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agenda digitale

Processo Telematico, l’obbligo slitta a dicembre

Pubblicato il decreto che sancisce la partenza graduale per i procedimenti civili: solo digitali quelli avviati dopo il 30 giugno, anche cartacei quelli in essere, ma solo quest’anno. Una svolta importante per il Paese, secondo il ministero una “tappa irrinunciabile nel percorso di innovazione e modernizzazione della giustizia”. Va però convertito in legge entro il 16 agosto

17 Giu 2014

Alessandro Longo

Un decreto legge uscito venerdì dal Consiglio dei ministri conferma -come anticipato dal nostro sito- la proroga parziale al Processo civile telematico: ne rimanda l’obbligatorietà al 31 dicembre per gli atti pendenti. Per questi quindi il canale telematico è facoltativo e si può ancora usare la carta. È obbligatorio, invece, per gli atti avviati dal 31 giugno.

Il decreto- che ora va convertito in legge entro il 16 agosto pena la decadenza- sposa quindi la via della partenza graduale, che fa i conti con alcune lacune tecnico-amministrative già segnalate al ministro della Giustizia dai magistrati durante i tavoli tecnici per il Processo civile telematico. Lo stesso ministro, in una lettera scritta la scorsa settimana ai partecipanti dei tavoli, annunciava che ci sarebbe stata una proroga.

È dei giorni scorsi anche un’indagine del Consiglio superiore della magistrature secondo cui la dotazione tecnologica di molti tribunali è ancora inadeguata a gestire il canale telematico. Otto tribunali su 140 senza servizi telematici attivi; il 40% degli uffici senza dotazioni hardware – pc soprattutto – efficienti e il 27% senza connessioni in grado di supportare il flusso documentale. Se ne lamentava anche l’Associazione nazionali magistrati, che segnala inoltre ostacoli di altra natura: burocrazia eccessiva (per la smart card), lacune nella formazione dei magistrati e una generale impreparazione della stragrande maggioranza dei tribunali italiani.

È possibile che il Governo verrà incontro anche a queste segnalazioni. Nella lettera, il ministro annunciava nuovi fondi per il processo civile telematico, oltre agli 8 milioni di euro già stanziati. In conclusione, c’era l’impegno personale del ministro “affinché non ci siano più ritardi nella programmazione delle risorse e delle azioni di supporto all’organizzazione dei servizi necessari per una più completa attuazione del telematico”.

Questo perché “la data del 30 giugno segnerà anche un nuovo inizio nell’approccio del Ministero ai temi dell’informatizzazione avanzata dell’amministrazione della giustizia”, si legge nella lettera. Con “il convincimento comune che il traguardo dell’obbligatorietà del Processo Civile Telematico segna una tappa irrinunciabile nel percorso di innovazione e modernizzazione della giustizia civile essenziale alla crescita del Paese”.

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