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Storage

EMC, perché è importante centralizzare il backup

La società rinnova le principali soluzioni hardware e sofware per la tutela dei dati. Nel mirino la maggiore integrazione con i motori database e le applicazioni aziendali per ridurre i tempi di ripristino e gli oneri di gestione

16 Lug 2013

Piero Todorovich

Riportare centralità e controllo nelle pratiche di salvaguardia dei dati delle imprese. Questa in sintesi la filosofia che ha ispirato gli ultimi aggiornamenti che hanno riguardato un po’ tutte le soluzioni di archiviazione e backup nel portafoglio di EMC.

“Il backup è rotto”, spiega Manlio De Benedetto, responsabile prevendita per la Divisione DRS di EMC, citando una indagine della stessa società da cui risulta che il 56% delle aziende ha subito perdite di dati nell’ultimo anno e, pur in presenza dei backup, il 77% dei responsabili non metterebbe la mano sul fuoco sul fatto di riuscire a recuperare tutti i dati.

“Un problema che deriva da una gestione caotica e dispersa del backup – precisa De Benedetto – a cui serve opporre un disegno hardware e software più coerente capace di integrare le capacità di salvaguardia offerte dalle singole applicazioni, senza più silo indipendenti o rivoluzioni per le modalità operative degli amministratori”.

Con l’ultima estensione della Protection Storage Architecture di EMC i sistemi Data Domain permettono il supporto diretto del backup da applicazioni SAP Hana e Oracle (attraverso DDBost per Oracle RMAN) consentendo ai database administrator di controllare i processi di tutela in modo più efficace.

Le novità hardware e software

EMC ha rinnovato la fascia mediana dei sistemi Data Domain introducendo i modelli DD2500, DD4200/4500 e DD7200 che risultano quattro volte più veloci dei precedenti (che sostituiscono) e con un rapporto prezzo/gigabyte inferiore di circa il 40%. I nuovi sistemi hanno una maggiore scalabilità che consente di consolidare l’intero patrimonio dati aziendale, operando sia nell’archiviazione sia nel backup.

Con la nuova versione 7 di Avamar, EMC ha realizzato una maggiore integrazione tra il software e i job delle appliance Data Domain. Attraverso la funzione VM Instant Access, per esempio, è possibile ripristinare in tempi brevissimi dell’ordine del paio di minuti i server virtualizzati.

Anche la versione 8.1 di Networker si avvantaggia di una maggiore integrazione con lo storage primario di EMC, migliorando il supporto delle funzioni di snapshot e per il protocollo DD Boost. La possibilità di usare DD Boost su Fibre Channel e non solo su IP, permette di utilizzare Networker su infrastrutture switch già esistenti nel data center, ottenendo velocità di backup superiori del 50% e di due volte e mezza per le operazioni di restore. Con la nuova funzione Virtual Syntetics possono essere drasticamente ridotti i tempi dei full backup.

Per quanto riguarda il backup in cloud, EMC ha annunciato il potenzimento di Mozy attraverso il supporto dell’Active Directory di Microsoft. Questa capacità consente di alleggerire l’impegno amministrativo nell’uso della soluzione cloud in ambiti d’impresa.

Tra le soluzioni presentate, DD2500 viene indicato dai rsponsabili EMC come la macchina più versatile e interessante per i partner, sulla quale molti soggetti potranno creare soluzioni a valore per i loro clienti. Anche Mozy è accreditato come soluzione utilizzabile dai partner per l’offerta di backup come servizio destinato a salvaguardare sistemi client PC, desktop, portatili o anche piccoli server.

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