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supply chain finance

Wind, vincente il real time payment con i fornitori: «Presto lo estenderemo ai consumatori»

Grazie a MyBank, sistema che richiede di inserire solo le credenziali del proprio home banking per effettuare il pagamento, il carrier ha abbattuto i tempi dei controlli sugli ordini della rete di dealer. Giuseppe Verdicchio, Head of Treasury & Trade Finance del gruppo, spiega i benefici della piattaforma, che in 9 mesi ha processato 18mila transazioni

08 Gen 2016

Domenico Aliperto

Il Real Time Payment in alcuni casi è già una realtà di tutti i giorni anche per le transazioni tra aziende (B2B), e uno di questi è Wind, l’operatore italiano di telefonia mobile che da un anno ha adottato la piattaforma MyBank di Preta SAS come strumento identificativo e autorizzativo dei pagamenti da e verso la rete dei partner commerciali. Con benefici tali da pianificare per il 2016 l’estensione anche alle transazioni con i consumatori. Ne ha parlato Giuseppe Verdicchio, Head of Treasury & Trade Finance di Wind, in un’intervista con Pagamenti Digitali.

«Nel 2012 ci siamo resi conto che avevamo bisogno di migliorare il portale attraverso cui i nostri dealer effettuano ordini e analizzano le proprie esposizioni in dare e avere – spiega Verdicchio -. Serviva uno strumento più sicuro e al tempo stesso più veloce: la piattaforma che utilizzavamo per ricevere i pagamenti era spesso inadeguata, in primo luogo per i tempi tecnici delle transazioni, e poi perché capitava che il sistema registrasse l’identificativo di un bonifico erogato senza che il denaro fosse stato effettivamente trasferito. Intesa Sanpaolo, la banca a cui ci appoggiamo, ci ha aiutato a trovare la soluzione e ci ha proposto MyBank, assicurandoci che la soluzione avrebbe garantito l’identificazione forte degli utenti, la velocità nelle operazioni e l’irrevocabilità dei trasferimenti. Abbiamo scelto e implementato la piattaforma nel 2013, nel 2014 è stata avviata la fase test e nel 2015 è iniziata l’effettiva operatività».

A settembre, continua Verdicchio, il sistema contava circa 1200 ragioni sociali affiliate (il 38% dei dealer Wind) e per fine 2015 il target era fissato al 50%. Sempre al 30 settembre la piattaforma aveva processato 18 mila transazioni, con un valore medio di 1900 euro. «Con MyBank il flusso che riceviamo a livello telematico dà automaticamente certezza dell’incasso effettivo: quando il sito si aggiorna evidenziando le informazioni sull’arrivo dei pagamenti siamo in grado, anche senza effettuare verifiche sul conto corrente, di sbloccare nuovi ordini. Questo si traduce in un risparmio di due-tre giorni sui tempi che occorrevano prima per svolgere le operazioni di controllo. Il vantaggio è duplice: se i dealer possono effettuare più in fretta nuovi ordini, il nostro lavoro oggi consta meno di attività di data entry e più di sviluppo strategico sulle esigenze finanziarie dei partner. Inutile dire che il cash flow è migliorato sensibilmente. Dati questi ottimi risultati, pensiamo che il 2016 sarà l’anno dell’apertura al consumer».

Verdicchio ha parlato nell’intervista anche dello scenario che in Italia frena ancora l’adozione di massa di sistemi del genere, della possibilità di creare nuovi modelli di business su queste tecnologie estesi anche ai consumatori, e delle (poche) difficoltà di implementazione del real time payment. Ecco il link all’intervista completa su Pagamenti Digitali.

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