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strategie

Santoni, AD di Cisco: «Il nostro impegno per la trasformazione del Paese»

Il numero uno dell’azienda, che in Italia ha 700 dipendenti, a tre mesi dal suo insediamento fa il punto sulla strategia ed evidenzia le tante iniziative già messe in campo per spingere l’innovazione in Italia

13 Mar 2013

Manuela Gianni

Agostino Santoni, AD Cisco ItaliaSviluppare il business, ma anche restituire al territorio. L’impegno di Agostino Santoni, da tre mesi nuovo AD di Cisco in Italia ed ex numero uno di Sap, è duplice: far crescere l’azienda, nella convinzione che anche in un contesto complicato come quello attuale «i percorsi di trasformazione IT vanno avanti», e al contempo favorire la diffusione della cultura digitale, «perché c’è ancora molto da fare e Cisco vuole avere un ruolo fondamentale».

Per questo, Santoni ci tiene a ricordare le tante iniziative messe in campo negli anni da Cisco. Fra queste, la recente “A scuola di Internet”, che ha coinvolto studenti, genitori e insegnanti in tante scuole e che punta a colmare il digital divide fornendo i primi rudimenti dell’utilizzo della Rete, e l’ormai consolidata Network Academy, il programma di formazione e certificazione tecnica nato nel 1997 che ha coinvolto in questi anni 80mila persone, aiutandole nel loro percorso professionale. «L’85% delle persone formate dall’Academy ha trovato lavoro o migliorato la sua posizione entro 6 mesi», ha affermato il manager.

C’è poi il grande tema dell’Expo 2015, per il quale Cisco, che è Global Sponsor, ha messo sul piatto investimenti per 40 milioni di euro. «Sarà un evento di successo anche dal punto di vista della tecnologia. È una straordinaria opportunità per il Paese, un modello che verrà esportato in altre città», ha sottolineato Santoni.

Naturalmente al centro della strategia c’è sempre l’innovazione tecnologica. Oggi per Cisco il futuro si chiama Internet of Everything, una nuova evoluzione di Internet di portata molto superiore a quella attuale, perché collegherà processi dati e oggetti, oltre alle persone. Una vision troppo futuristica? «Cisco ha sempre anticipato una visione del futuro, e ora prevediamo una ulteriore trasformazione non solo nei modelli di business ma del modo di vivere delle persone. Lo vediamo sul territorio: l’opportunità è per i nuovi imprenditori e per la creazione di nuova occupazione».

Altre aree in crescita per Cisco sono il Cloud e la Mobility, l’In-memory computing, la collaboration, i blade server. «Notiamo che le aziende che hanno una forte tendenza all’internazionalità sono quelle più propense ad investire, sia dal punto di vista applicativo che infrastrutturale», ha affermato Santoni.

Cisco, che oggi ha in Italia circa 700 dipendenti ed è nella classifica dei “Greit place to work” per la grande attenzione riservata alle persone e al loro “worklife balance”, è anche un modello per l’utilizzo avanzato delle tecnologie nel posto di lavoro, in particolare per la collaborazione: «Abbiamo dato un iPhone a tutti i dipendenti e da tempo concediamo il Bring Your Own Device: io stesso uso un tablet personale. E le applicazioni sono “self service».

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