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Strategie

Wiese, BlackBerry: «Riduciamo il time-to-market con le acquisizioni»

Il President Global Sales di BlackBerry, “scippato” lo scorso luglio a Cisco, ci illustra come il colosso del mobile intende procedere sulla strada per diventare a tutti gli effetti una software company. Le competenze e le eccellenze? Se non è conveniente svilupparle internamente si possono sempre comprare…

04 Dic 2015

Annalisa Casali

In quale direzione sta andando BlackBerry? La rifocalizzazione sulla componente applicativa del mobile, e in particolare sulla protezione dei dati e l’Enterprise Mobility Management (EMM) indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, è stata annunciata oltre un anno e mezzo fa parallelamente a un rinnovato interesse verso l’utenza aziendale. Il peso del software sul fatturato è cresciuto del 33% nel corso dell’ultimo anno fiscale e BlackBerry ha investito in quest’area mezzo miliardo di dollari nel 2015. Un impegno finanziario che si è tradotto anche in diverse acquisizioni, cinque negli ultimi 15 mesi.

Ce lo spiega Carl Wiese, President Global Sales di BlackBerry, nominato lo scorso luglio, a margine di un evento organizzato di recente a Milano. Il manager (che proviene da Cisco e vanta una lunga esperienza nel settore IT) ha la responsabilità di definire e coordinare il go-to-market e le vendite internazionali, riportando direttamente al CEO John Chen.

Carl Wiese, President Global Sales di BlackBerryNella corsa contro i tempi strettissimi del go-to-market, la strategia professata è “tutto il meglio e subito”. Cosa significa? Fermo restando che gli investimenti in ricerca e sviluppo pesano ancora per il 21,3% del giro d’affari, laddove non sia economicamente o strategicamente sostenibile nulla vieta di acquisire tecnologie già consolidate. «L’importante è riuscire a fornire in breve tempo soluzioni all’avanguardia che aiutino le aziende ad abbracciare le diverse declinazioni dello smart working, come BYOD, CYOD, COBO e COPE, in totale sicurezza. Abbiamo un cash flow di 3,3 miliardi di dollari, quindi sono probabili nuove acquisizioni».

Altre software company, quindi, nel mirino della società canadese, ma in quale ambito? «Stiamo valutando attentamente le potenzialità offerte dall’Internet delle cose con un approccio verticale che al momento si concentra sui mercati dell’automotive, gestione delle flotte e sanità – precisa –. Non ci interessano le connessioni, il nostro obiettivo è creare un ecosistema basato sulle information analytics che sia di supporto alle decisioni. Ma non trascuriamo le altre opportunità di questo nuovo, dirompente, approccio tecnologico. Opportunità che vanno ben al di là di smartphone e tablet per arrivare fino alle automobili intelligenti». Più scettico appare, invece, il manager sul futuro delle tecnologie indossabili: «Non credo che nei prossimi anni assisteremo alla proliferazione di applicazioni di classe aziendale, penso piuttosto che l’uso degli smartphone da polso rimarrà confinato alla sfera personale dell’individuo più che a quella professionale». Ciò nonostante, a ottobre è stato aggiunto il supporto degli Apple watch alla piattaforma BlackBerry Messanger for Business, che già era integrata con gli smartwatch Android. Gli utenti potranno, quindi, accedere e rispondere ai messaggi BBM direttamente dal dispositivo indossabile in modo sicuro.

«L’intenzione per i prossimi mesi è di scalare progressivamente lo stack delle applicazioni verso la gestione delle funzionalità, visto che la gestione dei dispositivi è già una materia nella quale eccelliamo – conclude Wiese –. Abbiamo progressivamente ampliato le nostre eccellenze e quelle che non abbiamo al nostro interno le compreremo. Questa è la nostra strategia, questo è il cammino che abbiamo intrapreso e che, credo, ci darà ottimi risultati in futuro».

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