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Document Management

La gestione documentale secondo CSI-Piemonte

Il consorzio ha puntato su una piattaforma open source per l’interessante ritorno sull’investimento e l’assenza di vendor lock-in. Forte riduzione dell’uso della carta in tutte le procedure digitali native (cedolini, attestati di certificazione, dichiarazioni). Migliorata la sicurezza e riservatezza delle informazioni

10 Dic 2012

Il consorzio IT CSI-Piemonte ha avviato il progetto di gestione documentale DOQUI, per trarre vantaggio dai benefici della tecnologia open source.

L’iniziativa, partita nel 2008, è stata coordinata da CSI-Piemonte che ha progettato e sviluppato le componenti informatiche sulla base dei requisiti espressi dagli Enti, avvalendosi delle soluzioni Red Hat Enterprise Linux e JBoss Enterprise Middleware.

I benefici
Indirizzato agli Enti della Pubblica Amministrazione, che hanno necessità di assolvere agli obblighi di legge in materia di amministrazione digitale e alle aziende che devono gestire con efficacia la documentazione digitale, il progetto consente l’ottimizzazione dei processi, la tracciabilità delle azioni, la maggiore rintracciabilità dei documenti, la sicurezza e riservatezza delle informazioni, l’eco-sostenibilità grazie all’abbattimento dei consumi di carta, la riduzione degli spazi e i costi dedicati agli archivi cartacei.

Uno dei vantaggi offerti è la riduzione dell’utilizzo della carta in processi digitali nativi (cedolini, modelli CUD,dichiarazioni ICI e attestati di certificazione energetica).

«DOQUI è stato pensato sin dall’inizio in ottica open source», ha commentato Antonella Eandi, responsabile centro gestione documentale di CSI-Piemonte. «E il fattore determinante per questa scelta è stato sicuramente l’interessante ritorno sull’investimento, ma anche l’assenza di vendor lock-in verso soluzioni proprietarie che si traduce in maggiore libertà di scelta».

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