Intervista

I dieci anni di Netmind: innovazione e competenze gli ingredienti del successo per il system integrator modenese

Crescita del 48% dal 2018 al 2019, specializzazione verticale su prodotti Microsoft e HPE, prossimità al cliente, capacità di gestire infrastrutture datacenter (on-prem, cloud o ibride), networking e security, e un ambiente di lavoro collaborativo. Così Netmind consolida la sua presenza in Emilia-Romagna e si prepara a crescere ancora grazie alle tecnologie del futuro. L’intervista al CEO Simone Ponzoni

12 Feb 2020

Patrizia Licata

È il primo compleanno importante, il consolidamento di un successo che si costruisce a ritmi di crescita a doppia cifra. Parliamo di Netmind, il system integrator modenese specializzato nel gestire le necessità ICT delle aziende del territorio emiliano-romagnolo. La società è nata dall’iniziativa di tre giovani sistemisti il 9 febbraio del 2010, quando in Italia si facevano sentire ancora con forza gli effetti della crisi economica del 2008. I fondatori hanno però trasformato la sfida in opportunità: hanno colto un divario sul territorio tra le esigenze delle imprese e l’offerta dei system integrator e si sono proposti come risposta per colmare questo gap, puntando su innovazione, competenze, soluzioni personalizzate e prossimità al cliente, come ci ha spiegato il fondatore e CEO Simone Ponzoni.

Simone Ponzoni

CEO di Netmind

Quest’anno Netmind celebra i suoi primi dieci anni di attività. Come siete partiti nella fase di start-up?

Capendo gli errori che osservavamo sul mercato dei system integrator. Per esempio, non investire su tecnologie e formazione e lavorare senza una visione sensibile alle evoluzioni del mercato che si stavano presentando in quegli anni. Il primo obiettivo è stato seguire le imprese manifatturiere della nostra provincia, Modena, che avevano bisogno di informatizzarsi – ora diremmo digitalizzarsi – e che non trovavano un interlocutore adatto. Un altro aspetto fondamentale è stato unire fin da subito nella nostra offerta competenze in tre aree chiave: infrastruttura datacenter, networking e security.

Come siete cresciuti?

Concentrandoci sulle tecnologie emergenti e più innovative, come i servizi cloud. Abbiamo sempre cercato di tenere uno sguardo in avanti e seguire, se non anticipare, i cambiamenti. Abbiamo anche fatto investimenti lungimiranti, strutturandoci e ottenendo partnership con vendor strategici. Nei primi 5-6 anni di vita abbiamo reinvestito la quasi totalità degli utili per crescere e questo ci ha permesso di dotarci di una grande forza tecnica e commerciale, cercando di inserire in azienda quanti più talenti possibile per garantirci un alto livello di competenza. Oggi il team conta 50 persone e lavoriamo su tutto il territorio emiliano-romagnolo. Ci rivolgiamo soprattutto ad aziende medio-grandi con esigenze complesse: è in queste realtà strutturate, dove interagiamo con il CIO e il Dipartimento IT, che possiamo portare il massimo del valore aggiunto agendo nelle nostre tre aree di specializzazione. Oggi qualsiasi progetto coinvolge intrinsecamente infrastruttura, network e security e il mercato ci riconosce questo know-how.

Qualche caso di successo che ci può citare?

Per esempio VMware ha dato risalto nel 2015 al progetto di virtualizzazione sviluppato da Netmind per TwinSet: abbiamo creato una nuova infrastruttura di virtualizzazione su data center remoto, ottimizzato le prestazioni e i servizi e aiutato a gestire un successivo trasloco presso una nuova sede con l’obiettivo di far crescere l’infrastruttura tecnologica e adeguarla al cambiamento aziendale. Un altro caso di successo è stato il progetto per CNA Modena: una realtà che opera nel territorio provinciale con oltre 50 filiali e circa 800 postazioni, utilizzate da 650 collaboratori, e che conta oltre 13mila clienti. Serviva velocità e flessibilità per la mobilità aziendale dei dipendenti, abbattendo al contempo i costi; così abbiamo sostituito alla precedente architettura informatica un’infrastruttura in grado di gestire in maniera centralizzata il workplace del dipendente e tutti gli applicativi ad esso connessi, compresa la fonia aziendale, usando XenDesktop di Citrix. Anche dai nostri partner sono arrivati importanti riconoscimenti: nel 2017 abbiamo vinto l’HPE Innovation Awards per il miglior progetto dell’anno, tra tutti i partner Hewlett Packard Enterprise, in ambito VDI e Mobility.

