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Internet of Things

Il sensore ora dice tutto sulla spedizione: il futuro della supply chain è già qui

Le tecnologie di ‘sensor-based logistics’ consentono di tracciare temperatura, pressione, umidità, esposizione alla luce e localizzazione delle confezioni in viaggio. Il caso di SenseAware del colosso delle spedizioni FedEx, e le possibili applicazioni

04 Set 2013

Daniele Lazzarin

Una nuova generazione di dispositivi multi-sensore sta per rivoluzionare la gestione della logistica, e dell’intera supply chain, in una vasta gamma di settori per i quali è fondamentale garantire l’integrità, il rispetto di parametri fisici (temperatura, umidità, ecc.) e/o lo stesso percorso dei beni spediti. Si parla sempre più spesso al proposito di ‘Sensor-based Logistics’, un’espressione coniata originariamente da FedEx, che sembra disporre al momento della soluzione più avanzata in quest’ambito.

Si tratta di SenseAware, un dispositivo (vedi foto a fianco) che, collocato all’interno della confezione, pacco, pallet o magazzino, raccoglie i dati relativi alle condizioni ambientali (temperatura, livello di umidità, pressione, e anche l’eventuale esposizione alla luce per capire se la confezione è stata aperta), e alla localizzazione GPS, e li trasmette tramite tecnologie wireless in tempo quasi reale a un’applicazione web che visualizza, analizza e archivia i dati.

Il device è in grado di trasmettere anche mentre la confezione è in volo aereo, e un ulteriore elemento d’interesse è che da qualche mese SenseAware è utilizzabile anche per spedizioni non gestite da FedEx, quindi da altri carrier o direttamente dalle aziende utenti, a patto di pagare a FedEx un canone di abbonamento mensile.

FedEx ha lanciato SenseAware già dal 2009, ma dallo scorso novembre il suo utilizzo ha iniziato a essere approvato dalle autorità competenti anche in Paesi fuori dagli USA, tra cui Canada, Regno Unito, Australia e Singapore e Hong Kong, mentre per i Paesi dell’Unione Europea (Italia compresa) l’approvazione è considerata imminente. Sempre a novembre FedEx ha rilasciato una nuova versione del dispositivo (SenseAware 2000), con dimensioni di 11,4 per 11,4 per 2,2 cm, più precisione e tempestività nella localizzazione GPS, miglior connettività con le reti cellulari, operatività tra -18°C e 65°C, e batteria di maggior durata (fino a oltre 30 giorni).

Alert immediati se la temperatura o il ritardo superano i limiti

E’ facile immaginare i benefici per tutti quei settori caratterizzati da prodotti sensibili alle condizioni ambientali (farmaceutico, bioingegneria, alimentari e gastronomia di alta gamma), al tempismo della consegna (aerospazio, macchinari industriali, sanità per quanto riguarda per esempio il trasporto di organi per trapianti), o di alto valore unitario (gioielli, beni artistici, prodotti hi-tech, ecc.).

Al di là di SenseAware, è lecito aspettarsi che presto altri grandi specialisti di logistica offriranno dispositivi di ‘sensor-based logistics’ simili. Entro pochissimo tempo quindi il supply chain management sarà rivoluzionato dalla disponibilità di flussi di dati che avranno un forte impatto ovviamente in termini di visibilità e controllo molto più spinti dello stato delle spedizioni, e poi anche di efficienza della supply chain, gestione delle scorte, event-based management, sicurezza, compliance legali, affidabilità e collaborazione con partner e clienti.

Sempre soffermandoci sulla soluzione di FedEx, si può infatti configurare per esempio l’invio di un alert se il prodotto esce da un certo range di temperature, se non segue il percorso previsto o se supera un certo ritardo rispetto ai tempi previsti, consentendo all’occorrenza di intervenire tempestivamente con opportune azioni correttive predefinite. Inoltre è possibile condividere set di dati predefinibili con partner e clienti, migliorando la collaborazione all’interno della supply chain e garantendo con dati oggettivi e aggiornati il rispetto di KPI definiti per contratto (data e ora della consegna, integrità della confezione, ecc.), e la conformità a normative e regolamentazioni.

I dati poi ovviamente possono anche essere usati come input per applicazioni analitiche e di business intelligence per molti obiettivi di ottimizzazione della logistica, per esempio per simulare e ottimizzare percorsi e metodi di spedizione (packaging, dislocazione di magazzini e centri di distribuzione, ecc.), e gestione delle scorte, o per individuare il miglior periodo dell’anno, giorno del mese o addirittura ora del giorno per effettuare una certa consegna.

Il caso Direct Relief

Le potenziali applicazioni nell’industria sono ovviamente moltissime, ma anche nei settori non profit l’impatto del Sensor Based Logistics può essere notevole. Un esempio è il caso di Direct Relief, un’organizzazione di assistenza sanitaria che ha avuto un ruolo fondamentale nei soccorsi dopo il tornado che ha devastato l’Oklahoma lo scorso maggio.

“Per il trasporto dei vaccini antitetanico e Tdap (difto-tetanico-pertossico acellulare per adulti, ndr) abbiamo usato per la prima volta SenseAware, una tecnologia di FedEx che ci ha consentito di risolvere l’annoso problema di controllare lo stato dei farmaci che devono rimanere entro ristretti range di temperatura – si legge sul sito di Direct Relief -: abbiamo incluso il dispositivo nelle speciali confezioni da ‘catena del freddo’ che utilizziamo per i vaccini, riuscendo così a controllare momento per momento la temperatura. Questo tipo e livello di informazioni sarebbe stato necessario da sempre, ma finora la tecnologia non era disponibile: siamo lieti ora lo sia, e che abbia funzionato bene per assistere le persone dell’Oklahoma”.

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