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Supply Chain Management

DHL, temperatura sotto controllo dal prelievo alla consegna con i tag RFID

Lo specialista di trasporti del gruppo Deutsche Post lancia un servizio per le spedizioni ‘cold chain’ per via aerea: i dati vengono trasmessi via wireless ed elaborati, con possibilità di intervento di DHL e del cliente in caso di sbalzi di temperatura

24 Gen 2014

Emanuela Pala

Abbiamo parlato del caso di SenseAware di FedEx, simbolo di una nuova tendenza in ambito supply chain management, detta ‘sensor-based logistics’, basata su sensori di nuova generazione in grado di monitorare i parametri fisici dei beni spediti (temperatura, livello di umidità, pressione, e anche l’eventuale esposizione alla luce per capire se la confezione è stata aperta) lungo tutto il loro percorso dalla fabbrica alla consegna,

Ora DHL ha annunciato un nuovo servizio nello stesso ambito, basato su tag RFId semipassivi per il monitoraggio della temperatura dei colli in viaggio per la logistica ‘cold chain’, e quindi per i settori farmaceutico, Life Science ed Healthcare. Si tratta di ‘Thermonet’ di DHL Global Forwarding, divisione di DHL (che a sua volta fa parte del gruppo Deutsche Post) che, come ha dichiarato David Bang, CEO di LifeConEx, società controllata che ha creato Thermonet, è ora disponibile a tutti i clienti che lo desiderino, dopo essere stato sviluppato a partire dal 2005 e testato a partire dal 2007 da diverse aziende farmaceutiche.

Il sistema, finalizzato al monitoraggio delle merci spedite per via aerea, sfrutta tag RFId UHF (EPC Gen 2) semipassivi, sviluppati da CAEN RFID, dotati di data logger per la registrazione della temperatura. Il tag, poco più grande di una carta di credito, può essere apposto all’esterno del contenitore, all’interno di un ‘astuccio’ specificatamente progettato o, su richiesta del cliente, al suo interno. Il data logger misura quindi la temperatura a intervalli regolari, memorizzandoli in locale. Il tag viene quindi letto in 4 punti: all’atto dell’apposizione, corrispondente all’arrivo alla stazione di origine, al suo trasferimento verso l’aeromobile, al suo arrivo nel punto di smistamento più vicino alla destinazione. e al momento della sua messa in consegna.

I dati identificativi del tag e i log di temperatura vengono quindi trasmessi via connessione wireless a un server centrale dove vengono memorizzati ed elaborati da un software specifico (LifeTrack). Sulla base di tali informazioni è quindi possibile determinare se vi siano stati eventuali sbalzi di temperatura, avvisando il cliente e uno dei centri DHL adibiti al controllo (Global Proactive Monitoring & Intervention Center) al fine di attivare procedure specifiche volte a verificare e risolvere la problematica. Al momento sono circa 20 i siti DHL attrezzati con stazioni di lettura, ma l’azienda ha già in programma di espandere tale numero, per un totale di 60 siti, entro la fine del 2014.

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