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Case study

Un’archivio in digitale per la Biblioteca Apostolica Vaticana

La nota istituzione cuturale romana ha avviato un processo di digitalizzazione dell’archivio, che ammonta a un totale di 40 milioni di pagine. Ogni singola pagina verrà fotografata in altissima definizione e memorizzata nel formato FITS. Il progetto parte già una capacità di archiviazione di 2,8 Petabyte.

27 Set 2012

La Biblioteca Apostolica Vaticana sita a Roma è un’istituzione culturale di enorme importanza che vanta un immenso archivio di migliaia di volumi rarissimi, testimonianze uniche della storia della cultura umana, tra cui 1.600.000 libri stampati, 8.600 incunaboli, 300.000 tipi di monete, 150.000 stampe e disegni e circa 80.000 manoscritti che contano un totale di 40 milioni di pagine.

Dal 1985 con il Prefetto della Biblioteca, Leonard Boyle, è iniziata la conversione dal cartaceo al digitale per quanto riguarda la catalogazione dei volumi. Oggi però la Biblioteca ha la necessità che anche gli stessi documenti vengano protetti in modo adeguato e al tempo stesso resi disponibili agli studiosi di tutto il mondo.

Per questo motivo la Biblioteca Apostolica Vaticana ha avviato la digitalizzazione dei manoscritti, in collaborazione con EMC e Dedanext, parte di Dedagroup ICT Network. L’accordo raggiunto consentirà la strutturazione logistica e informatica necessaria per conservare la digitalizzazione e rendere così disponibili alla consultazione di studenti, esperti ed appassionati i manoscritti nei prossimi anni.

Ogni singola pagina verrà fotografata in altissima definizione ed archiviata in formato digitale. Il formato di archiviazione sarà l’open standard FITS(Flexible Image Transport System), già utilizzato nei campi dell’astrofisica e della medicina poiché garantisce la massima riproducibilità nel tempo ed usabilità per le diverse applicazioni. Il dibattito sull’utilizzo del miglior formato di conversione è stato molto ampio e il tema fondamentale è stata la scelta dello strumento che garantisse la disponibilità per il maggior lasso di tempo. FITS può essere letto sempre, senza necessità di conversione ad un altro formato che potrebbe causare perdita di informazioni o essere incompatibile con i sistemi futuri.

Il progetto richiederà diversi anni per essere portato a termine. Nei primi tre EMC fornirà una capacità complessiva di storage di 2,8 Petabyte, utilizzando alcune piattaforme leader nel settore. Dedagroup e Dedanext si occuperanno della fase progettuale e dell’implementazione delle piattaforme storage dell’azienda.

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Un’archivio in digitale per la Biblioteca Apostolica Vaticana

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