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Interviste

Intervista a Riccardo Donadon, fondatore e Amministratore Delegato H-Farm

H-Farm opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media con il doppio ruolo di incubatore e investitore. Il progetto è nato nel 2005 su…

30 Mag 2011

Redazione

H-Farm opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media con il doppio ruolo di incubatore e investitore. Il progetto è nato nel 2005 su iniziativa di Riccardo Donadon, attuale Amministratore Delegato con alle spalle una lunga esperienza nel creare aziende di successo nel mondo digitale.

Nato a Treviso, dopo studi classici ed alcuni esami in Psicologia, Donadon ha dato vita a uno dei primi progetti di ecommerce in Italia, Mall Italy Lab, cresciuto all’interno del gruppo Benetton e ceduto nel 1998 ad Infostrada, e nel 1998 ha fondato E-Tree, la più importante web agency italiana successivamente ceduta nel 2000 al gruppo Etnoteam dopo aver conseguito ricavi annuali per 13 milioni di euro, con un organico di 160 dipendenti. Per H-Farm, Donadon ha scelto una sede spaziosa immersa nel verde a Ca’ Tron, ai margini di una storica tenuta agricola di 1.200 ettari affacciata sulla laguna di Venezia.

Ogni anno qui vengono valutate più di 200 proposte e le iniziative selezionate iniziano un percorso di incubazione che va mediamente dai 36 ai 48 mesi. In Italia, nel corso dei primi 5 anni H-Farm ha creato oltre 200 posti di lavoro, sviluppando knowledge nel territorio e credibilità nel mercato. In questi anni di attività ha esteso il raggio d’azione aprendo sedi in USA, India e UK e ha finora investito più di 8 milioni di capitali privati nello sviluppo di nuove attività imprenditoriali. Ad oggi il portafoglio conta 22 start up, di cui tre già cedute con successo. Fra queste H-art, web agency acquisita per 5 milioni di euro dal gruppo WPP , leader globale nel mercato dell’Advertising.

«Il tema del sostegno all’imprenditoria è particolarmente complesso da affrontare da una prospettiva sistemica – esordisce Donadon -. Le dinamiche dello sviluppo imprenditoriale sono bottom up: la scintilla dell’iniziativa economica parte sempre da un individuo, ovvero dall’imprenditore che dà impulso alla nascita di una nuova iniziativa: al Sistema Paese spetta, invece, il compito di creare un contesto favorevole allo sviluppo del progetto, un ecosistema in cui l’impresa possa crescere, cambiare, rinnovarsi, vivere o – perché no? – morire seguendo il suo percorso fisiologico».

Occorre promuovere la consapevolezza delle potenzialità di Internet come strumento di business: a chi opera nel mondo del Digital è richiesta molto spesso un’attività di formazione e divulgazione per far percepire la rete come un importante opportunità di sviluppo economico, in contrapposizione a una visione del Web come strumento di “entertainment” o, comunque, appannaggio di una nicchia di geek. Ovviamente molto sta già cambiando, con la crescita delle generazioni di nativi digitali, ma ancora non si percepisce appieno l’imprenditoria digitale come uno dei motori dell’innovazione.

Secondo Donadon, «un’impresa che investe in asset digitali acquisendo una start up tecnologica dovrebbe poter beneficiare della stessa tipologia di agevolazioni che consentono di defiscalizzare gli investimenti in macchinari ed impianti industriali: limitare ai soli investimenti “materiali” il concetto di accrescimento degli asset di un’azienda è ormai anacronistico». Più che di mancanza di capitali per l’innovazione, poi, non si è ancora affermata una mentalità da investitori: «troppi fondi, sia pubblici che privati, destinati all’innovazione e al sostegno dell’imprenditoria sono allocati in iniziative che, seppur lodevoli, sono spesso ammantate di una mentalità assistenzialista, mentre è al contrario importante sottolineare l’efficacia e la redditività di questi investimenti». La ricaduta sociale positiva è un’ovvia conseguenza di un sistema di investimento stabile, liquido e soprattutto finanziariamente attraente, mentre non è vero il contrario: finanziare l’innovazione non è un lavoro da farsi “a fondo perduto”, le eccellenze devono emergere in un contesto competitivo.

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