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startup fintech

Da Benetton a Merloni: 8 milioni su Instapartners, la startup del “digital lending” per le PMI

Investitori eccellenti per l’aumento di capitale della società fintech, fondata da un ex partner BCG e pioniera in Italia dei prestiti alle piccole e medie imprese tramite piattaforma digitale. «Offriamo alle PMI un canale di finanziamento alternativo e veloce (rispondiamo in un’ora), e ai gestori di risparmio un’opportunità di investimento nuova»

08 Feb 2016

Daniele Lazzarin

Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni, Lorenzo Pellicioli (amministratore delegato del gruppo De Agostini e consigliere d’amministrazione di Generali), la famiglia Venesio (proprietaria di Banca del Piemonte), Hans Paul Burkner (chairman di Boston Consulting Group), e i partner di Tikehau Capital, tra cui Jean Pierre Mustier, ex capo dell’investment banking di Unicredit.

Nomi davvero significativi, che credono tutti nelle prospettive del “digital lending” anche in Italia, visto che hanno partecipato all’aumento di capitale da 8 milioni di euro di Instapartners, startup italiana pioniera nel nostro Paese dell’erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese attraverso una piattaforma digitale: ciò che si definisce appunto “digital lending”.

L’idea di Ignazio Rocco di Torrepadula, CEO e Fondatore di InstaPartners ed ex partner di BCG, è quindi di offrire alle PMI un prodotto di finanziamento di semplice accesso, con velocità e flessibilità superiori alle classiche alternative esistenti, a copertura dei crediti commerciali nei confronti di fornitori e clienti.

Il modello che la neo-società “fintech” – fondata nel 2015 – sta sviluppando, ha spiegato Rocco al Corriere della Sera, consente una risposta addirittura in una sola ora all’imprenditore che si rivolge alla piattaforma. Instapartners erogherà prestiti tra 10 e 500mila euro, a tassi che il fondatore assicura saranno più bassi di quelli delle banche. Il rischio di credito viene calcolato in tempi brevissimi utilizzando le fonti pubbliche di informazione finanziaria e societaria (Crif e Cerved), e presto anche un sistema proprietario a cui Instapartners sta lavorando, che analizza i dati di bilancio dell’impresa richiedente e verifica se sussistono eventuali protesti a carico del titolare.

I finanziamenti, erogati a fronte dell’acquisto di fatture commerciali, vengono poi cartolarizzati e i titoli risultanti dall’operazione venduti a investitori istituzionali, sotto forma di portafogli di investimento di durata di circa 3 mesi, con un rapporto rendimento-rischio superiore alle alternative oggi esistenti.

L’aumento di 8 milioni è un risultato importante, che posiziona InstaPartners ai primi posti in Europa, per investimenti precedenti al lancio del prodotto da parte di venture capital e business angel, sottolinea un comunicato, in cui Rocco di Torrepadula dichiara: «Sono molto contento del risultato raggiunto e della fiducia che il network dei nostri soci ha riposto nel progetto. Vogliamo offrire alle PMI un canale di finanziamento addizionale, di semplice accesso e utilizzo, e ai gestori di risparmio un’opportunità di investimento nuova e attraente. Connettere le PMI ai mercati dei capitali è uno dei requisiti per accelerare la crescita e l’uscita dalla crisi. Si tratta di un’attività che nel Regno Unito e negli Stati Uniti è già molto diffusa e pensiamo che anche in Italia esistano i talenti e le risorse per trasformare questa visione in una realtà operativa».

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