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Esperienze

Pozzoli, la complessità svanisce nella nuvola

Di fronte a una stratificazione IT cresciuta negli anni, l’azienda di packaging ha individuato nel cloud computing la soluzione per risolvere una situazione che rischiava di diventare difficile da controllare. Immediati i vantaggi di controllo sui processi produttivi, flessibilità operativa, nonché di risparmi imprevisti

17 Mar 2014

La sede di Pozzoli a Inzago (MI)Nel processo di crescita di un’azienda, una volta raggiunte dimensioni di una certa importanza i problemi di eterogeneità di un’architettura IT stratificata nel tempo non possono più essere ignorati. Di fronte al rischio di rivelarsi un freno dai costi maggiori dei benefici anzichè un supporto ai processi interni, la scelta di rivedere l’intera configurazione non può essere rinviata a oltranza. «La nostra situazione di partenza era quella tipica di tante PMI – racconta Luca Camanni, IT manager di Pozzoli -. Tanti pezzi diversi di sistemi IT collegati a parti di business senza una logica comunicativa».

Per l’azienda lombarda, attiva nel mondo del packaging per aziende di tutto il mondo nei settori discografico, editoria, multimediale, home entertainment e cosmesi – e quindi in settori particolarmente esigenti per tempi di lavorazione e qualità del prodotto -, la situazione era ormai a rischio. «Dovevamo tenere sotto controllo quaranta impianti produttivi e la consuntivazione delle commesse: una fase cruciale dal momento che non facciamo magazzino – prosegue Camanni -. Così, tre anni fa abbiamo deciso di avviare un processo di digitalizzazione passando a un sistema IT verticale, ma integrato».

Studiata la situazione e valutate le opzioni disponibili, le premesse per passare al cloud computing c’erano tutte. «Il percorso piuttosto si è rivelato difficile soprattutto per il cambio di mentalità al quale abbiamo dovuto adeguarci tutti – riprende l’IT manager -. È stato necessario infondere nelle persone la cultura del dato, ma i benefici del fatto di aver realizzato un cloud privato non si sono fatti attendere».

I processi gestiti fino a quel momento con procedure cartacee sono diventati infatti accessibili a tutti, e questo ha permesso un maggiore controllo sull’analisi di fattori ritenuti cruciali quali conformità e produttività. «Abbiamo raggiunto una produzione giornaliera di report su tutti gli impianti; in questo modo i vertici aziendali possono contare ogni settimana sui dati a consuntivo di circa ottanta commesse, e capire se tutto procede al meglio, oltre a fornire alla forza vendita maggiori informazioni su prodotti specifici. Inoltre, aiuta a mettere a punto il flusso di lavoro, riducendo i tempi in cui i macchinari sono fermi».

Dal punto di vista della tecnologia, la scelta è ricaduta su Microsoft, e in particolare sulle tecnologie Windows Server, System Center Server e Windows Azure, partendo dalla virtualizzazione per arrivare gradualmente a considerare l’ipotesi futura di un cloud esterno, i cui vantaggi si sono già prospettati. «Abbiamo un elevato volume di scambio dati con i nostri clienti e appoggiarci a servizi di terzi per comunicare significa una riduzione consistente del costo per la connettività in banda larga».

Sempre grazie alla virtualizzazione, è stato migliorato il sistema di business continuity, riducendo così il rischio di non riuscire a rispettare tempi di consegna a causa di problemi ai macchinari. Anche sul fronte utente, i benefici si sono presto manifestati. Attraverso Exchange infatti, la posta è a disposizione da remoto, anche su tablet e smartphone: una situazione particolarmente apprezzata dai manager.

Il progetto è valutato positivamente anche per le opportunità di business che potrà generare. «Un’azienda come la nostra produce fino a 4.000 preventivi all’anno, il gestionale orchestra tutte le commesse e, insieme all’e-mail, è un sistema business critical per Pozzoli. Esserci dotati di soluzioni allo stato dell’arte con i massimi livelli di sicurezza disponibili sul mercato è un vantaggio anche per la valutazione che i grandi clienti internazionali fanno di noi nella fase di scelta del fornitore».

Per fugare ogni residuo dubbio circa i benefici a tutto campo del cloud computing sull’organizzazione Pozzoli, si è rivelato infine utile un semplice conteggio. «Il consumo energetico della sala server è calato del 7%: una prospettiva che in fase progettuale non era neppure stata presa in considerazione – conclude Luca Camanni -. In definitiva abbiamo trasformato la nostra infrastruttura in Private Cloud, e questo ci permette di gestire anche determinate esigenze che richiedono l’utilizzo di risorse esterne al nostro perimetro aziendale attraverso Microsoft Azure, governandole in maniera integrata. L’obiettivo è quello di implementare nel prossimo futuro una vera e propria architettura di Hybrid Cloud».

Pozzoli, la complessità svanisce nella nuvola

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