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Hardware

Oracle rinnova l’offerta di server Unix

Aggiornata la gamma hardware Sparc ereditata da Sun con le linee T5 (midrange) e M5 (high-end), basate su un nuovo processore sviluppato internamente. “L’obiettivo va ben oltre la sostituzione nell’installato Sun”

09 Mag 2013

Daniele Lazzarin

Ennio Ceccarelli, Country Leader Systems Oracle ItaliaOracle ha annunciato due linee di server Sparc, basate su un nuovo processore, che rinnovano profondamente l’offerta di macchine basate su chip Sparc e sistema operativo Solaris (lo Unix di Sun) che la società ha ereditato dall’acquisizione appunto di Sun Microsystems avvenuta tre anni fa. Nel dettaglio Oracle ha presentato i sistemi Midrange Sparc T5-2, T5-4 e T5-8 e i sistemi High-end Sparc M5-16 e M5-32, caratterizzati appunto dai nuovi processori T5 e M5, che condividono lo stesso ‘core’ sviluppato da Oracle (nella sigla di ciascun modello, il numero che segue il processore è quello dei socket, ciascuno dei quali a sua volta contiene fino a 16 ‘core’).

La serie T5 si può considerare l’erede della T4 (che verrà mantenuta come linea Sparc entry-level), mentre la M5 è l’erede della M8000/9000, basata su chip sviluppati da Toshiba. “E’ un annuncio molto importante e strategico per noi – spiega Ennio Ceccarelli, Country Leader Systems Oracle Italia -: con esso abbiamo dato continuità alla roadmap presentata al momento dell’acquisizione di Sun e portata avanti in questi anni”. Dopo le generazioni T3 e T4, l’appliance SuperCluster (basata su T4 ed Exadata), e Solaris 11, reso disponibile circa 18 mesi fa, continua Ceccarelli, ora il T5 si propone come riferimento di mercato: “L’obiettivo fissato dal nostro CEO Larry Ellison è di migliorare del 100% le performance a ogni nuova release, contro l’incremento del 30-40% previsto dalla competition: un risultato che si può ottenere solo con modalità diverse di innovazione, tra cui quella di ripensare la progettazione stessa del processore, passando alcune funzioni dal software all’hardware”.

Per la prima volta lo sviluppo del nuovo chip è avvenuto in continua collaborazione con i team di sviluppo software, “e in funzione delle transazioni e dei processi applicativi che questi processori dovranno supportare”. Oracle parla del nuovo processore Sparc come del più veloce al mondo, citando vari benchmark rispetto a sistemi IBM, e 17 record per il T5-8, tra cui quello di server singolo più veloce per Oracle database e Oracle middleware, con performance 5 volte migliori del T4-4, mentre per l’M5-32 dichiara performance 10 volte migliori della precedente generazione M9000. “I T5 sono in grado di scalare anche verso grandi applicazioni, gestendo qualsiasi tipo di workload applicativo, mentre M5 è il primo server hi-end Sparc di Oracle: gestisce applicazioni con transazioni real-time, grandi database, database in-memory, e applicazioni a uso intensivo di memoria ed elaborazione”, sottolinea Ceccarelli.

Oracle conta molto su questo annuncio per rilanciare il suo business hardware, che nell’ultimo trimestre ha registrato un calo del 23%, in parte attribuito dal president di Oracle Safra Catz proprio all’attesa del rilascio dei nuovi Sparc da parte di molti clienti. Anche nel nostro Paese l’azienda ha organizzato due eventi in aprile, a Milano e a Roma, appositamente per presentare nei dettagli le linee T5 e M5 al mercato italiano. “Con queste nuove macchine vogliamo andare ben oltre la sostituzione dell’attuale installato Sun: ci aspettiamo di conquistare quote nel mercato Unix di fascia alta, soprattutto presso organizzazioni che hanno già database Oracle”, spiega Ceccarelli.

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