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Marchesi Antinori

Il Brunello di Montalcino si traccia con l’RFID

La casa vinicola sperimenta l’identificazione delle bottiglie. Il progetto coinvolge fornitori e distributori, con l’obiettivo di contrastare il mercato grigio e mettere a punto processi più efficienti

16 Feb 2012

Bisognerà aspettare fino a marzo per avere i primi
risultati della sperimentazione avviata dalla casa vinicola
toscana Antinori con i tag RFID.

Fresco vincitore del premio Leonardo, consegnato con una
cerimonia al Quirinale, Piero Antinori dimostra di credere
nell’innovazione con il progetto Wine Traceability, un
pilota che punta a garantire la tracciabilità delle bottiglie
sui vari mercati grazie all’impiego della tecnologia a
radio frequenza.

L’identificazione tramite le etichette intelligenti prevede
l’applicazione di tag sugli oggetti in modo da poterli
controllare a distanza.

Partito nel 2010 in collaborazione con Indicod-Ecr
(l’associazione che si occupa della diffusione degli
standard adottati a livello mondiale e in particolare del codice
a barre) e con il consorzio Tuscania, il progetto coinvolge anche
altre case vinicole come Barone Ricasoli, Le Macchiole, Ceretto e
due distributori di Hong Kong come Watson Wine Cellar e
Summergate.

Gli obiettivi
L’obiettivo è di mettere a punto nuovi processi aziendali
per tracciare il percorso delle bottiglie destinate
all’export. In questo modo il consumatore finale tramite
uno smartphone può assicurarsi dell’originalità
dell’etichetta, mentre il produttore può verificare dove
sono andate a finire realmente le bottiglie contrastando così il
fenomeno del mercato grigio.

Il progetto prevede che i tag siano piazzati anche sui pallet. In
questo caso però il compito dei chip è verificare durante il
viaggio la temperatura delle bottiglie per controllare gli
eventuali sbalzi termini.

Sperimentazioni anche in Veneto
La casa toscana non è l’unica azienda interessata alla
radiofrequenza. Anche in Veneto hanno pensato di tutelare le
proprie bottiglie con le etichette intelligenti.

In occasione del lancio della nuova Asolo Docg Prosecco
superiore, marchio di garanzia per una produzione d’elite
dei colli asolani, è stato presentata ad esempio
l’iniziativa che prevede un microchip da applicare alle
bottiglie.

In questo modo avvicinando lo smartphone sarà possibile ottenere
tutta una serie di informazioni sul territorio di produzione, sul
singolo produttore e sul prodotto.

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