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reportage - CA World 2017

Mike Gregoire (CA Technologies): «Ecco perché i manager devono sviluppare l’intuito digitale»

L’obiettivo è rendere le aziende delle Modern Software Factory, fabbriche di applicazioni rapidamente implementabili per velocizzare il time-to-market dei nuovi progetti. L’approccio Agile è, quindi, fondamentale, ma senza trascurare l’aspetto chiave della sicurezza by design, di default. Il CEO di CA Technologies dal palco dell’edizione 2017 di CA World invita i C-level a farsi guidare dall’intuito sì, ma prendendo decisioni “informate”, sfruttando Big Data e insight

16 Nov 2017

Annalisa Casali

Mike Gregoire, CEO di CA TechnologiesSi alza il sipario sull’edizione 2017 di CA World, la kermesse che riunisce a Las Vegas migliaia di clienti e partner di CA Tecnologies, giornalisti e analisti (circa 6mila quelli attesi), per fare il punto su strategie e futuro della società guidata da Mike Gregoire. Un’edizione all’insegna del claim #nobarriers. Zero barriere tra l’IT e il business, in primis. Proprio il CEO, Gregoire, invita dal palco top manager e C-level a sviluppare quel che definisce “intuito digitale”, sfruttando al meglio la moltitudine di dati disponibili sui clienti per agire in ottica preventiva, individuando per tempo schemi ricorrenti, anticipando tendenze, assumendo decisioni e gestendo rischi in modo più consapevole, sulla base di insights.

La digitalizzazione dell’azienda è una delle principali priorità dei CIO, sostiene una recente ricerca di Gartner. Una digitalizzazione che richiede necessariamente di intervenire sulle infrastrutture e le applicazioni IT, così come sui processi aziendali, per renderli più snelli e “agili”, in grado di gestire prontamente (anzi, meglio, anticipare!) il cambiamento e rispondere ai nuovi input in tempi brevissimi. Proprio l’agilità è uno dei vessilli che Gregoire agita dal palco del CA World ’17. Del resto anche i dati dell’ultimo Osservatorio Enterprise Application Governance della School of Management del Politecnico di Milano, rilasciati solo qualche giorno fa, confermano che ben l’84% delle aziende nostrane sta introducendo nuovi processi, strumenti e nuove modalità di collaborazione tra dipartimenti per adeguarsi alla trasformazione digitale e garantire una miglior agilità al proprio business, mentre solo il 16% delle organizzazioni si rifiuta di farlo. Dalla stessa ricerca emerge poi come i trend considerati più importanti dai CIO italiani spaziano dalla Collaboration (63%) alla Mobility (59%), dalla Data Intelligence (53%) a pari merito con la User Experience, al Pervasive Computing (37%) per arrivare fino alle Open Application (30%). L’Enterprise Architecture è, poi, considerata una leva sempre più strategica per garantire alle LOB quell’agilità che tutti oggi pretendono: oltre tre aziende su quattro (il 77%) stanno investendo nella razionalizzazione delle architetture dei sistemi informativi aziendali proprio con l’obiettivo di ridurre i tempi di go-to-market delle nuove iniziative.

«Fino a qualche anno fa – spiega Gregoire – il software era utilizzato solo per aumentare l’efficienza. Oggi, invece, è considerato un elemento abilitante dell’innovazione in chiave digital transformation. Tutta la nostra tecnologia è stata progettata sui pilastri strategici di quella che chiamiamo Modern Software Factory. L’obiettivo è permettere ai nostri clienti di abbattere ogni ostacolo tra idee e risultati, aumentando velocità, sicurezza e prestazioni delle applicazioni fondamentali per gestire e far crescere il loro business. Questo significa lavorare su più fronti, abbracciando in modo intensivo il cloud, promuovendo lo sviluppo in ottica Agile e Open Source e, soprattutto, includendo la sicurezza by design, di default, all’interno di qualsiasi nuovo software». Tutto parte da un’idea: costruire servizi “su misura” per il cliente finale, in modo innovativo e intelligente, tenendo in considerazione soprattutto la customer experience che è un fattore chiave per avere successo nel business digitale. Gli utenti oggi sono abituati a scaricare App e utilizzarle nel giro di poche manciate di secondi. La stessa user experience deve essere garantita anche per le applicazioni utilizzate in azienda.

«Per questo – spiega Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia il nostro obiettivo è bilanciare un’esperienza utente fluida con la garanzia della massima protezione dei dati all’interno di una sicurezza trasparente, non invasiva, che si estende al nuovo perimetro dell’azienda, quello dell’identità digitale».

Monitoraggio automatico dei container grazie all’AI

Per aiutare le imprese a imboccare la strada giusta, quella che permetta loro di diventare una Modern Software Factory, Gregoire ha anche presentato il nuovo progetto FreshTracks.io. Si tratta di un’iniziativa nata in seno al CA Accelerator, l’incubatore tecnologico della società, che promuove formule di “lean startup” (gruppi di lavoro focalizzati su un’idea di business che nascono all’interno dell’azienda, forti del supporto tecnologico e del finanziamento di CA Technologies, con l’obiettivo di sviluppare e testare nuove idee di prodotto da mettere a portafoglio in futuro). FreshTracks.io è stata creata per risolvere alcuni problemi concreti che gli ingegneri della società hanno riscontrato nel tentativo di monitorare e rendere più scalabili le applicazioni containerizzate. Sfruttando le community Open Source e le tecnologie di machine learning, il team è riuscito a sviluppare un sistema di monitoraggio e apprendimento automatico, capace di generare in autonomia allarmi e alert intelligenti che si rivelano particolarmente utili per la gestione operativa dei container, in particolare Prometheus e Kubernetes.

Mike Gregoire (CA Technologies): «Ecco perché i manager devono sviluppare l’intuito digitale»

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