Quali sono i vostri partner strategici?

Primariamente HPE per l’infrastruttura e Microsoft per cloud e collaboration. Abbiamo scelto di specializzarci: ci posizioniamo in modo verticale per avere competenze puntuali e affidabili. I clienti ci chiedono soprattutto soluzioni di smart working e collaboration con la suite Microsoft, hybrid cloud, estensione dei data center con cloud pubblico di Microsoft, sicurezza sui dati e compliance e integrazione di tecnologie. Sviluppiamo anche servizi sulla base delle tecnologie HPE e Microsoft con customizzazioni e applicazioni ad hoc per i nostri clienti. E naturalmente forniamo assistenza e supporto sulle tecnologie proposte 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Anzi, per il futuro l’obiettivo è industrializzare o “pacchettizzare” in ottica as-a-service queste competenze, per dare ancora più valore e personalizzazione ai nostri clienti.

Come è strutturato il lavoro in Netmind?

Per noi contano passione, formazione continua e abolizione delle gerarchie. I dipendenti di Netmind devono aver voglia di crescere insieme alla società. Lavoriamo tanto ma valorizziamo il nostro personale e il percorso di carriera e cerchiamo di offrire un ambiente sano, collaborativo, stimolante. Dedichiamo una fetta del budget alla formazione con corsi sulle tecnologie su cui vogliamo aggiornarci o che pensiamo saranno in grado di rispondere nel prossimo futuro a specifiche esigenze dei clienti. Prevediamo la partecipazione a forum specifici dei nostri partner per conoscere le tendenze attuali e future sul mercato. E non abbiamo una struttura piramidale: in Netmind le decisioni si prendono tutti insieme. Con 50 persone oggi è più difficile ma investiamo e ci impegniamo per coinvolgere tutti e rendere tutti partecipi delle scelte aziendali.

Una di queste scelte è, per ora, la focalizzazione sulla regione dell’Emilia-Romagna. Perché?

La nostra regione ci ha regalato tante soddisfazioni e qui abbiamo ottenuto risultati importanti. È un territorio con molte imprese e in forte crescita e pensiamo ci sia ancora molto lavoro che possiamo fare qui. Come evoluzione pensiamo all’apertura di nuove sedi territoriali perché la prossimità al cliente per noi è fondamentale per rispondere efficacemente alle esigenze di supporto e consulenza su progetti evolutivi.

Qualche dato su questi risultati importanti ce li può dare?

Dal 2015 registriamo tassi di crescita annui nell’ordine del 35% di media. Nel 2019 abbiamo avuto una crescita del 48% rispetto al 2018. Ma la qualità è più importante dei volumi. Per noi conta la capacità di sviluppare progetti e serivzi vincenti e rispondere in maniera efficace alle esigenze del cliente.

L’attenzione all’innovazione è da sempre nel vostro Dna. Qualche previsione sulla tecnologia che segnerà il prossimo futuro?

Ci concentriamo molto sull’area container, con orchestrazione degli stessi, perché secondo noi sarà un driver tecnologico importante, potrebbe cambiare le carte in tavola. Il modo in cui verrà sviluppato il software farà la differenza e noi ci stiamo già preparando.

Resta un’osservata speciale l’area security. Oggi sul mercato sono presenti moltissime soluzioni, ma è importante identificare quelle in grado di garantire un enforcement efficace delle tecnologie utilizzate dal cliente: molte si baseranno sempre più su algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale.

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