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Scenari

Supply chain: digitalizzazione in corso in 7 aziende su 10, ma la metà comunica con i partner via email e telefono

Il 75% ritiene importante gestire la catena logistica con soluzioni di Supply Chain Visibility, Big Data Analytics e simulazione, ma il 30% è insoddisfatto dei progetti di trasformazione realizzati finora. Lo scenario di luci e ombre dell’indagine “The Current and Future State of Digital Supply Chain Transformation” di Capgemini Consulting e GT Nexus

27 Apr 2016

redazione

Il 70% delle aziende ha iniziato la trasformazione digitale della supply chain, ma solo il 5% è soddisfatto dei progressi ottenuti finora. Le soluzioni digitali sono ritenute i principali abilitatori tecnologici di tale trasformazione, ma il 48% ammette che al momento telefono, fax ed email sono ancora i canali dominanti per l’interazione con i partner nella supply chain.

Questo lo scenario “a luci e ombre” che emerge da un’indagine su 337 executive di grandi aziende multinazionali manifatturiere e di retail di 20 Paesi, per lo più in Europa e Nord America, intitolata “The Current and Future State of Digital Supply Chain Transformation”, e condotta da Capgemini Consulting e GT Nexus (gruppo Infor).

Si tratta del primo studio (l’intero report è scaricabile a questo link) non concentrato sulla trasformazione digitale della singola azienda, ma su quella di intere supply chain, sottolineano i ricercatori: «In pratica i top manager vedono un grande gap tra lo stato attuale della Digital Transformation delle supply chain estese delle loro aziende e ciò che si aspettano tra cinque anni».

Più in dettaglio, per il 75% degli intervistati la trasformazione digitale della supply chain è importante, per il 50% molto importante, e il 70% vede iniziative di digital transformation della supply chain già in atto. Però oltre il 30% si dice insoddisfatto di ciò che è stato fatto finora, e solo il 5% è molto soddisfatto.

Inoltre le soluzioni digitali sono ritenute i principali abilitatori tecnologici della trasformazione digitale della supply chain: il 94% indica le piattaforme e tool di supply chain visibility, il 90% i Big Data Analytics, l’81% i tool di simulazione, e l’80% le soluzioni Cloud.

Ma la realtà quotidiana per il momento è ben diversa: il 48%, come anticipato, ammette che al momento canali tradizionali come telefono, fax, email sono ancora dominanti per l’interazione con i partner nella supply chain.

Inoltre solo il 23% ritiene che la maggior parte dei dati di funzionamento della supply chain siano accessibili e analizzati per migliorare le decisioni. Ma il 68% si aspetta di utilizzarli entro cinque anni, quando secondo il 95% più processi di interazione con i fornitori saranno automatizzati, e sarà possibile ricevere più aggiornamenti real time da tutta la supply chain.

Una nota positiva è la diffusa consapevolezza che i benefici attesi dalla trasformazione digitale della supply chain vanno ben oltre le riduzioni di costi di trasporti, magazzini, gestione scorte e manutenzione. Gli executive intervistati si aspettano miglioramenti del livello di servizio ai clienti, dell’efficienza di impianti e macchinari. Ma soprattutto un generale forte miglioramento dell’agilità dell’impresa, intesa come capacità di rispondere ai cambiamenti competitivi del mercato, comprese le improvvise e dirompenti interruzioni della supply chain, per esempio per catastrofi naturali (terremoti, alluvioni), fallimenti di fornitori chiave, e in generale eventi imprevedibili.

«Nello scenario di oggi, globalizzato e con sempre più attività delegate in outsourcing, la trasformazione digitale può avere successo solo se le organizzazioni la affrontano tenendo conto dell’intera supply chain, che a volte comprende centinaia di partner: la connessione tra i partner, l’accesso vicendevole ai rispettivi dati, e l’uso di analytics estesi all’intera rete sono le principali aree di focalizzazione», commenta Mathieu Dougados, Senior Vice President di Capgemini Consulting.

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