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Ha ancora senso la “e” di e-commerce?

Amazon avrebbe deciso di aprire il suo primo punto vendita fisico nel centro di Seattle. La notizia arriva da GoodeReader.com, sito specializzato in tecnologia…

16 Feb 2012

Amazon avrebbe deciso di aprire il suo primo punto vendita fisico
nel centro di Seattle. La notizia arriva da GoodeReader.com, sito
specializzato in tecnologia e Internet, secondo cui il progetto
“è un test per sondare il mercato e capire se una vera e
propria catena di store può essere economicamente
redditizia”.

Si tratterebbe di un negozio più simile a una boutique che a un
supermercato. I Kindle gli accessori e i libri cartacei della
nuova collana Amazon Exclusives saranno i protagonisti sugli
scaffali. “Solo prodotti di alta qualità e alto
prezzo” è l’obiettivo della società di Jeff Bezos
che in questo modo fa il percorso inverso rispetto ad altre
società. Dal virtuale al fisico.

Dalla multicanalità all’agile
commerce

D’altronde, come sostiene Brian Walker, analista di
Forrester Research, “La e di e-commerce deve
sparire”. L’era dei conflitti di canale è finita
anche se, osserva, “Le aziende sono ancora organizzate per
canali, ma il consumatore no”.

Secondo Walker stiamo passando dalla multicanalità al cosiddetto
agile commerce. Il consumatore ormai non va in cerca di canali,
ma di punti di contatto che vanno dal sito, ai marketplace, al
mobile, social network per arrivare fino ai QR code che iniziano
a diffondersi anche sul mercato della Penisola e ai call center
dedicati.

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Oltre al passo verso il canale fisico, Amazon ha annunciato
ingenti investimenti nei centri di distribuzione e in attività
per migliorare la supply chain e velocizzare le consegne.

Amazon ha speso circa 500 milioni di dollari in quest’area
aziendale nel quarto trimestre. Una somma che ha contribuito ad
appesantire i conti già provati dal basso prezzo di Kindle Fire.
Questi investimenti dovrebbero però permettere di fare crescere
le vendite del 22% anno su anno.

E l’apertura di 17 centri di distribuzione (compreso quello
italiano inizialmente non previsto) che hanno portato a 69 il
totale nel mondo, aiuterà le vendite a crescere del 36%.
“In termini di fulfillment e tempi di consegna,
stiamo continuamente cercando di migliorare i nostri processi
(considerati già all’avanguardia dagli analisti, ndr)
partendo dal punto di vista del cliente”, ha commentato il
CFO Thomas Szkutak.

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