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Focus

Internet of Things, ecco due tecnologie da conoscere (di cui una italiana)

L’Internet of Things, l’Internet delle cose all’interno della quale gli oggetti (nel senso più ampio possibile, non più PC o smartphone)…

20 Dic 2011

L’Internet of Things, l’Internet delle cose
all’interno della quale gli oggetti (nel senso più ampio
possibile, non più PC o smartphone) acquisiscono intelligenza
grazie alla comunicazione con altri oggetti, è
un’evoluzione importantissima nell’uso della rete.

Non solo a livello economico per le imprese, ma anche e a
livello sociale (si pensi alle smart city, ai servizi ai
cittadini, alla telemedicina, alla gestione delle utility).

Per le aziende, l’IoT è un trend importante sul quale
riflettere, visto che consente di arricchire di maggiore
intelligenza dispostivi elettronici che da
“passivi” possono dotarsi di maggiore
“attività”.

In particolare, secondo un’analisi di Gartner Group,
due tecnologie risultano di particolare interesse per
abilitare l’IoT: il framework Arduino e i codici QR
(Quick Response). Il motivo è presto detto: non richiedono
particolari competenze a livello tecnico e di sviluppo e hanno
costi di ingresso piuttosto bassi, musica per le orecchie di
chi ha poche risorse da dedicare a prototipi ed esperimenti.
Vediamole nel dettaglio.

Arduino

Arduino è un framework opensoruce per il disegno e la
prototipazione di semplici microcontrollori a basso voltaggio.
E’ stato sviluppato presso l’Interaction Design
Institute di Ivrea (fondato da Olivetti e Telecom Italia) per
consentire agli studenti di sviluppare direttamente dispositivi
elettronici “intelligenti”, senza necessariamente
dover tradurre l’idea in microcontrollori prototipati.

Arduino si compone di una piattaforma hardware
(microcontrollore con porte di I/O, regolatore di tensione e
porta USB) e di una software comprensivo di ambiente di
sviluppo multipiattaforma (Windows, Linux, Mac).

Il programma di controllo che andrà poi a pilotare
l’hardware è scritto in un linguaggio ad alto livello
(denominato Wiring e di derivazione C++) e caricato poi sulla
memoria di Arduino.

Lo sviluppatore in sostanza lavora in un ambiente che gli è
usuale (un tool di sviluppo su PC) e può quindi concentrarsi
sul tipico lavoro di programmazione. Il vantaggio è che
Arduino può non solo essere usato per lo sviluppo di oggetti
stand alone, ma anche interagire con applicazioni installate
sul PC (Flash, Max e altri). Azzardando un paragone, Gartner
sostiene che Arduino sta a Internet of Things come JavaScript
sta al Web design.

Codici QR

I codici Quick Response sono codici a barre bidimensionali in
formato 2D che vengono spesso usati per memorizzare
informazioni aggiuntive (indirizzi Internet, testi, SMS) su un
prodotto sul quale il codice QR viene stampato. Vengono anche
usati nelle riviste o nelle locandine che pubblicizzano
spettacoli o eventi.

La facilità di lettura di queste informazioni (basta uno
smartphone con fotocamera e QR reader) e la ricchezza di dati
(in un solo crittogramma si possono memorizzare oltre 4.000
caratteri alfanumerici) dovrebbe solleticare l’interesse
dei reparti marketing delle aziende.

Un esempio molto banale è stampare sull’etichetta del
prodotto il codice QR che punta poi alla relativa pagina
Facebook.

In rete esistono diversi servizi online che consentono di
generare un codice QR per un particolare indirizzo Web (ad
esempio, qrstuff.com). Insomma, gli esperimenti si possono fare
a costo zero.

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