Tech for Good

ITU (ONU): l’intelligenza artificiale può migliorare il mondo. Al via un progetto di cooperazione globale

L’AI può contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile: alla terza edizione dell’AI for Good Global Summit, l’ITU, l’agenzia ONU dedicata alle tecnologie ICT, ha presentato gli “AI Commons” un framework aperto per la collaborazione internazionale basato sulla condivisione dei dati e la democratizzazione del problem-solving «Tutti devono avere accesso ai benefici»

Pubblicato il 11 Giu 2019

ITU

L’ITU mette l’Intelligenza Artificiale al servizio dello sviluppo sostenibile. La promessa dell’AI per un mondo migliore è tornata al centro del dibattito al recente AI for Good Global Summit dell’ITU (International Telecommunication Union), terza edizione della conferenza organizzata dall’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nelle tecnologie ICT. Accanto alle specifiche applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale che contribuiscono agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals, SDG) l’appuntamento di quest’anno sull’AI “per il bene” ha posto un nuovo accento sulla cooperazione internazionale inaugurando gli ‘AI Commons, l’infrastruttura abilitante per i progetti incentrati sull’AI. Al cuore di questa infrastruttura c’è la condivisione di dati, risorse e approcci di problem-solving tra paesi, organizzazioni e singoli cittadini allo scopo di stimolare lo sviluppo e l’adozione dei progetti di “AI for Good”.

Come funzionerà il framework ITU per la collaborazione

Gli AI Commons forniranno un framework aperto per la collaborazione, un sistema decentrato che democratizza il processo con cui si sfrutta l’AI per risolvere problemi.

Le organizzazioni che adottano l’AI potranno mettersi in contatto con gli specialisti dell’Intelligenza Artificiale e i detentori dei dati per definire coerentemente gli incentivi all’innovazione e sviluppare soluzioni per problemi specifici. Queste soluzioni potranno essere allo stato dell’arte, flessibili e scalabili grazie alla condivisione di dataset, ambienti di test e simulazione, software e risorse di calcolo e storage. L’infrastruttura abilitante degli AI Commons, afferma l’ITU, permetterà di chiudere il gap tra chi sviluppa e chi utilizza l’AI e di ottenere un impatto reale e globale dai progetti che applicano l’intelligenza artificiale a molteplici settori, dall’istruzione alla sanità, dalla parità di genere all’uguaglianza sociale, dalla ricerca spaziale alla mobilità sicura e pulita.

I dati condivisi mettono l’AI al servizio del bene

«L’AI avrà l’impatto più grande quando tutti potranno avere accesso ai suoi benefici. D’altro lato, ogni governo, azienda, università, ente internazionale, organizzazione della società civile e ogni singola persona dovrebbe capire come lavorare insieme nel migliore dei modi per far sì che l’AI agisca da forza positiva per l’umanità», ha dichiarato il Segretario Generale dell’ITU Houlin Zhao. «Al cuore di questo sforzo ci sono i dati. L’AI e i dati devono essere una risorsa condivisa se vogliamo veramente portare l’AI al servizio del bene».

Zhao ha aggiunto che la community che sostiene il summit dell’ITU sta creando l’infrastruttura necessaria per far crescere la collaborazione tra i vari partecipanti e passare dai principi teorici a un vero impatto globale.

Chi sostiene gli AI Commons

La terza edizione dell’AI for Good Global Summit ha avuto Microsoft come Platinum Sponsor and Strategic Partner; l’iniziativa ‘AI Commons’ ha il sostegno di ITU, XPRIZE Foundation, Mila, IEEE Standards Association, Anima, HEC Paris, Center for Human-Compatible Artificial Intelligence, McGovern Foundation, BOTNAR Foundation, Pontifical Academy of Sciences, Enovant Foundation, The Future Society, Ocean Protocol, Inspired Minds, Camera Culture at MIT, Element AI, District 3, Wadhwani AI, Swissnex Network, Sahara Ventures, Hong Kong’s Center for Artificial Intelligence Research, PWC, e ​Radiant Earth.

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