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Focus

Cinque ragioni per integrare Supply Chain e social media

Integrazione fra social media e supply chain, ci sono un sacco di buone ragioni per farlo. E’ l’opinione di Shawn Casemore presidente di Casemore…

06 Mar 2012

Integrazione fra social media e supply chain, ci sono un sacco di buone ragioni per farlo. E’ l’opinione di Shawn Casemore presidente di Casemore & Co., società di consulenza specializzata nel supply chain management secondo il quale bisogna seguire l’esempio di società come Home Depot e Teva Pharmaceuticals che hanno sviluppato soluzioni per l’integrazione fra i due mondi per migliorare le comunicazioni e avere un repository di conoscenze.

L’opinione di Casemore è che siano cinque le ragioni per assecondare il trend.

Knowledge network

La prima è sicuramente la possibilità di creare un knowledge network. Le organizzazioni di tutte le dimensioni stanno infatti incrementando l’utilizzo di Facebook e Twitter per avere rapidamente i feedback degli utenti. Questo permette di avere riscontri in tempo reale sia per quanto riguarda il fronte interno (inventario, magazzino e procurement) sia per quello esterno (fornitori).

Facebook e supplier

Se una società ha bisogno di una fornitura può utilizzare la sua pagina Facebook per contattare in un colpo solo i supplier. Può fornire il capitolato, foto, video e tutte le informazioni rilevanti. Il dialogo che ne risulta permette di tenere traccia su un’unica pagina di tutte le richieste. Da parte loro, i partecipanti hanno a disposizione un unico centro di informazioni e non devono perdere tempo guardando mail o visitando altri siti. Da questo punto di vista anche il blog può essere una buona soluzione. E le previsioni dicono che i portali statici dei supplier sono condannati a essere rimpiazzati da network più flessibili

Bilanciare velocità di decisione e quantità di informazioni

Bilanciare velocità di azione e valutazione della situazione è un altro aspetto. La rapidità con la quale molte piattaforme di social media forniscono video, audio e notizie scritte da una vasta rete di supplier in tempo reale dà un impulso molto forte al processo di decision making. E’ necessario però trovare un bilanciamento fra le informazioni rilevanti la velocità delle decisioni. Meglio non farsi prendere dalla fretta e meditare sulle possibile conseguenze.

Informazioni in mobilità

La continua richiesta di informazioni sui dispositivi mobili richiede un accesso istantaneo alle news. L’email si dimostra di solito insufficiente, mentre i social media sono meglio posizionati.

Dalla collaborazione alla community

Il concetto non è nuovo. Ne aveva fatto l’oggetto del suo libro “Wikinomics, la collaborazione che sta cambiando il mondo” Don Tapscott qualche anno fa e lo riprende oggi Casemore. Con l’obiettivo di mantenere un vantaggio competitivo, spiega, le relazioni con i fornitori devono andare verso la collaborazione. La domanda in evoluzione per la trasparenza nel business richiede infatti strette relazioni con i supplier più importanti. Costruire una community dove informazioni critiche, e opportunità, possono essere condivise in tempo reale sarà una delle soluzioni all’avanguardia per molte organizzazioni. Le piattaforme di social media sono mature per essere le basi di queste community.

Per fare tutto questo è necessario però costruire una piattaforma per l’innovazione. Coinvolgere i supplier attraverso i social media viene ritenuto il modo migliore per stimolare l’innovazione nella catena di fornitura. Gli esempi di innovazione nelle catene di approvvigionamento abbondano. Wal-Mart ha sviluppato Tlc Greenhouse Gas che punta a ridurre i gas che provocano l’effetto serra anche attraverso la supply chain e Hotel Intercontinental ha impegnato i propri fornitori per lo sviluppo sostenibile delle risorse alimentari al fine di ridurre i costi, migliorare la qualità e sostenere le comunità locali.

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