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L'intervista

OVH: «Il Cloud? Indispensabile per il Marketing (soprattutto) delle PMI»

Lo specialista dell’hosting continua a crescere – anche in Italia – puntando su tecnologie proprietarie e affiancando le digital e Web agency che supportano le campagne on line dei brand. «La continuità di servizio è sinonimo di credibilità. Senza, si perde business. IoT? Per noi vuol dire prima di tutto cybersecurity». Parla Dionigi Faccenda, Sales and Marketing Director del gruppo

24 Feb 2017

Domenico Aliperto

Dionigi Faccenda, Sales and Marketing Director di OVHTre nuovi data center inaugurati in autunno a Varsavia, Singapore e Sydney e una struttura in arrivo ad aprile vicino a Francoforte, che con una capacità di 45 mila server si affiancherà nel corso del 2017 a una rete di 27 data center a cavallo di 11 Paesi (Italia compresa) e tre continenti. L’obiettivo della francese OVH, specialista dell’hosting e sempre più dei servizi Cloud, è continuare a servire i propri clienti (circa un milione distribuiti in 30 diversi mercati) offrendo versatilità e specializzazione nella raccolta e nell’analisi dei dati. Una strategia che sembra pagare sia a livello internazionale, con un fatturato 2016 da 320 milioni di euro e una crescita a tre cifre rispetto all’anno precedente, sia sulla piazza italiana, dove l’espansione – anche dell’organico, triplicato in tre anni – segue l’andamento dei risultati corporate. Nella Penisola molta attenzione va inevitabilmente alle PMI, che oltre a rappresentare la spina dorsale dell’economia tricolore sono, secondo Dionigi Faccenda, Sales and Marketing Director di OVH, pure le organizzazioni che più necessitano di affidabilità totale e continuità di servizio. Anche e soprattutto durante la gestione di campagne che prevedono l’interazione con clienti e consumatori. «Nello scenario competitivo che si è venuto a creare, le piccole imprese non possono permettersi di rischiare sulla credibilità», dice Faccenda. «Se viene meno il rispetto del brand, si perde business».

Il social marketing quindi è una nuova leva anche per il vostro, di business?

Sì, molti nostri clienti sono digital e Web agency, società che sviluppano software o implementano campagne per i clienti finali. Tutte organizzazioni che si appoggiano a noi per avere la garanzia di una struttura che rimane in piedi anche in presenza di picchi, con la giusta elasticità per scalare in alto o in basso, a seconda delle esigenze. Con la tecnologia messa a disposizione, l’agenzia INNPRONTA ha per esempio realizzato il progetto di HR Marketing ed Employer Branding di L’Oréal Italia, che grazie a Facebook è riuscita a costruire un forte engagement con la propria audience. OVH permette ai propri partner di immaginare una soluzione e li aiuta a capire di quanto hardware hanno bisogno per realizzarla, dimensionando macchine, server e banda in base alle specifiche esigenze.

Come si espande la ricerca tecnologica in questo senso?

Siamo un gruppo nato con uno spirito da garage company e per noi l’hardware è fondamentale, a partire dalle schede madri che costituiscono i primi mattoncini dell’architettura. Per questo il nostro posizionamento rimane coerente: vogliamo essere digital infrastructure leader, mantenendo il vantaggio competitivo sulla capacità di realizzare in totale autonomia le macchine. Oggi siamo in grado di mettere insieme 500 server al giorno. Quindi non cerchiamo sfogo nel mondo delle piattaforme e nel software, non costruiamo API, ma puntiamo a rafforzare le partnership con chi sa svolgere meglio questi lavori, da VMWare (di cui siamo primi Cloud provider) a Cisco, passando per Intel, che ci fornisce in anteprima i suoi chipset per testarli sul campo. Poi abbiamo una pletora di partner altrettanto strategici, anche se minori in termini di volumi. Penso a Mailjet (fornitore di servizi di messaggistica, ndr), e Plesk (che sviluppa software per la gestione del Web hosting, ndr). Senza contare gli accordi con i player che gravitano intorno all’universo e-commerce. Abbiamo inoltre avviato anche collaborazioni in chiave Openstack, pur disponendo di un’offerta Public Cloud equivalente a quella di Amazon. In ogni caso, non usiamo materiali di terzi ma solo risorse riservate, cercando il nostro percorso di sostenibilità. Siamo riusciti a ottenere 1,5 miliardi di euro di finanziamento da investire nei prossimi cinque anni: li useremo per potenziare l’infrastruttura e i data center.

Quale sarà l’impatto dell’IoT sulla vostra offerta?

Abbiamo già iniziato ad assumere nuove risorse, anche per sviluppare parti che dialoghino con le soluzioni di Sigfox (specialista dei network wireless per la connessione di oggetti a basso consumo energetico, ndr). L’obiettivo è creare un ecosistema capace i accogliere gli attori che creeranno i servizi dedicati all’Internet delle Cose. È stato inoltre lanciato un programma di supporto a una piattaforma comunitaria per la generazione di nuove idee e progettualità del valore di un milione di euro. Ma il tema più importante è senz’altro quello della sicurezza dei dati, soprattutto considerando il fatto che molte applicazioni IoT saranno implementate in ambito sanitario. Questa è un’altra delle ragioni per cui puntiamo con tanta convinzione sulla localizzazione dei data center nei contesti nazionali, oltre che sulle loro certificazioni. La cybersecurity è un capitolo importante del budget, che viene devoluto in programmi interni e persino in contest che sfidano gli hacker a bucare il nostro sistema. Sappiamo quanto sia importante questo aspetto perché noi stessi siamo stati vittime di un attacco senza precedenti, pur essendo riusciti a resistere garantendo continuità di servizio ai nostri clienti. Con l’IoT – e con la penetrazione che presumibilmente avrà in Italia, visto che siamo già i maggiori utilizzatori di smartphone – sarà tutto ancora più complesso.

Ha citato il settore sanitario. In quali altri verticali OVH si impegnerà maggiormente?

Sviluppiamo tanti mercati, ma al momento non ce n’è uno più attrattivo dell’altro. L’Healthcare ha direttamente e indirettamente a che fare con molti altri settori, dal Fitness al Food passando per il mondo delle Assicurazioni. Ma potrei citarle anche clienti di OVH che sviluppano software per l’industria 4.0, per l’e-commerce o ancora per il Fashion. La verità è che tutti si stanno attrezzando in questo senso e per adesso non abbiamo una connotazione di riferimento. Posso dirle che siamo molto amati dai professionisti dell’IT dei Media e della Comunicazione, mentre invece, pur lavorando con system integrator che hanno tra i loro clienti enti pubblici, non siamo ancora coinvolti direttamente nel Government.

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