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Reportage

Aruba Enterprise, Data Center, Cloud e Trust Services per grandi imprese e PA

250 persone, tra tecnici e ingegneri, 120 risorse certificate ITIL: questo il team a disposizione della business unit Aruba Enterprise, che segue grandi progetti per aziende e Pubblica Amministrazione. Il resoconto dell’incontro organizzato con i principali clienti nella sede di Ponte San Pietro, alla presenza dell’Amministratore Delegato Stefano Cecconi

12 Feb 2019

Maria Teresa Della Mura

La presentazione ufficiale di Aruba Enterprise, la divisione di Aruba dedicata alle grandi imprese e alla pubblica amministrazione, è per la società l’occasione per una riflessione sulla propria storia, sui propri obiettivi e sulle proprie strategie, allo scoccare del suo venticinquesimo compleanno.
Ed è per questo che pur non potendolo definire un vero e proprio debutto – sono anni infatti che la società indirizza la clientela del mondo Enterprise -, Aruba ha richiamato nella sede di Ponte San Pietro tutto il management team e i suoi principali clienti con l’obiettivo di raccontare e raccontarsi.

Obiettivo: agilità

Sul palco, l’Amministratore Delegato Stefano Cecconi parla di un’azienda sempre pronta a cogliere il cambiamento, ad anticiparlo, a non lasciarsi sfuggire nuove opportunità. Racconta di un’azienda nata con Internet, quindi capace, nel tempo di intercettare le leve dell’innovazione: dallo shared hosting alla costruzione del primo Data Center ad Arezzo per ospitare i propri servizi, per arrivare in tempi più recenti alla PEC (“gestiamo 6 milioni di caselle”), alla firma digitale, alla fatturazione elettronica.
Ripercorrendo la storia della società, Cecconi spiega anche quella scelta, all’epoca sicuramente controcorrente, di non quotarsi in Borsa, quando tutte le startup del mondo Internet lo facevano: «Era il momento del boom, tutto sommato bastava dire Internet. Ma noi scegliemmo di non quotarci per non perdere quell’agilità e quella capacità di rischiare che ci contraddistinguevano. Ed è l’agilità che ci ha permesso di cambiare velocemente».

Stefano Cecconi

AD, Aruba

Presenza internazionale

Oggi Aruba ha una presenza importante a livello internazionale, può contare su un network di Data Center in tutta Europa, con strutture in Inghilterra, Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.
«Oltre a presidiare l’Europa, siamo arrivati anche in Cina», racconta ancora Cecconi descrivendo l’aggiudicazione della gestione del dominio .Cloud, in quella che più di un commentatore definì la vittoria del Davide italiano contro i Golia americani come Amazon o Google, e l’apertura di una propria filiale in Cina, la Beijing Aruba Cloud Tech Co. Ltd., accreditata per l’appunto dal Ministry of Industry and Information Technology (MIIT) per l’estensione del dominio .cloud.
E poi c’è l’Italia.
L’Italia dove Aruba continua a investire, non solo con il Data Center di Ponte San Pietro, inaugurato nel 2017, ma anche con quello romano di prossima realizzazione.
L’Italia dove Aruba sceglie di qualificare la sua proposition per il mondo delle grandi imprese e delle Pubblica Amministrazione con il consolidamento dell’organizzazione enterprise in una business unit dedicata.

In ordine da sinistra: Fabio Biancucci Chief Architect, Aruba Enterprise, Giorgio Girelli General Manager, Aruba Enterprise e Stefano Sordi Direttore Commerciale, Aruba.

Perché Aruba Enterprise

«È improprio parlare di un debutto o di un lancio – spiega Cecconi -, dal momento che in questo settore ci siamo da tempo. Ma in considerazione delle competenze che ci siamo costruiti e degli investimenti che in questi anni abbiamo sostenuto per noi stessi e per i nostri clienti, abbiamo deciso di dare un nome e una veste nuova a un segmento di attività che dunque oggi trova una più specifica connotazione».

Del resto, ricorda a sua volta Stefano Sordi, per l’occasione al debutto nel suo ruolo di direttore commerciale di Aruba, «Le aziende si rivolgono a noi per l’opportunità che offriamo di abbinare cloud e data center. Con l’ufficializzazione di Aruba Enterprise ci muoviamo lungo un percorso di crescita naturale, che ci vede come interlocutori di aziende attive in tutti i segmenti verticali di mercato, sia a livello nazionale, sia a livello internazionale».

È Giorgio Girelli, General Manager della divisione, a tracciarne il profilo.

Duecentocinquanta tra tecnici e ingegneri costituiscono il pool di risorse dedicate sulle quali Aruba Enterprise può contare. Competenze di alto livello, dunque, a disposizione di tutte quelle realtà che stanno intraprendendo percorsi di digital transformation e di business transformation e che in Aruba Enterprise trovano una realtà in grado di seguirle dalla fase di definizione fino all’erogazione e alla gestione in esercizio.

Due tipologie di servizi

Per quanto riguarda le tipologie di servizi offerti, la proposta di Aruba Enterprise si articola in due linee che possono essere considerate complementari e possono integrarsi grazie alle soluzioni avanzate che le compongono.

In primis, i servizi “Cloud e Data Center”, che hanno dunque a che fare con la gestione, la progettazione (o riprogettazione) di intere infrastrutture IT fisiche e in cloud, con servizi di Disaster Recovery, Backup e Business Continuity e progetti di migrazione dei sistemi IT, outsourcing nei Data Center Aruba quindi.

La seconda linea è quella dei “Trust Services”, nella quale rientrano servizi di dematerializzazione e certificazione dei processi, progetti relativi all’identità digitale, certificati SSL, sistemi di strong authentication, firma elettronica o grafometrica, marcatura temporale, conservazione digitale a norma e, inoltre, servizi avanzati di PEC e fatturazione elettronica.

«Abbiamo 120 persone certificate ITIL – prosegue il General Manager di Aruba Enterprise Giorgio Girelli -. Dal punto di vista organizzativo il più è stato fatto. Abbiamo le risorse giuste, abbiamo i processi giusti. Aruba ha un network di Data Center che rappresenta un unicum sul panorama nazionale, così come lo sono i nostri Trust Services. Non siamo solo provider, non siamo solo cloud, non siamo solo data center. Ci connotiamo per l’ampiezza d’offerta e per la prontezza dei nostri riflessi».

I nuovi data center

Per sostenere lo sviluppo del proprio business, Aruba, come abbiamo accennato, continua a investire.
E degli investimenti infrastrutturali in corso e futuri parla Fabio Biancucci, Architect della società.
Un architetto oggi responsabile dei progetti dei Data Center di Ponte San Pietro e di Roma, «Tutti pensati con un focus specifico sui temi della sostenibilità e in logica green».
A Roma si parla di una realtà di 74.000 metri quadrati, con un focus massimo sulla sicurezza.
«Sarà un Hyper Cloud Data Center – continua il manager – il cui progetto prende forma dall’aggregazione in verticale di un volume matrice dedicato ai server, ottimizzato nelle dimensioni e nei flussi dell’aria, versatile e divisibile in base alle esigenze dei clienti. Se a Bergamo abbiamo sfruttato l’energia idroelettrica, a Roma faremo altrettanto uso di sistemi fotovoltaici e altre soluzioni innovative: ad esempio, i pali di fondazione saranno dotati di specifiche sonde geotermiche che useremo per il raffrescamento dei server».

Nel contempo, a Bergamo si prevede la costruzione di ulteriori due Data Center, completati da spazi direzionali, un auditorium, un centro logistico. Il tutto nell’arco dei prossimi due anni.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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