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Approfondimenti

Il ruolo dell'ICT per un sistema sanitario di qualità ed economicamente sostenibile

Le numerose eccellenze presenti nel nostro Paese testimoniano che l’informatizzazione è la via giusta per affrontare il duplice obiettivo di ridurre i costi e migliorare i servizi. Per cogliere i vantaggi è necessaria una maggiore collaborazione tra i diversi reparti e dipartimenti

29 Lug 2019

L’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) nella Sanità in Italia è in costante aumento. Le esperienze sul campo, sempre più numerose, contribuiscono a far crescere la consapevolezza, che l’ICT rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per rispondere alle grandi sfide che si pongono oggi al sistema sanitario, chiamato a soddisfare i bisogni e le aspettative di qualità ed efficienza espressi dai cittadini e, al contempo, a invertire il trend di crescita della spesa.

L’aumento dell’età media, l’incremento della cultura sanitaria e la maggiore articolazione dei percorsi di assistenza oggi disponibili portano, infatti, la domanda di servizi ad aumentare costantemente, tanto che si stima che la spesa pubblica sanitaria italiana arriverà a raggiungere nel 2025 l’11% del PIL nazionale. In questo scenario, l’utilizzo delle tecnologie ICT gioca un vero e proprio ruolo “da leone”, in quanto può rappresentare sia un fattore abilitante per facilitare l’accesso alle cure dei cittadini pazienti e l’inclusione sociale e sia lo strumento per abbattere i costi della Sanità, rendendo i percorsi di cura più efficienti.

Gli ambiti applicativi dell’ICT nel sistema sanitario

Gli ambiti applicativi delle tecnologie ICT in Sanità sono molteplici. Fra i più significativi in termini di innovazione e miglioramento delle prestazioni nelle organizzazioni segnaliamo i seguenti:

  • Cartella Clinica Elettronica (CCE) – Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): con CCE si intende il sistema che fornisce un supporto alla gestione informatizzata, uniforme, aggiornata e integrata dei dati anagrafici, clinici e sanitari del paziente lungo tutto il ciclo di assistenza sanitaria all’interno dell’Azienda Ospedaliera o IRCCS. Con FSE si intende il fascicolo formato con riferimento a dati sanitari originati da diversi titolari del trattamento operanti, più frequentemente, ma non esclusivamente, in un medesimo ambito territoriale.
  • Sistemi dipartimentali: insieme delle tecnologie che permettono di avere un supporto informatico diffuso (si va dalla gestione della diagnostica per immagini alle analisi di laboratorio, dalla gestione delle attività di sala operatoria alla radiologia).
  • Conservazione sostitutiva: è un sistema di conservazione completamente integrato alle applicazioni che generano documenti informatici che per legge o regolamento devono essere conservati.
  • Firma Digitale: sottoscrizione dei documenti informatici, nativamente generati con strumenti digitali, con certificati di sottoscrizione emessi da CA certificate CNIPA.
  • Gestione informatizzata dei farmaci: sono soluzioni ICT a supporto dell’automazione del ciclo del farmaco.
  • Interoperabilità dei Sistemi Informativi: la possibilità per differenti sistemi di scambiare informazioni a differenti livelli.
  • Sicurezza dei dati e delle informazioni
  • Sistemi di Business Intelligence: applicazioni finalizzate a supportare l’azienda nei processi di rilevazione, analisi e valutazione di parametri legati all’attività e ai risultati perseguiti.
  • Sistemi ICT a supporto della continuità assistenziale: sono applicazioni ICT che rispondono alla finalità di creare un’integrazione tra l’Ospedale, i Servizi Distrettuali, i Medici di famiglia, con il coinvolgimento dei Gruppi di interesse della Comunità Locale (telemedicina, terapie digitali, ecc…)
  • Sistemi ICT a supporto del processo di erogazione del servizio nella struttura sanitaria o servizi digitali al cittadino: sono applicazioni a supporto del processo di erogazione del servizio relative alle diverse fasi del processo (dalla prenotazione alla gestione del post servizio), di monitoraggio dei livelli di servizio, e di comunicazione digitale interattiva e/o informativa con gli utenti (CUP integrati e multicanali, casse automatiche, totem per le prenotazioni, applicazioni per la gestione elettronica delle code e delle priorità, i portali web rivolti al cittadino…).

Le Amministrazioni Regionali italiane, a vari livelli, sono oggi impegnate nello sforzo di contenimento della spesa sanitaria, sforzo reso però particolarmente difficile dai trend demografici di invecchiamento della popolazione e dalla struttura intrinseca di un Sistema Sanitario come il nostro, fondato sulla centralità degli Ospedali. L’esperienza di tante realtà di eccellenza mostra chiaramente come un elevato livello di informatizzazione delle strutture possa portare a migliori performance economiche e, contemporaneamente, consenta di rispondere all’esigenza di fornire ai cittadini servizi qualitativamente più elevati. L’ICT, dunque, sembra essere oggi una delle poche leve, se non l’unica, in grado di portare verso un Sistema Sanitario qualitativamente migliore ed economicamente sostenibile per la collettività. Tuttavia, si notano spesso situazioni di applicazione di tecnologie ICT a macchia di leopardo, con punti di eccellenza spesso isolati tra loro. Le principali difficoltà ad un utilizzo strategico e innovativo delle nuove tecnologie si riscontrano spesso a livello politico ed organizzativo. La barriera principale, oltre alla carenza di risorse e competenze, sembra essere oggi una sorta di incapacità a “fare sistema”: sia a livello aziendale, tra i diversi reparti e dipartimenti, sia a livello Regionale e nazionale.

