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Progetti Cloud

È di Ferrovie dello Stato il più grande Private Cloud d’Italia

La società ha virtualizzato oltre 2.000 server nell’ambito di un esteso progetto di innovazione che ha coinvolto aspetti tecnologici e organizzativi del Sistema Informativo. L’iniziativa è stata premiata con il Cloud Innovation Award, promosso dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano.
Videointervista al CIO Alessandro Musumeci

22 Lug 2013

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è costituito da circa 70 mila ferrovieri che ogni giorno contribuiscono a far viaggiare più di 9.000 treni e a gestire una rete di oltre 16.000 chilometri su cui viaggiano ogni anno circa 500 milioni di viaggiatori e 80 milioni di tonnellate di merci. La struttura del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane deriva dal processo di riorganizzazione avviato nel 2000: l’attuale assetto organizzativo è quello di Gruppo industriale con una Capogruppo, Ferrovie dello Stato Italiane SpA, a cui fanno capo le società operative nei diversi settori della filiera e altre società di servizio e di supporto al funzionamento del gruppo. In un momento in cui nuovi competitor si affacciano sul mercato nazionale e la competizione, anche internazionale, riguarda tutte le tipologie di trasporto, il gruppo ha deciso di imprimere una svolta significativa ai sistemi informativi aziendali. Così nel 2010, quando l’in house che forniva servizi ICT a Ferrovie è stata avviata verso la privatizzazione, l’azienda ha intrapreso un progetto di innovazione che ha coinvolto non solo l’aspetto tecnologico del Sistema Informativo.

Il percorso implementato da Ferrovie ha avuto inizio con la pubblicazione di un bando di gara per l’outsourcing dei sistemi informativi aziendali, nel quale il Cloud è stato considerato un aspetto fondamentale. La gara è stata vinta da un RTI (Raggruppamento temporaneo di imprese), composto da 4 differenti società, con cui sono stati definiti specifici livelli di servizio e capacità progettuali. Il Gruppo Ferrovie ha avviato dunque un processo di upgrade tecnologico, che ha permesso di virtualizzare oltre 2.000 server in un‘infrastruttura tecnologica denominata HyperCED. La migrazione verso il Private Cloud ha previsto l’accentramento dei Data Center di proprietà su un unico sistema Cloud realizzato su tre Data Center distinti: il principale ubicato nella zona Roma-est, quello per il backup e il Disaster Recovery ubicato a Pomezia e l’ultimo per l’e-ticketing situato a Rho-Pero. Da un Sistema Informativo che prevedeva la distribuzione dei sistemi sul territorio si è andati verso la centralizzazione dei sistemi e delle basi di dati, passando dall’implementazione di sistemi “ad hoc” all’adozione di soluzioni standard, con la possibilità di interloquire con una pluralità di partner, anziché con un’unica società.

Il sistema si contraddistingue per una scalabilità multidimensionale, che permetterà di sostenere le evoluzioni e i cambiamenti in caso di crescita di performance e dimensioni, e per le tecnologie e i modelli statistici di saturazione delle risorse elaborative che hanno trasformato l’infrastruttura IT in un servizio on demand con capacità di real-time provisioning. L’ambiente prima era caratterizzato da una stratificazione di tecnologie che ne rendevano oneroso e difficoltoso il governo e che non permettevano di raggiungere economie di scala né a livello infrastrutturale né in relazione alle skill di cui le risorse atte alla gestione avrebbero dovuto dotarsi. Oggi la soluzione permette di gestire i sistemi massimizzandone l’efficienza, liberando risorse che possono focalizzarsi sulla realizzazione di nuove applicazioni Cloud-based, accessibili in tutta sicurezza dai clienti in mobilità, con qualsiasi tipo di device.

La trasformazione non ha avuto alcuna ripercussione sul core business: i treni hanno continuato a viaggiare, gli utenti non hanno riscontrato cambiamenti e la società ha migrato il proprio sistema sul Cloud, definendo comunque un piano di change management per la Direzione ICT, che ha previsto la riduzione delle risorse dedicate alle operations, la trasformazione della figura del sistemista, un aumento dei project manager, degli architetti di sistema e dei service level manager. L’elemento più critico riscontrato nello sviluppo del progetto è stato quello di garantire la continuità del servizio soprattutto nel caso di reti estese e servizi ad ampia pervasività, ma la rete di alleanze strategiche che ha lavorato al progetto e il rapporto di partnership fra l’azienda e i fornitori, garantito da contratti e alleanze solide e di durata pluriennale, hanno permesso di risolvere anche tale complessità tecnologica.

(Tratto dal report Cloud Journey: un cambiamento possibile! dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano)

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