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Mella, Fastweb: «Pronti alla sfida del 5G. Test già partiti a Roma, Bari, Matera»

Il Chief Technology Officer dell’operatore fa il punto sullo sviluppo della rete cablata a larga banda e anticipa i piani di copertura dei prossimi anni. Intanto, si accende sfida sul 5G, con le prime sperimentazioni destinate a portare servizi IoT su larga scala nelle tre città italiane

08 Dic 2017

Annalisa Casali

L’obiettivo è chiaro da tempo e piuttosto ambizioso: diventare l’operatore di riferimento in Italia per il 5G, la rete mobile di nuova generazione. «Come già successo 18 anni fa per la fibra ottica, anche sul 5G Fastweb è pronta a fare la differenza imprimendo un’accelerazione allo sviluppo tecnologico del Paese», spiega Mario Mella, Chief Technology Officer di Fastweb. I presupposti certo non mancano. «Abbiamo la rete in fibra ottica più capillare – prosegue –, con quasi 46mila chilometri di cavi che si dipanano lungo tutto lo Stivale. Riusciamo a collegare circa 7,9 milioni di aziende e famiglie. Di queste, 2,7 con collegamenti in fibra fino alle abitazioni FttH (Fiber-to-the-Home) e i rimanenti 5,2 con la fibra fino agli armadi posizionati in strada, il cosiddetto FttC, Fiber-to-the-Cabinet. Il nostro obiettivo è di arrivare a 13 milioni di aziende e famiglie connesse in banda ultralarga, ovvero il 50% della popolazione italiana, entro i prossimi due anni. Saranno 5 milioni le persone e le organizzazioni collegate via FttH a sperimentare velocità fino a 1 Gigabit mentre per ai rimanenti 8 milioni sarà comunque assicurata una velocità massima di 200 Megabit al secondo attraverso l’FttC».

Mario Mella

Chief Technology Officer di Fastweb

Il piano per il 2018 prevede l’estensione dei collegamenti in fibra a 1 Giga a 18 nuove città italiane, che saranno raggiunte in modalità Fiber-to-the-Home grazie a Flash Fiber, la joint venture Fastweb-TIM che nasce con l’obiettivo di cablare fino alla porta di casa (o dell’ufficio) con collegamenti ultraveloci ben 29 città del Belpaese entro il 2020.

All’inizio dell’anno, Fastweb ha completato la sua trasformazione in operatore Full MVNO (Full Mobile Virtual Network Operator), proprio grazie a un accordo con TIM, che gli ha permesso di rafforzare l’offerta di servizi mobile di nuova generazione basati su reti 4G e 4G Plus. Un viatico verso l’obiettivo ambizioso di posizionarsi come operatore di rilievo per le connessioni mobile e spianare la strada al 5G, la rete mobile del futuro. «Siamo arrivati per ultimi nel mercato del mobile ma questo non è un male, perché abbiamo portato un programma molto aggressivo e un approccio di discontinuità, di rottura rispetto al passato che, siamo certi, ci favorirà in futuro, nel momento in cui il mercato sarà pronto per il 5G».

Bari, primo porto 4.0

Una rete, il 5G, che non sono permette di moltiplicare la velocità di connessione di smartphone e tablet ma che, soprattutto, è l’infrastruttura abilitante dei nuovi servizi IoT, dalle auto intelligenti alla gestione della rete elettrica più efficiente. Una rete che prevede la combinazione di piccole antenne a bassa potenza e basso impatto ambientale (le cosiddette small cell o microcelle) collegate alla rete in fibra ottica.
Sono tre gli elementi che, a detta di Mella, proiettano Fastweb in testa alla rivoluzione 5G in Italia: fibra ottica capillare, cabinet (ben 22mila gli armadi su strada già installati, destinati a diventare 50mila entro la fine del 2020, pronti a ospitare le microcelle che costituiscono i gangli nevralgici delle reti mobile del futuro) e frequenze. Su quest’ultimo punto, in particolare, il manager rimarca il valore dell’accordo siglato a dicembre 2016 con Tiscali, che ha permesso a Fastweb di garantirsi la possibilità di trasmettere nelle principali città sulla banda dei 3,5 Gigahertz, così da arrivare a velocità di connessione mobile effettive fino a 1 Gbps (gigabit al secondo). «Abbiamo già avviato le prime sperimentazioni sul 5G a Roma – tiene a sottolineare il manager –, grazie a un protocollo d’intesa siglato con il Comune capitolino che porterà alla realizzazione di servizi di nuova generazione basati sulla collisione di reti Wi-Fi e 5G in alcune zone della città». Altra area di test è quella che vede coinvolto l’operatore milanese sul progetto “Bari Matera 5G”, presentato ufficialmente il mese scorso, che prevede un investimento complessivo di 60 milioni di euro in 4 anni per sperimentare i nuovi servizi IoT declinati sui concetti di Smart City, agricoltura di precisione e Industria 4.0.

Il progetto vede coinvolti anche Huawei e TIM oltre a una quarantina di imprese, 7 centri di ricerca e università e 30 amministrazioni pubbliche. Bari sarà tra le prime città italiane ad avere un porto 4.0 mentre Matera, capitale europea della cultura 2019, sperimenterà la ricostruzione in 3D di siti archeologici e musei per permettere ai turisti di compiere delle visite virtuali ai famosi Sassi o al parco della Murgia Materana. Il prossimo anno si dovrebbe arrivare alla scadenza intermedia dell’iniziativa, con la copertura del 75% della popolazione delle due città in 5G e la realizzazione dei primi scenari applicativi, che riguarderanno le aree turismo e cultura. L’obiettivo è concludere il 2019 con il completamento della copertura e l’avvio di progetti IoT su più ampia scala.

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