Innovazione digitale in Sanità: quali sono gli ambiti più rilevanti?

Come riporta la ricerca 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, tra gli ambiti di innovazione, la Cartella Clinica Elettronica si conferma essere quello ritenuto più rilevante per supportare gli obiettivi strategici delle strutture sanitarie: il 58% delle Direzioni lo ha indicato come prioritario per il raggiungimento degli obiettivi strategici. Funzioni di consultazione di referti e immagini e di order management sono presenti in modo diffuso all’interno della CCE, meno diffuse, invece, risultano le funzionalità avanzate, come la gestione del diario medico e/o infermieristico e la farmacoterapia, che restano presenti in meno della metà del campione, anche se in leggera crescita rispetto all’anno precedente. Infine, sono ancora poco diffusi i sistemi di firma elettronica avanzata sia a livello del personale clinico-sanitario per la firma della documentazione, sia a livello dei pazienti per il consenso al trattamento dati e alle procedure sanitarie.

A seguire spiccano i sistemi dipartimentali, indicati come prioritari dal 50% dei Direttori e che hanno raccolto la quota più elevata di investimenti delle strutture sanitarie (97 milioni di euro). La maggior parte delle aziende si è oggi dotata di un supporto informatico diffuso (cioè esteso ad oltre il 60% delle attività) nella gestione della diagnostica per immagini (88%) e delle analisi di laboratorio (86%), mentre la gestione delle attività di sala operatoria risulta ancora in via di diffusione (63%), nonostante sia un ambito con un forte impatto sulla sicurezza del paziente. Ad oggi, i contenuti multimediali gestiti in digitale con più frequenza sono quelli relativi alla radiologia (con l’84% delle aziende che ha digitalizzato oltre il 60% delle immagini prodotte), con tassi di diffusione che però si riducono per le ecografie (40%) e i tracciati ECG/EEG (33%), fino ad arrivare a limitate esperienze di gestione in modo integrato in digitale anche dei video di sala operatoria (7%). Di frontiera e ancora poco diffusi sono i sistemi di Digital Pathology (7%), cioè gli strumenti e le applicazioni che consentono di gestire i vetrini di anatomia patologica come immagini digitali ad alta risoluzione, permettendone la condivisione e rendendo i flussi di lavoro clinici di anatomia patologica completamente digitali. Nonostante la scarsa diffusione, il 24% dei Direttori ritiene già ad oggi prioritaria una gestione digitalizzata dei vetrini per tutto il ciclo di vita – dall’acquisizione all’archiviazione, passando per la fruizione nei diversi dipartimenti dell’azienda – percentuale che cresce al 39% considerando come orizzonte temporale i prossimi cinque anni.

Tra gli ambiti considerati più rilevanti comincia a prendere piede anche l’Intelligenza Artificiale, con circa 7 milioni di euro di risorse stanziate e il 20% dei Direttori sanitari che la ritiene rilevante. Le strutture sanitarie stanno adottando applicazioni di AI, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di prime sperimentazioni, basate sull’elaborazione delle immagini per effettuare attività di supporto alla decisione diagnostica (presenti nel 40% delle aziende del campione) e del testo libero (24%). Sono queste ultime le applicazioni che i medici specialisti utilizzano maggiormente (30% e 26%) e che CIO e Direttori ritengono avranno un maggior impatto sul settore sanitario nei prossimi cinque anni. Allo stesso tempo i medici specialisti indicano l’elaborazione delle immagini come l’applicazione di AI più utile nel supporto della propria pratica clinica (36%) e l’ambito più promettente nel prossimo quinquennio (28%).

Terapie digitali e telemedicina: gestire la terapia e il post-ricovero anche a casa

Le “terapie digitali” sono uno dei nuovi trend ICT che riguardano il sistema sanitario. Si tratta di soluzioni tecnologiche (principalmente App), clinicamente certificate e autorizzate dagli enti regolatori, che aiutano i pazienti nell’assunzione di un farmaco, di solito prescritto dal medico in combinazione a un farmaco o in sua sostituzione. Le soluzioni più interessanti secondo i Direttori e i medici sono quelle che supportano il paziente nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia (indicate dal 47% dei Direttori, dal 45% dei medici specialisti, dal 63% dei dirigenti infermieristici e dal 49% dei MMG), mentre risultano meno interessanti quelle che propongono un intervento medico. Le App per il monitoraggio dell’aderenza rappresentano anche l’ambito che avrà un maggior impatto nei prossimi cinque anni.

La telemedicina ha un ruolo di primo piano nell’integrazione fra ospedale e territorio e nelle nuove forme di aggregazione delle cure primarie. Per il 2019, l’Osservatorio ha registrato una sostanziale stabilità in termini di diffusione rispetto a quanto rilevato in passato, con i servizi che coinvolgono il paziente come la Telesalute – i sistemi e i servizi che collegano i pazienti con i medici per assistere nella diagnosi, monitoraggio, gestione, responsabilizzazione degli stessi – e Teleassistenza – un sistema socioassistenziale per la presa in carico della persona anziana o fragile a domicilio, tramite la gestione di allarmi, di attivazione dei servizi di emergenza, di chiamate di supporto da parte di un centro servizi – presenti solo con progetti pilota (rispettivamente nel 27% e 22% delle aziende).

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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