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reportage

Aused, i CIO italiani raccontano in un libro 40 anni di progetti ICT, dal mainframe al digitale

L’associazione di utenti di sistemi e tecnologie informatiche ha festeggiato il quarantesimo compleanno con un evento in cui ha presentato il libro “Vite Parallele”, con i contributi di decine di CIO, responsabili IT e professionisti del settore, e il programma 2017, basato sul tema Industria 4.0. Assegnati anche i premi Wolfler ai migliori vendor, sulla base dei voti di ottanta CIO

28 Nov 2016

Daniele Lazzarin

Un momento dell'evento “unCONVENTIONal AUSED” 2016 - 40° AUSEDAused, l’associazione di utenti di sistemi e tecnologie informatiche, ha festeggiato i 40 anni di vita con l’evento “unCONVENTIONal Aused 2016”, in cui è stato presentato il libro celebrativo “Vite parallele”, scritto dal Consiglio dell’associazione con il contributo di decine di CIO, responsabili IT, e professionisti del settore ICT.

L’evento si è tenuto significativamente nella sede milanese di Bracco, unica impresa socia ad aver dato nella storia due presidenti ad Aused: Eligio Sferch (in carica tra 1995 e 2001), e Andrea Provini, attualmente in carica.

«È simbolico compiere 40 anni nell’anno di Industria 4.0 – ha detto Provini, che è Global CIO di Bracco Imaging -. Oggi i soci attivi sono 189, siamo un’associazione principalmente di aziende (Aused accetta anche persone singole e vendor ICT, detti “soci sostenitori”, ma queste categorie per statuto non possono essere più di un terzo del totale dei soci, ndr), quindi molto stabile ma non soggetta a forti crescite. Nel 2016 abbiamo avuto 19 nuovi soci, e abbiamo raccolto 140mila euro».

Altri avvenimenti salienti nel 2016 per l’associazione, ha continuato Provini, sono stati la nuova sede presso “Copernico Milano Centrale”, un nuovo sistema di CRM, e l’entrata attraverso il Gups (il principale gruppo italiano di utenti SAP, nato e attivo appunto all’interno di Aused) nel Sugen, la federazione internazionale che raccoglie una trentina di user group SAP nel mondo.

Andrea Provini, Global Chief Information Officer di Bracco Imaging e Presidente AusedE poi naturalmente il libro, con prefazione dello stesso Provini e introdotto dal professor Stefano Ceri del Politecnico di Milano. Diviso in periodi (1976/79 “È solo mainframe”, 1980/89 “L’era del personal computer”, 1990/99 “Tempo di ERP”, 2000/09 “Internet, la bolla, i nuovi servizi”, 2010/16 “Digital Transformation”), “Vite parallele” affianca per ogni periodo i principali avvenimenti nel mondo, le più grandi innovazioni nell’Information Technology, e il “vissuto in prima linea” dei CIO italiani alle prese con le tecnologie e i progetti di implementazione, con le relative sfide e aneddoti.

«Abbiamo voluto ricordare ciò che è successo nel mondo e nelle tecnologie in questi 40 anni, mentre noi litigavamo con il mainframe o introducevamo un ERP. Ne esce il ritratto “collettivo” di un ruolo, quello del CIO, molto creativo, anche nella capacità di convincere tutti di avere la soluzione perfetta», ha commentato Laura Rubini, Head of Group Training di Italcementi e principale curatrice del libro.

Una tavola rotonda è stata poi l’occasione di rivedere in sintesi i temi del libro alla luce dei trend della rivoluzione digitale in corso e dei prossimi anni.

«Quando c’è stata la New Economy vent’anni fa, l’insuccesso di alcune iniziative ha convinto molti in Italia, anche addetti ai lavori, che fosse fallito tutto: ora che si sta profilando un’altra evoluzione epocale, l’industria 4.0 con tutti i correlati, comprese IoT, Big Data e open innovation, è importante non ripetere lo stesso errore», ha detto Andrea Rangone, AD di Digital360, introducendo la tavola rotonda nel suo ruolo di moderatore.

«È impressionante pensare che prima per noi service provider fosse proibito entrare nel data center del cliente, mentre ora addirittura ne gestiamo alcune parti, se non tutto», ha osservato Stefano Lombardi, Marketing Manager di NPO Sistemi. «Uno dei trend più massivi di questi anni sono state le tantissime acquisizioni, che hanno creato una diffusissima necessità di integrare sistemi diversi».

«Per anni l’IT ha avuto l’immagine di qualcosa di distante, complesso, capace di suscitare a ondate grandi timori ed entusiasmi persino eccessivi verso grandi sistemi come le ACG o SAP R/3 – ha aggiunto Aurelio Ravarini, Head of CETIC Research Center alla LIUC-Università Cattaneo. Tra 10 anni invece diventerà come l’aria e l’acqua, pervaderà ogni prodotto, e quindi il ruolo di chi si occupa di tecnologie dovrà radicalmente cambiare».

«Sono ottimista, vedo arrivare un ottimo periodo per chi propone tecnologie digitali: industria 4.0 promuove uno scenario “B2B2C”, in cui tutto è integrato fino al consumatore finale, e il Governo sta promuovendo bene quest’evoluzione – ha spiegato Massimo Dal Checco, Presidente SIDI Group -. Le tecnologie sul mercato abilitano la trasformazione dei modelli di business, il CIO può essere un architetto di questa trasformazione, e le tecnologie non richiedono grandi investimenti: persino Hana di SAP ormai è una soluzione a portata di piccole e medie imprese (SIDI Group è partner SAP, ndr)».

È vero, la tecnologia è ormai pervasiva, ma gli addetti ai lavori del settore, ha sottolineato Pierpaolo Taliento, VP e General Manager Southern Region di CA Technologies, hanno due importanti sfide davanti: «Una, legata in particolare a Industria 4.0, è che la trasformazione digitale abbia un impatto sociale positivo, cioè porti effettivamente lavoro e benessere, e l’altra è che dentro ogni azienda, di qualunque settore, stanno nascendo delle software house, e il nostro ruolo è supportare la gestione di questo trend da parte delle aziende, e l’affermarsi di una generazione di business manager che “mastichino” anche di tecnologia».

La parte conclusiva dell’evento ha visto poi il segretario generale di Aused Francesca Gatti presentare le principali iniziative in programma nell’associazione per il 2017, e la consegna dei premi Wolfler, assegnati dai CIO e responsabili IT soci di Aused ai fornitori ICT in quattro categorie: pre-sales, post-sales, execution e innovation, oltre al premio complessivo “Best Supplier 2016”.

Per quanto riguarda il 2017, Gatti ha spiegato che sarà un anno all’insegna di Industria 4.0, annunciando poi una serie di nuovi servizi per i soci – tra cui l’estensione del supporto legale, la certificazione dell’approccio di Data Protection, la consulenza in caso di audit su licenze, su fasi critiche di progetti, o sul costo di stipendi o servizi rispetto ai benchmark – nonché la nascita in seno ad Aused di uno user group italiano di Dynamics, le soluzioni ERP e CRM di Microsoft.

I premi invece, intitolati al fondatore e primo presidente di Aused Franco Wolfler, sono andati – sulla base dei voti di ottanta CIO – rispettivamente a DEDAgroup (categoria pre-sales), Accenture (execution), VEM Sistemi (post vendita) e Reply (innovazione), mentre il riconoscimento “best supplier 2016” è stato attribuito a IBM.

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