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STRATEGIE

Wildix cresce nel mercato Unified Communication

L’azienda fondata a Trento dai fratelli Osler ha raccolto a Venezia i system integrator per fare il punto sui piani futuri e sulle novità dell’offerta di soluzioni per la comunicazione aziendale di nuova generazione. Vendite su del 58%, in Italia, Europa e ora anche Stati Uniti

14 Feb 2018

Manuela Gianni

È dagli anni 70 che le aziende utilizzano i sistemi telefonici. Ma oggi la comunicazione è radicalmente cambiata e il lavoro si è allontanato dalle scrivanie, grazie agli smartphone e ai laptop. Per comunicare tra colleghi e con clienti e partner si usano sempre meno i telefoni fissi (o i cordless) e sempre più chat, conference call, mail, sistemi video. Oggi il mercato di riferimento è quello della Unified Communication & Collaboration, fatto di soluzioni software e cloud, oltre che di applicazioni personali. Nella rapida transizione, molti produttori di centralini sono andati in crisi, e molti hanno chiuso i battenti.

In questo declino si è inserita con lungimiranza Wildix, società fondata a Verona da due fratelli, Dimitri e Steve Osler, una decina di anni fa, che oggi vende con successo le proprie soluzioni UCC in tutta Europa e negli USA. A gennaio Wildix ha riunito a Venezia i propri partner, italiani ed europei, per fare il punto delle novità tecnologiche e dei risultati raggiunti nel 2017. Il fatturato ha superato i 10 milioni di euro (+58% rispetto al 2016), di cui circa 5,6 sono riferiti al mercato italiano e il resto proviene da Francia, Olanda e, in piccola parte, USA e UK, le ultime country dove è stata da poco aperta una filiale. L’incremento è marcato pure nel confronto con il 2016 (+32%) e il 2015 (+19%).

«Le aziende che erano leader 15 anni fa oggi non esistono più, hanno tentato di aggiungere soluzioni cloud posticce all’hardware ma non ha funzionato – ha spiegato Steve Osler -. Oggi servono sistemi di comunicazione integrati con il Web e con i social, che aumentino l’efficienza e garantiscano la sicurezza by design».

Steve Osler

Steve Osler, CEO di Wildix

Osler ha sintetizzato in tre punti la formula del successo ottenuto in questi anni. «Le aziende chiedono soluzioni che le aiutino a fare business, un sistema di contatto integrato con il web. Inoltre, vogliono migliorare l’efficienza, e serve offrire semplicità, solo le funzionalità che davvero sono utili. Terzo punto è la sicurezza: siamo l’unica azienda a offrire 5 anni di garanzia sui prodotti, è uno dei punti di forza».

Lo sviluppo software di Wildix, la cui holding ha sede in Estonia, viene fatto in Ucraina, paese che ospita una nutrita schiera di software developer che lavorano per i big del settore, come Apple, Microsoft e Google: questa vicinanza, spiega Dimitri Osler consente a Wildix di «interagire continuamente con le community di sviluppatori e di avere immediati aggiornamenti sui principali protocolli in uso».

Dimitri Osler

CTO di Wildix

L’obiettivo per il futuro è ambizioso: una crescita nel 2018 del 30%, grazie a un portafoglio sempre più completo di prodotti (sono previste ad esempio integrazioni con i social network, un whatsapp aziendale, sistemi intelligenti per smistare le chiamate, il riconoscimento vocale, chiamate audio e video tramite browser…), e a un piano di formazione e consulenza per i numerosi system integrator. Nel mirino ci sono grandi organizzazioni come Autostrade, che è già cliente, case di cura e ospedali, ma anche aziende più piccole, che hanno bisogno di poche licenze.

«Il nostro obiettivo è aiutare gli imprenditori a pianificare meglio il lavoro, liberare tempo e uscire dalla logica dell’urgenza. Al contempo puntiamo a costruire un’azienda solida grazie alle entrate ricorrenti, ovvero a rinnovi automatici dei clienti». Per questo la spinta sarà soprattutto sulle vendite cloud, che oggi sono al 20%.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Manuela Gianni

Giornalista, ingegnere, mi occupo da molti anni di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice sin dalla nascita di Digital4Executive

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