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Videointerviste

QuantumBlack: «È la Data Analytics che dev’essere al vostro servizio, non viceversa»

«Ma la cosa più difficile è trovare dei bravi Data Scientist, Data Engineer e Designer, e trattenerli». Jeremy Palmer, CEO di QuantumBlack (a McKinsey Company), spiega le sfide dei progetti Big Data nelle aziende, e racconta la collaborazione quotidiana tra la sua startup e la multinazionale della consulenza strategica

10 Set 2018

Daniele Lazzarin

Tra i molti interventi al recente Cerved Next, l’evento dedicato alla data-driven economy (qui il nostro reportage della giornata), quello di Jeremy Palmer, CEO di QuantumBlack, è stato uno dei più seguiti. QuantumBlack è una “boutique” di competenze specialistiche di advanced analytics, che ha iniziato aiutando team di Formula 1 e dello sport a migliorare le prestazioni in gara, allargandosi poi ad altri settori (telco, farmaceutico, servizi finanziari), ed entrando nel gruppo McKinsey circa 3 anni fa.

In questa videointervista a margine dell’evento, abbiamo chiesto a Palmer di spiegarci perché lo slogan di QuantumBlack è “Make Data Analytics work for you, Not the Other Way Round”. «Un progetto di Data Analytics implica un gran lavoro di modellizzazione complessa, e richiede l’uso di molte tecnologie, ma questo provoca spesso un’eccessiva focalizzazione appunto sugli aspetti tecnici. Nel nostro lavoro dobbiamo sempre riportare il discorso sugli obiettivi, sui risultati concreti che si vogliono ottenere nell’attività quotidiana dell’azienda».

Palmer ci ha anche raccontato che i due settori che maggiormente richiedono le competenze di advanced analytics di QuantumBlack sono il farmaceutico e l’automotive, che hanno l’esigenza comune di accelerare il time-to-market. «Nel primo caso lavoriamo moltissimo sulla ricerca e sviluppo dei nuovi farmaci, e sull’accelerazione della fase di sperimentazione, nel secondo sull’accorciamento dei tempi per portare i nuovi modelli sul mercato, e sull’efficienza dell’intera catena dalla ricerca e sviluppo al customer service».

Abbiamo anche chiesto al manager inglese cosa significa per una startup come QuantumBlack lavorare quotidianamente all’interno di una consolidata multinazionale della consulenza strategica come McKinsey. «Far crescere una startup è difficile comunque, abbiamo passato momenti difficili. La cosa più interessante riguardo a McKinsey è il fantastico allineamento, loro ci danno accesso a clienti in tutto il mondo, e portano straordinarie competenze di gestione e change management, che si integrano molto bene con quelle di data analytics di QuantumBlack. Inoltre abbiamo valori molto simili: generare valore per il cliente, e coltivare le nostre persone e talenti. In effetti la più grande sfida per noi oggi è trovare i migliori specialisti in giro per il mondo, Data Scientist, Data Engineer, Designer, perché sono il vero motore della nostra crescita».

L’integrazione di competenze completamente diverse è stata in effetti una delle principali cinque tendenze che Palmer ha indicato per il mondo Data Analytics nel suo intervento al Cerved Next. Le altre sono il ritmo sempre più veloce dell’innovazione, la forte riduzione dei costi della ricerca grazie al machine learning, l’impatto a ondate successive dell’augmented intelligence («la prima è stata applicata a cose che già facevamo, la seconda a cose che non si potevano fare, per esempio face recognition e autonomous vehicles, la terza rivoluzionerà i processi operativi “core”, come lo sviluppo prodotti»), il passaggio delle applicazioni di Artificial Intelligence dal laboratorio ai processi operativi reali.

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