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strategie

Business ed etica, in EMC Italia vanno di pari passo

L’azienda sta vivendo un momento di crescita impetuosa e ha rafforzato il suo impegno nel sociale, supportando il centro Elis di Roma nel formare i giovani e aiutando Emergency a soccorrere i bambini in Africa. Il presidente Liberato: «Sentiamo l’obbligo di fare il massimo».

14 Nov 2013

Manuela Gianni

Un’azienda solida, che grazie all’attenzione verso l’ecosistema di partner e all’impegno per la soddisfazione dei clienti continua a crescere a doppia cifra (+30% nel Q2, rispetto all’anno scorso). Così l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Marco Fanizzi presenta oggi Emc, che in Italia ha circa 500 dipendenti e ha ormai raggiunto il 30% di quota di mercato nell’External Storage Market (fonte IDC), ma che ha un raggio d’azione molto più ampio, grazie alle società collegate: sicurezza (con RSA), cloud computing e big data sono le aree considerate oggi di maggiore interesse per i clienti.

In occasione di EMC Forum, l’evento annuale dedicato a clienti e partner, i manager della società hanno voluto sottolineare non solo l’impegno verso l’innovazione e il suo ruolo strategico nell’aiutare le aziende a raggiungere risultati di business, ma soprattutto il ruolo sociale che EMC vuole avere in Italia in questo periodo così difficile.

«Un’azienda è grande se è anche attenta al contesto e sensibile al sociale – ha affermato Michele Liberato, e Presidente di EMC Italia -. Sentiamo l’obbligo di fare il massimo. E tutto quello che facciamo è trasparente».

Due, in particolare, le iniziative che l’azienda sta portando avanti.

La prima è la collaborazione con Elis, il centro di formazione professionale romano che da molti anni è impegnato a dare un’istruzione, e quindi un’opportunità di lavoro, ai giovani di talento che non hanno mezzi per studiare.

La seconda iniziativa è il supporto a Emergency, che grazie a EMC ha potuto salvare la vita a 100 bambini cardiopatici in Sudan, curandoli nel proprio ospedale.

Liberato non dimentica però le opportunità di sviluppo che potrebbe derivare dall’attuazione dell’Agenda Digitale italiana in questo contesto così difficile.

«Investire in ICT nella Pubblica Amministrazione potrebbe innescare un sistema virtuoso per le aziende – ha affermato – l’Italia si potrebbe riposizionare. Ed EMC potrebbe dare un importante contributo: pensiamo ad esempio alla gestione degli Open Data o al supporto nella semplificazione dei processi della PA», ha affermato il manager.

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