rapide, nell’ordine di pochi giorni, tali da giustificarne la popolarità soprattutto tra la platea delle PMI. La possibilità di accedere alla liquidità per finanziare il capitale circolante più rapidamente è uno dei motivi che spingono molte piccole e medie imprese ad avvalersi di questa modalità.

Le 13 piattaforme di invoice trading attive in Italia

Alla data del 30 giugno 2022, il report del Politecnico di Milano aveva censito 13 operatori di Invoice Trading presenti in Italia. Di seguito, ecco l’elenco di questi operatori e delle relative piattaforme.

Fonte: Quaderno di ricerca: La finanza alternativa per le PMI in Italia, a cura di Unioncamere - Innexta - Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale, novembre 2022
Fonte: Quaderno di ricerca “La finanza alternativa per le PMI in Italia”, a cura di Unioncamere – Innexta – Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale (2022)

Anticipay (gruppo Zucchetti)

Diventata nel 2021 parte del gruppo Zucchetti, che ha integrato le soluzioni fintech di Invoice Trading nella sua offerta, è una piattaforma nella quale è l’imprenditore stesso a selezionare il tasso di finanziamento. Le fatture, a esclusione di quelle emesse nei confronti della PA, devono essere di importo almeno pari a 5.000 euro e con scadenza compresa fra i 30 e i 180 giorni.

CashInvoice

Gestito dall’omonima società, mediatore creditizio iscritto all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), il portale CashInvoice è attivo dal 2017. Per le aziende è previsto un abbonamento annuale a canone e l’offerta prevede 8 diversi strumenti finanziari, tra cui pro-soluto, pro-solvendo, linea liquidità, reverse factoring ecc. Nei 12 mesi precedenti al novembre scorso la piattaforma aveva visto la cessione di fatture per un importo di 45 milioni di euro.

CashMe

Da maggio 2018 la piattaforma CashMe è entrata a far parte del Gruppo Finservice, operatore di riferimento nell’ambito della finanza agevolata. Il meccanismo di cessione delle fatture selezionate dalla piattaforma è un marketplace e possono accedervi tutte le società di capitali che abbiano depositato almeno un bilancio con un fatturato pari ad almeno 500 mila euro. Recentemente, CashMe ha anche avviato il Reverse Digital con cui ottimizzare la gestione del ciclo passivo e supportare la filiera dei piccoli fornitori di medie e grandi imprese grazie alla cessione pro-soluto dei crediti commerciali pendenti. Nel primo semestre 2022 la piattaforma ha registrato 2.714 fatture cedute per un valore di 113 milioni di euro.

Clevera

È una nuova piattaforma, fondata da Ottavio Conigliaro, dove le PMI possono cedere a investitori istituzionali i loro crediti commerciali, scaduti e non scaduti. In alternativa, possono chiedere il pagamento anticipato al debitore a fronte di uno sconto (Dynamic Discounting).

CrescItalia

Si tratta di un advisor fintech indipendente che funge da punto di raccordo tra i capitali non bancari e le imprese, con l’obiettivo di agevolare l’incontro tra il tessuto imprenditoriale italiano e gli investitori. Grazie alla sua piattaforma digitale integrata, CrescItalia Lab, accompagna gli investitori istituzionali nei processi di valutazione e validazione dei crediti commerciali nonché nella gestione delle operazioni di investimento. Sulla piattaforma la cessione delle fatture è prevista nella formula pro-soluto, con il risultato che l’azienda riesce a ottenere liquidità immediata senza rischiare la segnalazione alla Centrale Rischi e senza dover pagare fee annuali né riconoscere costi di transazione sulle singole cessioni. Oltre all’invoice trading, CrescItalia opera nell’ambito del reverse factoring, dei finanziamenti a medio/lungo termine e dei minibond.

CrowdCity

Mediatore creditizio vigilato, CrowdCity offre una piattaforma aperta sia all’Invoice Exchange, per facilitare la compravendita di crediti commerciali rappresentati da fatture esigibili nella forma della cessione pro-soluto, sia Lending Exchange, per agevolare i prestiti aziendali mediante l’incontro tra imprese richiedenti e investitori. I requisiti richiesti alla società che intende avvalersi dell’Invoice Trading sono un fatturato pari ad almeno 5 milioni di euro e un importo unitario per fattura di almeno 1.000 euro.

