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BCG: Google e Amazon scavalcano Apple nella classifica 2019 delle compagnie più innovative

Per la prima volta in 13 anni Apple cede il primo posto e viene confermato il trend che vede consolidarsi la presenza delle aziende europee in classifica (passate da 10 a 16). L’Italia ancora non è rappresentata, ma l’analisi di BCG la segnala come il Paese con la più alta media mondiale in termini di importanza data al tema dell’innovazione: una priorità per il 95% delle aziende italiane

15 Apr 2019

Redazione

La classifica annuale di Boston Consulting Group che valuta le 50 compagnie più innovative a livello mondiale vede per la prima volta in 13 anni Apple cedere il primo posto e posizionarsi sul terzo gradino del podio: lo scettro 2019 è di Alphabet/Google, seguita da Amazon. Al quarto e quinto posto ci sono rispettivamente Microsoft e Samsung.

Nel 2019, è stato confermato il trend positivo che vede la ricomparsa delle aziende europee nella classifica di BCG. Con le ultime sei nuove entrate (2 tedesche, 2 olandesi e 2 inglesi) salgono a quota 16 le compagnie più innovative europee che rientrano tra le prime 50: Adidas è la prima al decimo posto, seguita da BASF e Siemens, rispettivamente al 12esimo e 16esimo. Tra le curiosità c’è il fatto che per la prima volta dal 2010 il Sud America entra in classifica con la brasiliana Vale, l’ultima azienda era stata Petrobras.

La classifica viene compilata combinando due elementi: una survey rivolta a senior executive di aziende con fatturato superiore a 10 milioni di dollari (che coinvolge un’ampia gamma di industrie in tutte le regioni del mondo), e l’analisi del TSR – Total Shareholder Value (ritorno complessivo per l’azionista, calcolato sommando all’incremento del prezzo del titolo, in un determinato intervallo temporale, l’effetto dei dividendi per azione corrisposti nello stesso periodo).

Perchè Google, Amazon ed Apple sono le compagnie più innovative?

Siamo nell’epoca dei nuovi business model e della disruption. Non stupisce quindi che le compagnie più innovative segnalate da BCG per il 2019, in particolare quelle nella top ten, siano quelle che usano ampiamente l’Intelligenza Artificiale e le piattaforme. Alphabet/Google è una società “AI first”, secondo il suo CEO: ha abbracciato a lungo entrambe le piattaforme (si pensi ad Android) e agli ecosistemi (un esempio Waymo, per cui Alphabet ha lavorato con gli altri per sviluppare la sua iniziativa di guida autonoma). Amazon, dal canto suo, oltre a utilizzare l’Intelligenza Artificiale nella propria attività di vendita al dettaglio, è stata pioniera della tecnologia di riconoscimento vocale  – con Alexa – e dei servizi basati su piattaforma – Amazon Web Services -. Apple è stata tra le prime a sperimentare un software di riconoscimento vocale (Siri) e ha fornito un ambiente di lavoro virtuale di primo livello per gli sviluppatori di App con la piattaforma iOS. Microsoft, al quarto posto della classifica, si spiega con la sua evoluzione da società di software a fornitore di servizi basati su piattaforme e AI.

Tra le altre McDonald’s (ventunesimo posto) utilizza un algoritmo di Intelligenza Artificiale per servire menu digitali che cambiano continuamente in risposta a fattori quali l’ora, il giorno della settimana, il numero di clienti e e le condizioni meteorologiche. Philips (ventinovesimo posto) ha lanciato una piattaforma AI nel 2018 che aiuta ricercatori, sviluppatori di software, medici e fornitori di assistenza sanitaria ad accedere a capacità analitiche avanzate per curare e analizzare i dati sanitari e offre loro strumenti e tecnologie per costruire, mantenere, distribuire e scalare soluzioni basate sull’AI.

E l’Italia? Focus sull’innovazione per il 95% delle realtà…per riprendere terreno

Per quanto riguarda il nostro Paese, sebbene l’Italia non sia rappresentata nella classifica delle compagnie più innovative, dalla survey è emerso che l’innovazione è ritenuta una priorità dal 95% degli intervistati (91% nel 2018), raggiungendo la più alta media mondiale. Sono cresciute, inoltre, le aspettative sull’incremento degli investimenti in ambito innovazione (80%) rispetto all’anno scorso (63%): la una crescita è giustificata in larga parte dal fatto che in Italia le nostre realtà sono un po’ in ritardo rispetto alla media in termini di impatto e perseguimento dell’innovazione digitale.

In generale, tra i trend regionali, è proprio l’Europa a dare maggiore importanza all’innovazione: il 41% la considera la priorità assoluta per le organizzazioni contro il 33% degli intervistati dei paesi sviluppati. Tra i paesi oggetto di analisi, il Regno Unito e l’Europa mostrano la massima ambizione, rispettivamente con il 38% e il 37%. Guardando più lontano, il 61% degli indiani e il 43% degli intervistati cinesi ritiene che l’innovazione sia la priorità assoluta, mentre solo il 18% degli intervistati di Australia e Nuova Zelanda assegna all’innovazione il primo posto nella graduatoria.

Il digitale rimane il primo driver di innovazione

Piattaforme tecnologiche, rapida adozione di nuove tecnologie, design digitale, big data, Mobile e Intelligenza Artificiale: dall’analisi di BCG emerge che ben 6 degli 8 aspetti principali dell’innovazione, con un impatto maggiore entro 3-5 anni, sono legati al digitale, che rimane quindi una forte tendenza per gli innovatori.

In particolare, il vero fattore trainante come si diceva è l’Intelligenza Artificiale è un fattore trainante: il 90% delle realtà che ha partecipato alla survey sta investendo nell’AI, più del 30% si aspetta che sia tra le aree di innovazione con il maggiore impatto sulle loro imprese, nei prossimi 3-5 anni, e quasi il 30% punta attivamente all’AI nei programmi di innovazione.

La crescente adozione dell’Intelligenza Artificiale stimola l’interesse per le piattaforme e gli ecosistemi: chi si occupa di AI ha oggi maggiori probabilità di utilizzare fornitori esterni per i progetti, il 36% lo fa interamente e il 48% utilizza principalmente servizi esterni o un mix di capacità interne ed esterne. Questo approccio aiuta i leader a scalare rapidamente la curva dell’AI, dato che l’esperienza è ancora insufficiente.

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