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normativa UE

L’Unione Europea rivede le regole per le Tlc mobili. Obiettivo: rilanciare il settore

La proposta, firmata dal commissario Neelie Kroes, punta ad armonizzare l’operato delle Telco europee, ottimizzare l’uso delle frequenze, rilanciare il 3G e tagliare i costi del roaming. L’iter di approvazione durerà diversi mesi e passerà dal Parlamento e poi dal Consiglio UE

13 Set 2013

Alessandro Longo

Regole omogenee in Europa per le telecomunicazioni, verso la nascita di operatori con una licenza unica paneuropea. Uso dello spettro radio più coordinato, a favore del mobile internet. Abbattimento dei costi di roaming nell’Unione europea.

Sono probabilmente queste tre le principali novità per gli operatori mobili, contenute nella proposta di Regolamento adottata dalla Commissione europea la scorsa settimana.

È un pacchetto di regole per creare un mercato unico delle telecomunicazioni in Europa, a firma del Commissario Neelie Kroes per l’Agenda digitale e fortemente voluto dal presidente della Commissione José Barroso. Il motivo dichiarato è il rilancio del mercato tlc e quindi dell’economia europea in generale. Beninteso, la proposta deve ancora passare dal Parlamento e poi dal Consiglio UE, con un iter che certo occuperà il 2014; ma l’impianto è così ampio e la motivazione della Commissione è così forte che vale la pena analizzare il nuovo pacchetto.

Un’autorizzazione unica per operare in Europa

La novità principale di sistema, in generale, è che il regolamento introduce un’autorizzazione singola basata su un’unica notifica per operare in tutta l’Europa, con obblighi e diritti coerenti nei vari Paesi per gli operatori. “In teoria è già possibile operare come soggetti paneuropei, nelle reti fisse o mobili, ma nessuno lo fa già perché il sistema non funziona”, si legge nella guida che la Commissione ha pubblicato sul pacchetto Kroes. Ci sono infatti diversi requisiti di registrazione in ogni Stato membro; gli operatori devono subire costi extra e avere a che fare con regole diverse.

Un uso coerente dello spettro per la larga banda mobile

Un aspetto di dettaglio, per gli operatori mobili, sono le nuove regole sullo spettro per la banda larga wireless. Solo cinque dei 28 Paesi hanno allocato tutti i 1025 MHz dello spettro armonizzato per la banda larga mobile, che avrebbero dovuto assegnare già entro la fine del 2012. Solo dodici hanno fornito gli 800 MHz agli operatori (tra cui l’Italia). Le nuove regole introducono la possibilità di un veto europeo (del Cocom, non solo della Commissione) per assicurarsi che lo spettro venga assegnato in modo coerente nei vari Paesi; stabiliscono alcuni principi e criteri per assicurare lo sviluppo dello spazio wireless europeo; promuovono i sistemi di liberazione dello spettro, con appropriate compensazioni, e per la sua condivisione. Ma anche per l’uso effettivo delle porzioni di spettro ora inutilizzate. “I network ora fronteggiano il rischio di congestione o crisi, a danno dei cittadini e delle aziende, e gli operatori mobili non hanno un’opportunità di creare un business case paneuropeo”, ha detto Kroes.

La Commissione nota anche che l’Europa è in forte ritardo sullo sviluppo del 4G: copre solo il 26 per cento della popolazione, contro il 90 per cento negli Usa. Tra le altre soluzioni presenti nella proposta, per facilitare lo sviluppo delle nuove reti, c’è l’eliminazione dei permessi non necessari per la creazione di micro base station (picocelle) e per l’uso del Wi-Fi da parte degli operatori mobili (in funzione “offload”).

Roaming, giù i costi

Un grosso impatto sul business mobile potrebbe venire anche le norme sul roaming. In negativo, però, secondo Gsma, che stima una perdita conseguente di 3 miliardi di euro l’anno per gli operatori europei. La Commissione toglie il costo delle chiamate in ingresso in Europa, da luglio 2014, e per quelle in uscita dà quelli che definisce “un bastone e una carota”.

La carota è che gli operatori saranno liberi dalle regole imposte dall’Ue sul roaming se cambiano i propri piani in modo da permettere agli utenti di usare il cellulare all’estero con le stesse tariffe domestiche da luglio 2016. Il bastone è che saranno soggetti alla regolazione 2012, quindi dovranno consentire, sulla propria sim, servizi di roaming di operatori terze parti.

Si noti che in questi stessi giorni è arrivata una risoluzione dell’europarlamento per l’eliminazione dell’extra costo di roaming già dal 2015. Anche questa non è ancora legge, ma conferma che il tema è molto seguito politicamente e quindi la lotta degli operatori mobili contro il taglio del roaming potrebbe essere in salita.

A parte la questione del roaming, molti analisti sono d’accordo che il mercato delle Telco può uscire dalla crisi solo grazie a un consolidamento e a migliori economie di scala. Sono certo cose favorite da una regolamentazione armonizzata come quella a cui ambisce la Commissione.

L’Unione Europea rivede le regole per le Tlc mobili. Obiettivo: rilanciare il settore

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