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REPORT

Il lavoro ai tempi della robotica e delle macchine pensanti

L’impatto dell’industria 4.0 sul lavoro è stata al centro di una indagine di Sda Bocconi sulle attese e le previsioni dei direttori del personale sul futuro delle professioni e dell’occupazione, presentata a Milano al convegno nazionale di Aica

30 Nov 2016

Domani si lavorerà di più, si lavorerà di meno? Come si lavorerà e, soprattutto, chi lavorerà ancora?

Di sicuro a cambiare sarà il modo di lavorare, anzi la metamorfosi è già in atto con la rivoluzione digitale, mentre su chi lavorerà ci sono previsioni diverse da parte degli economisti. Le competenze tecnologiche saranno condizione necessaria per essere valutati dalle aziende, come sostengono i 115 direttori del personale della ricerca “Il futuro del lavoro. Tecnologie informatiche e occupazione” condotta da Sda Bocconi, nell’ambito di un più ampio progetto di ricerca promosso da AICA (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico) e in collaborazione con AIDP e ALDAI-Federmanager.

Come le tecnologie più avanzate saranno decisive per la quasi totalità degli intervistati nello sviluppo del business e della progettazione organizzativa (cloud, internet delle cose, intelligenza artificiale, stampanti 3D e robotica), così lo sarà anche la diffusione delle competenze tecnologiche a presidio delle stesse. La tecnologia avrà un peso sempre maggiore nel bilancio complessivo delle skill (per l’84%) e per la selezione e valutazione delle persone (76%), proprio quando ci sarà il massimo impatto, tra 5-10 anni, sulla riduzione dei posti di lavoro.

Automazione e robotica sostituiranno gran parte del lavoro umano nelle fabbriche e incideranno sull’organizzazione del lavoro (83%). Per l’88% i computer alleggeriranno anche il lavoro impiegatizio nei lavori ripetitivi, mentre c’è più cautela circa l’impatto sui lavori di concetto. Oltre uno su due (54%) prevede che le applicazioni di intelligenza artificiale tenderanno a sostituire anche parte del lavoro intellettuale, ma per l’87% l’essere umano continuerà ad avere un controllo diretto sulla macchina/computer. Dovrà quindi averne conoscenza e competenza tecnica, ma anche una visione complessiva dei processi collegati.

In termini di occupazione, poi, secondo gli intervistati l’impatto della digital transformation non comporterà nel medio periodo disoccupazione. Per il 54%, infatti, come avvenuto in passato, a fronte dei cambiamenti generati dalle innovazioni tecnologiche si svilupperanno nuove opportunità.

Di contro, però, per il 71% si deve cominciare a riflettere su nuove modalità organizzative, visto l’innegabile impatto su ruoli e mansioni tradizionali. «La formazione scolastica e universitaria prima e l’aggiornamento professionale poi sono la risposta al timore che la trasformazione digitale sostituisca al lavoro delle persone il lavoro di macchine sempre più autonome e intelligenti – commenta il presidente di AICA Giuseppe Mastronardi – La chiave è comprendere e dominare il cambiamento, preparare le persone a un nuovo mondo del lavoro e dare loro strumenti culturali e operativi. Se si trasforma l’industria, si trasforma anche la forza lavoro. È sempre stato così anche in passato, e il passaggio all’industria 4.0 non fa eccezione. Le competenze digitali rappresentano un’opportunità sia per chi già lavora, sia per chi si sta preparando al mondo del lavoro. Per questo è cruciale capire in che modo e con quali strumenti investire nella diffusione di tali competenze, non solo per fotografare la situazione, ma anche per orientare il Paese e sostenere la creazione delle opportunità giuste per i cittadini».

E se molti champion dell’era digitale (Larry Page e Sergey Brin di Google, Jeff Bezos di Amazon e Jimmy Wales di Wikipedia) vengono dalla scuola Montessori, che valorizza la creatività e le potenzialità individuali, forse più spazio alla formazione umanistica, alla creatività e agli studi avanzati di scienze cognitive, logica, economia e interazioni uomo-macchina farà bene anche ai tempi delle macchine pensanti, come ha suggerito Pierfranco Camussone di Sda Bocconi.

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