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intervista

Q8: dal data center alla forza vendita in mobilità, l’innovazione fa leva sulla virtualizzazione

Un percorso graduale d’adozione di tecnologie VMware che ora punta sulla Network Virtualization, «che stiamo introducendo sulle applicazioni di back office ed estendendo al mondo SAP, accompagnandola con strumenti di Mobile Device Management preesistenti: così sfruttiamo l’azione combinata per definire policy d’accesso agli applicativi basate sull’analisi comportamentale», sottolinea Simone Rischia, Manager IT di Kuwait Petroleum Italia

06 Ott 2017

Redazione

Simone Rischia, Manager IT di Kuwait Petroleum Italia Si parte dal Data Center per arrivare alla gestione della forza vendita in mobilità. Ma la base è sempre la virtualizzazione. Un percorso che Kuwait Petroleum, più nota con il marchio Q8, ha iniziato fin dal 2007, affidandosi alle tecnologie VMware proprio per un trasloco completo in virtuale del proprio Data Center e proseguendo successivamente anche con la virtualizzazione desktop.

«La fiducia nella virtualizzazione basata su tecnologia VMware è stata fin da subito molto alta – afferma Simone Rischia, Manager IT di Kuwait Petroleum Italia, incontrato in occasione del VMworld 2017 Europe -, al punto che qualche anno dopo aver messo mano al Data Center, ci siamo dedicati alla virtualizzazione dei desktop, quando ancora la soluzione era “giovane”, il che non ci ha fatto desistere dall’implementarla su circa il 90% del nostro personale. E oggi abbiamo sia nostri dipendenti sia i fornitori di professional services che accedono alla nostra compagnia attraverso virtual desktop».

Già due anni fa Rischia ci aveva raccontato il percorso di virtualizzazione dei due data center di Q8 e poi di tutti i desktop. «Il risultato è che il 98% dei carichi di lavoro nei sistemi informativi di Q8 Italia è virtualizzato, e tutta la gestione di ambienti e operation è centralizzata. Tutto questo ci ha permesso di semplificare le attività dell’IT e di migliorare l’efficienza in termini di costi e uso delle risorse, grazie all’automazione. Abbiamo così liberato risorse con cui intraprendere percorsi di innovazione e nuovi progetti, come l’insourcing delle soluzioni di Disaster Recovery, prima affidate a terzi.

Più in dettaglio, ci aveva spiegato Rischia, dopo la virtualizzazione Q8 riesce a gestire i due data center (Roma e Napoli), con 300 server virtuali nel primo e circa 400 nel secondo, con 7 persone in tutto. «Quindi grazie ad automazione, monitoraggio e virtualizzazione abbiamo messo in campo un’infrastruttura molto più complessa e performante senza aumentare le persone per gestirla. Non solo: prima il disaster recovery era affidato all’esterno, ora con l’infrastruttura virtuale abbiamo portato quest’attività in casa, facendola testare e certificare ogni anno dagli utenti di business».

Data Center, desktop e ora per Kuwait Petroleum è arrivato il momento del network, della rete, da virtualizzare attraverso la piattaforma VMware NSX, scelta anche per le sue elevate caratteristiche di sicurezza, potendo garantire al personale aziendale policy d’accesso alle applicazioni attraverso il Web.

«Ora stiamo introducendo NSX sulle applicazioni di back office – riprende Rischia -, che in Kuwait Petroleum serve tutta la corporation, e lo stiamo inoltre estendendo al mondo SAP. Un’introduzione che non è isolata, ma accompagnata da strumenti di Mobile Device Management MobileIron e Airwatch preesistenti, sfruttandone l’azione combinata per poter definire policy d’accesso agli applicativi basate sull’analisi comportamentale».

Il rapporto per la definizione del proof-of-concept è diretto con il vendor: le dimensioni dei progetti e la necessità di avere ben chiara la roadmap delle soluzioni lo richiede. Progettazione, consulenza architetturale arriva quindi direttamente da VMware, spesso coinvolgendo team internazionali. Spazio per i system integrator, invece, arriva con la fase implementativa delle architetture e delle soluzioni.

Sempre più, comunque, anche in Kuwait Petroleum diventa fondamentale estendere i progetti tecnologici al di fuori dell’ambito IT, con il coinvolgimento diretto del board aziendale.

Così è stato per il progetto basato su VMware Workspace ONE: «Sul lato Workspace il progetto realizzato in Kuwait Petroleum riguarda la forza vendita, un progetto che ha avuto proprio nel board aziendale il principale sponsor – spiega Rischia -. Abbiamo mostrato alla forza vendita le potenzialità della soluzione e li abbiamo lasciati sperimentare per qualche mese per valutarne gli effetti. In questo modo hanno potuto vedere come un’applicazione di backoffice si possa fruire con facilità anche su un device mobile, quale tablet o smartphone, senza per questo dover creare delle app per rendere accessibili servizi di backoffice importanti per le forze vendita.

Oggi quindi le forze vendita Q8 usano Workspace ONE per accedere alla parte CRM, a quella dell’estratto conto dei clienti, del pricing, ossia a quelle pratiche giornaliere utili per lo svolgimento del loro lavoro. «Con l’ulteriore vantaggio di essere integrati con la gestione documentale e di content log di Airwatch, che consente di accedere in mobilità ai documenti in rete senza doverli scaricare e senza quindi doversi preoccupare di ulteriori problematiche di sicurezza. Anzi, in questo modo è stato possibile attivare le funzioni di Airwatch che consentono di condividere con l’esterno i documenti senza problemi, in maniera protetta, con password e regole sul numero massimo di download».

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