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normativa

Governo, fattura elettronica tra privati avanti tutta

La normativa impedisce di renderla obbligatoria anche in ambito B2B, ma con un decreto legislativo il Consiglio dei Ministri incentiva chi deciderà di servirsene beneficiando di alcuni vantaggi tra cui la riduzione dei tempi di accertamento, la possibilità di incassare i rimborsi IVA più velocemente e dire definitivamente addio allo Spesometro

08 Mag 2015

Alessandro Longo

fatturazione elettronicaIl Governo ha scelto di favorire la fattura elettronica anche tra privati (B2B) e quindi spingere verso la digitalizzazione totale di questo ambito. Dal primo gennaio 2017 scatteranno infatti agevolazioni per le aziende che usano la fattura elettronica tra di loro. È quanto previsto da un decreto legislativo atteso da almeno un anno e ora finalmente approvato dal Consiglio dei Ministri, in esame preliminare.

Sappiamo che la normativa impedisce al Governo di rendere obbligatoria anche la fattura tra privati. Ecco perché ha dovuto pensare a incentivi (non economici, però) per spingere in questa direzione. Coloro che già adottano o adotteranno processi di Fatturazione Elettronica, si troverebbero agevolati nella effettuazione della trasmissione telematica e potrebbero coniugare comunicazione commerciale e fiscale consentendo di abolire completamente adempimenti come lo Spesometro, la comunicazione delle operazioni con i Paesi Black List e i modelli INTRA riferiti agli acquisti di beni e servizi.

«Sono adempimenti burocraticamente tanto onerosi quanto sgradevoli, che gravano sull’operatività delle imprese. È certo una novità positiva che il Governo abbia scelto questa strada», spiega Paolo Catti, Responsabile dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano. Altro vantaggio: rimborsi IVA più veloci per il contribuente.

«È particolarmente positivo che il Governo stia ora spingendo la fattura B2B, appena un mese dopo l’entrata in vigore della fattura obbligatoria verso tutte le pubbliche amministrazioni», continua Catti. «Significa che ha compreso l’importanza non solo di estendere quanto più possibile le modalità digitali, ma anche quella di fare in fretta. Il digitale richiede trasformazioni radicali e veloci», aggiunge.

Il Politecnico ha stimato un beneficio complessivo legato alla diffusione della Fatturazione Elettronica strutturata tra tutte le organizzazioni (pubbliche e private) del nostro Paese pari a oltre 10 miliardi di euro anno, a patto, però, di abbandonare completamente la carta e i processi che sulla carta si basano e dalla carta derivano. «Il provvedimento – spiegano da Palazzo Chigi – è in linea con l’impostazione dell’Ocse, secondo cui il fisco deve trasformarsi da verificatore ex post a soggetto che facilita gli adempimenti fiscali sfruttando le leve della tecnologia».

“Le regole tecniche e i termini per la trasmissione telematica delle fatture secondo principi di semplificazione, economicità e minimo aggravio per i contribuenti sono definite con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate”, fa sapere la nota del governo. Secondo il decreto approvato, la stessa Agenzia renderà disponibile gratuitamente, dal primo luglio 2016, il servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura e il suo invio.

Restano altri aspetti da chiarire. Per esempio, «il ruolo che avrà il Sistema di Interscambio. La speranza è che possa rappresentare, a regime, uno snodo centrale con il quale possano dialogare in modo efficace e continuo i molteplici provider e fornitori di soluzioni e servizi della Digitalizzazione dei “processi di interfaccia”, che già oggi gestiscono non poche fatture, peraltro in formato elettronico e strutturato», dice Catti.

Un altro aspetto futuro riguarda lo sviluppo del “Core Invoice”. La Comunità Europea è al lavoro per definire il “subset ottimo minimo” di informazioni che, a partire dal 2019, ogni Pubblica Amministrazione europea dovrà “farsi bastare” per accettare una fattura. «Lavoro che potrebbe avere ricadute – comunque positive, a mio modo di vedere – sia sullo “standard” attualmente in uso sia sul numero stesso degli standard eventualmente utilizzabili a regime», dice Catti.

Le novità in arrivo sulla e-fattura B2B sono state accolte generalmente con favore dal mercato. Plausi da Confindustria e dal Forum italiano della Fattura elettronica.

Una delle poche critiche arriva da Anorc, associazione degli operatori della conservazione elettronica: «risulta difficile ravvisare quale sia la necessità di offrire gratuitamente un servizio per la predisposizione della fattura elettronica», fanno sapere da Anorc. «La fattura può essere predisposta anche come semplice file .pdf, firmato digitalmente e inviato via e-mail. Perché dunque prevedere l’ennesimo spreco di risorse pubbliche per predisporre complicati e inutili sistemi gestionali di Stato? Tale scelta, inoltre, comporterebbe di fatto un grave danno al mercato e alla libera concorrenza, a scapito dell’offerta di applicativi sempre più efficienti ed economici a enti privati, imprese e professionisti (e sempre più integrati e integrabili con i necessari sistemi di conservazione di documenti informatici)».

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