Demetra Capital

Partecipata da Banca Privata Leasing e parte del gruppo Ifin Holding, Demetra Capital è una piattaforma attiva nei settori siderurgico, agroalimentare, immobiliare e finanziario. Sono ammissibili al servizio di Invoice Trading tutte le società italiane di capitali o di persone che intendono cedere fatture con una durata dai 30 ai 180 giorni e un importo unitario, IVA compresa, superiore a 5.000 euro. Prevede una fee annuale di adesione pari a 400 euro, che viene richiesta solo dopo aver concluso la prima cessione, più una commissione variabile che dipende dall’importo della fattura, dalla sua durata e dalla qualità del credito.

Finanza.Tech

Nel brand Finanza.Tech confluisce un gruppo di società quotato su Euronext Growth Milan. L’omonima piattaforma propone un ampio ventaglio di servizi di consulenza finanziaria, tra cui il factoring digitale suddiviso tra vari metodi di cessione del credito: pro-solvendo, pro-soluto, con o senza notifica, con o senza accettazione. Tra i requisiti richiesti, è necessario che cedente e ceduto siano società di capitali. Inoltre, le fatture devono avere un importo minimo di 5.000 euro e una durata compresa tra i 45 e i 180 giorni.

Incassa Subito

È la soluzione di Invoice Trading del Gruppo TeamSystem, aperta agli utenti dei sistemi ERP proprietari e operativi da almeno 2 anni, con un fatturato di almeno 250 mila euro all’anno. L’importo minimo della fattura deve essere di 1.000 euro e la scadenza può arrivare a 150 giorni.

ItaliaComfidi

La piattaforma appartiene a una società consortile iscritta nell’Elenco Speciale degli Intermediari Finanziari ex art. 107 del Testo Unico Bancario. I requisiti richiesti per beneficiare del servizio di Invoice Trading prevedono che l’azienda italiana sia una società di capitali, non operi nel settore delle costruzioni, fatturi oltre 1 milione di euro e abbia fatture emesse con una scadenza superiore ai 30 giorni. L’azienda cedente, inoltre, non deve commerciare in armi, tabacco oppure operare nel settore dei giochi d’azzardo.

MyCreditService

All’interno di MyCreditService, la fase di trading dei crediti sul marketplace avviene a valle di un processo di valutazione del credito che permette di verificare la fattibilità dell’operazione e dei relativi costi. In particolare, la piattaforma si interfaccia con il sistema ERP dell’azienda, acquisendo i dati relativi alle fatture, elaborandoli e fornendo alla PMI un preventivo sulle condizioni di cessione. Nel primo semestre del 2022, le fatture cedute tramite il portale sono state 995 per un importo totale di 34,98 milioni di euro.

Polaris

È la soluzione di supply chain finance del gruppo TXT, uno dei maggiori player in Italia nel mondo ICT. È integrata con i sistemi SAP e incentiva la collaborazione tra buyer, fornitori e partner finanziari per minimizzare il rischio a beneficio dell’intera filiera. Le aziende che possono accedere al servizio di invoice trading sono le società di capitali con un fatturato maggiore o uguale a 1 milione di euro. I crediti cedibili sono quelli verso imprese private di medie/grandi dimensioni e con un buon rating, a patto che accettino la cessione e che abbiano un fatturato superiore ai 10 milioni di euro. I crediti devono avere un importo superiore a 10.000 euro e non devono superare i 500 mila euro per singola fattura.

Workinvoice

Operativa dal 2015, Workinvoice ha sviluppato il primo mercato online di invoice trading in Italia. Nel 2018 ha stretto una partnership industriale con Cribis (gruppo Crif), seguito nel 2020 da un nuovo servizio di reverse factoring e da un servizio di cessione dei crediti fiscali (TaxCreditPlace) realizzato insieme a Cribis e con il supporto di PWC. La piattaforma è integrata con quelle di importanti realtà come Banca Sella, Sparkasse, Azimut ed Enel X ai cui clienti offre un accesso veloce alla liquidità tramite il servizio digitale di anticipo fatture. Nel 2021 ha stretto un accordo con Ebury, fintech del Gruppo Banco Santander che opera nel mercato forex, per supportare le aziende italiane nella gestione del rischio di cambio o se intendono finanziare le loro importazioni in valuta. Nel primo semestre 2022 le fatture cedute tramite Workinvoice sono state 1.060 per un totale di 85 milioni di euro.

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