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Eventi

JDA incontra i clienti europei, i casi DHL e Ikea. Patto con IBM sull’Omnichannel

Lo specialista di soluzioni di retail e supply chain management svilupperà con “Big Blue” soluzioni per la gestione integrata degli ordini provenienti da qualsiasi canale in modo “più efficiente e più intelligente”. Teatro dell’annuncio il JDA Focus Connect europeo 2014, con 500 partecipanti di 130 aziende, e diverse testimonianze “eccellenti”

09 Dic 2014

Daniele Lazzarin

JDA Software è riconosciuto dagli analisti come il principale specialista mondiale di soluzioni di retail e supply chain management, e l’interesse per queste aree applicative è dimostrato dalle 500 persone di 130 aziende, che sono intervenute al recente evento europeo del vendor, il JDA Focus Connect 2014 tenutosi a Barcellona. Diversi clienti di livello mondiale hanno parlato all’evento delle loro esperienze con le soluzioni di JDA, tra cui DHL, Ikea e Luxottica (del caso di Luxottica parleremo prossimamente con un articolo dedicato), ma dal punto di vista tecnologico il momento più interessante è stato l’annuncio di una importante partnership di JDA con IBM sul tema della gestione della supply chain in ottica “Omni-channel”, con l’obiettivo di ottimizzare la “customer experience”.

«Il vostro vero capo è il cliente, il consumatore, che ha vari canali ormai a disposizione per informarsi e comprare, e si aspetta un’esperienza di alto livello e indistinguibile su tutti i canali, anche nel post-vendita – ha detto il CEO di JDA, Baljit Dail -. Se pensiamo soltanto alla consegna oggi occorre far fronte a situazioni come l’acquisto online (o da mobile) con consegna a casa, o in negozio, o la consegna a casa di un prodotto che è esaurito nel negozio in cui avviene l’ordine e quindi deve partire da un altro negozio o da un magazzino: l’era dell’Omnichannel quindi aumenta la complessità e richiede di dare informazioni più precise e tempestive ai decisori aziendali».

In questo quadro si inserisce l’alleanza JDA-IBM annunciata a Barcellona, che prevede lo sviluppo congiunto di soluzioni per processare e soddisfare gli ordini Omnichannel dei settori retail in modo “più efficiente e più intelligente”. Il progetto prevede l’integrazione delle funzioni di warehouse management, demand planning e workforce planning di JDA Intelligent Fulfillment e Labor Productivity, e di quelle di Commerce e Order Management di IBM.

L’idea, ha spiegato Charles Chu, vice president B2B & Commerce di IBM, «è di usare la conoscenza della pianificazione e dell’allocazione dell’inventario del retailer in background, e in tempo reale, durante l’elaborazione dell’ordine: questo consente al retailer di prendere la migliore decisione per l’evasione di ordini multicanale, al momento della vendita e nel modo più redditizio». In pratica la soluzione congiunta integrerà elementi di supply chain planning ed execution in una piattaforma di order management and fulfillment che collega tutti i componenti della supply chain, e sarà disponibile entro metà 2015 sia in modalità on-premise, sia in Cloud attraverso la divisione SoftLayer di IBM.

Un’idea più generale di come si sta muovendo oggi JDA l’ha poi data Razat Gaurav, Executive Vice President e General Manager Global Industry Solutions di JDA: «Il mondo è sempre più complesso, e tre sono i trend che interessano di più il nostro ambito. Il primo è quello che ha detto prima il nostro CEO, la consumerizzazione delle supply chain, “trainate” ora dal consumatore; il secondo è la crescente importanza dei dati, il nuovo “DNA” delle supply chain: non è importante averne tanti o pochi, ma cosa se ne fa, cioè quali decisioni si possono migliorare usando i dati, come tener conto dei social, come gestire i dati non strutturati; e il terzo riguarda il flusso di tali dati, che è continuo, istantaneo e non lineare».

Come rispondere a tutto questo? Con un approccio industry driven, con un’ampia offerta («abbiamo suite software di retail planning, manufacturing planning, intelligent fulfillment, category management, store operations, fruibili anche in Mobility, e stiamo investendo per completare la copertura»), e soprattutto con l’innovazione, risponde Gaurav. «JDA ha 400 brevetti ottenuti o richiesti, e 10mila anni-uomo di esperienza nel retail e nella supply chain; inoltre quest’anno ha aperto i JDA Labs, che stanno lavorando su applicazioni di frontiera come l’analisi di Big Data di produzione e logistica, venduta come servizio, e il “flowcasting”, la prossima generazione di collaborazione real time, che collega i segnali della domanda direttamente con i punti vendita».

Quanto infine alle testimonianze dei clienti, di Luxottica come accennato parleremo a parte, ma interessanti sono stati anche, tra gli altri, gli interventi di DHL e Ikea. «Ogni settore che serviamo ha diversi trend in atto e quindi diverse esigenze», ha spiegato Markus Voss, CIO Mainland Europe e MEA di DHL Supply Chain. – Per questo dobbiamo essere capaci di prevedere nel miglior modo i più probabili scenari futuri, e sviluppare soluzioni innovative di conseguenza». Un’area su cui DHL sta lavorando è la warehouse automation – ha detto Voss, mostrando il video di un magazzino totalmente automatizzato a Singapore, che registra miglioramenti del 40% in produttività e precisione dell’inventario rispetto alle situazioni tradizionali. Un altro è la realtà aumentata: «La stiamo sperimentando in alcuni magazzini, gli addetti indossano degli “smart glass” che mostrano percorsi guidati, descrizioni dei pacchi da prelevare, e così via. Risulta molto utile in termini di training, perché il periodo di formazione di una nuova persona si riduce da giorni a minuti, e di gestione dei periodi di picco della domanda».

«Il nostro catalogo viene stampato in 200 milioni di copie all’anno, è la pubblicazione più diffusa al mondo dopo la Bibbia – ha esordito Lars Gunnarson, Business Solutions Manager di Ikea –. Abbiamo 345 negozi in 45 Paesi, visitati ogni giorno da 2 milioni di persone». La missione di Ikea, ha continuato Gunnarson, si basa sul circolo virtuoso “aumento dei volumi, riduzione dei costi, miglioramento dei prodotti e riduzione dei prezzi”, e in questo la gestione della supply chain porta un contributo cruciale.

«Abbiamo 9500 item, 1000 fornitori in 52 Paesi, e 31 centri di distribuzione in 16 Paesi. Abbiamo iniziato a usare Fulfillment and Demand Planner di JDA nel 2002, ora usiamo Demand Planner & Market Manager, Fulfillment, Network & Capacity Planning». La procedura di riassortimento Combined Supply di Ikea prevede che un negozio possa venire rifornito sia dal centro di distribuzione, sia direttamente da un fornitore. Poi ogni negozio ha una procedura di previsione operativa che “corregge” le previsioni generali di consegna una settimana prima della scadenza prevista.

«Tutto questo però provocava problemi di gestione dei picchi e dei vincoli, per cui nel 2011 ci siamo posti il problema di migliorare la pianificazione: il sistema di Fulfillment era usato solo come strumento operativo a brevissimo termine e la pianificazione tattica era fatta al di fuori del sistema con diversi orizzonti temporali per ogni Business Unit. Ora siamo riusciti a fare del sistema di Fulfillment la sola fonte di informazioni univoca, e a ottimizzare l’uso della capacità di supply chain per garantire la disponibilità al più basso costo totale».

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