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Pianificazione automatica della Supply Chain, ToolsGroup: "Ecco come vincere le sfide del futuro"

Complessità crescente della rete distributiva, cambi e chiusure di fornitori, la minaccia di Amazon. La lista di difficoltà aumenta ogni giorno. Cosa significa essere pronti con la pianificazione automatica del livello di servizio? Il punto di ToolsGroup

30 Mar 2020

Redazione

Il mondo oggi non segue sempre le regole prefissate. Ecco perché la Supply Chain deve essere più reattiva e in grado di affrontare sfide senza precedenti, perché i trend si susseguono a sempre maggiore velocità.

Secondo ToolsGroup – azienda che da oltre vent’anni aiuta le organizzazioni di tutto il mondo a garantire livelli di servizio eccellenti riducendo le scorte e i costi logistici -, oggi per essere “pronta a tutto” la Supply Chain deve avere tre caratteristiche, con l’obiettivo di raggiungere livelli di servizio pianificati ottimizzando al tempo stesso le scorte, indipendentemente dalla complessità della supply chain o dalla variabilità della domanda.

1. Essere capace di prevedere più comportamenti

Oggi è fondamentale interpretare l’unicità della domanda per ogni articolo, in base alla posizione, al periodo di tempo e ad altri fattori chiave, come le promozioni. In tal senso ToolsGroup supporta le organizzazioni a prevedere anche gli scenari meno probabili, tenendo conto di dati fondamentali come promozioni, social media, previsioni meteorologiche, introduzione di nuovi prodotti e altro ancora. Inoltre sfrutta l’automazione per modellare la probabilità di deviazioni dalle previsioni di domanda e la potenza del machine learning per affinare in maniera continua il modello di domanda.

2. Proteggersi dalle sorprese

Utilizzare l’automazione vuol dire anticipare l’incertezza del mondo reale e pianificare livelli di servizio su cui i clienti possano contare, qualunque cosa accada. In particolare, come sottolinea ToolsGroup proteggersi vuol dire:

– definire livelli di servizio per prodotti e mercati considerando obiettivi di business, tra cui minimizzare il capitale circolante, rendere massimo il margine, ridurre il rischio legato all’obsolescenza e altro ancora;

– calcolare lo stock di sicurezza ottimale per proteggersi dall’incertezza utilizzando un modello di stock proprietario (come quello di ToolsGroup);

– ridurre l’errore previsionale, eliminando le inevitabili incongruenze e imprecisioni generate dall’intervento umano;

– pianificare e reagire più rapidamente ai cambiamenti del mercato con metodi che permettono di adattarsi tempestivamente e accelerare il processo decisionale;

– scegliere una piattaforma di autoapprendimento che generi previsioni più intelligenti nel tempo ed eviti la perdita di informazioni all’interno dell’organizzazione.

3. Eseguire in maniera più efficiente

È importante ricordarsi di lavorare su ottimizzazione delle scorte, della distribuzione e del riapprovvigionamento dalla fornitura al consumo, massimizzando le entrate e i profitti. Come? Ottimizzando i cicli di riapprovvigionamento per eseguire in modo più efficiente ed efficace su larga scala, riducendo i costi logistici definendo il modo più funzionale possibile per spostare i prodotti da un estremo all’altro della Supply Chain; sviluppando un programma di produzione più efficiente tenendo conto dei vincoli di capacità e collegando vendite e logistica per una pianificazione più fluida della Supply Chain; aumentando i prodotti riducendo le scorte in eccesso e minimizzando le perdite derivanti dall’obsolescenza del prodotto; aumentando la visibilità complessiva in azienda con una piattaforma di facile utilizzo che crei consenso tra tutti i dipartimenti.

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