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Supply Chain Finance

Gruppo Diesel, fornitori “best in class” raddoppiati con i finanziamenti agevolati

I migliori partner possono cedere a una banca i crediti verso Staff International, società del gruppo di Renzo Rosso, ricevendo i pagamenti in 2 settimane dalla fattura. «Le banche dei nostri fornitori riducono i tassi pur di non farli partecipare al programma», spiega Cristina De Berardinis, Director Corporate Finance di OTB Group

09 Mar 2016

Daniele Lazzarin

La crisi economica degli ultimi anni ha colpito duramente le PMI, le piccole e medie aziende italiane, finanziariamente più vulnerabili per le difficoltà di accesso al credito e il minor potere contrattuale rispetto a clienti spesso molto più grandi di loro. D’altra parte in una supply chain moderna il capofiliera ha tutta la convenienza a far rimanere sul mercato i suoi fornitori, soprattutto quelli di comprovata qualità e puntualità. In questo scenario si colloca il caso particolarmente interessante di OTB, la holding fondata da Renzo Rosso e famosa per il marchio Diesel e per molti altri brand del fashion, che ha adottato un modello di “Reverse Factoring” evoluto per proporre condizioni finanziarie agevolate a un insieme selezionato di fornitori strategici italiani.

L’iniziativa di OTB si chiama CASH (che sta per Credito Agevolato Suppliers Help) ed è stata raccontata da Cristina De Berardinis, Director Corporate Finance di OTB Group, al Convegno 2015 dell’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano.

«OTB sta per Only The Brave, ed è la capogruppo, oltre che di Diesel, anche di altri brand fashion di dimensione internazionale come Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf, oltre che delle società Staff International e Brave Kid – ha spiegato De Berardinis -. Questo progetto riguarda proprio Staff International, che a sua volta comprende marchi tra cui Dsquared2, Marc Jacobs, Just Cavalli e Vivienne Westwood, alcuni su licenza (a volte ultradecennale), e punta fortemente sul Made in Italy: il 90% delle principali collezioni è infatti prodotto in Italia».

Il progetto CASH, sottolinea la manager di OTB, è nato proprio per supportare il “Made in Italy” nel fashion, contribuendo al miglioramento delle performance della supply chain di Staff International e dell’intero settore moda e abbigliamento italiano.

«L’idea era di aiutare dal punto di vista finanziario i nostri fornitori, che sono tutti italiani e molto piccoli, spesso società unipersonali, laboratori, molto soggetti alla crisi, valorizzando quelli di loro che puntano su qualità, affidabilità e collaborazione con uno strumento molto semplice, flessibile, trasparente, veloce».

Nel luglio 2013 Staff International ha quindi stretto un accordo con Ifitalia (Group BNP Paribas), per mettere a disposizione dei propri fornitori linee di credito a condizioni agevolate per complessivi 50 milioni di euro. I migliori fornitori (selezionati con criteri che preciseremo tra poco) possono cedere i loro crediti verso Staff International alla finanziaria, entrando in possesso della liquidità in tempi brevi («entro 2 settimane dall’emissione della fattura»), in cambio del tasso di mercato che Ifitalia riserverebbe a Staff International stessa, che è di parecchi punti più basso di quello che i fornitori spunterebbero da soli. Nel dettaglio, in un’intervista a BusinessPeople lo stesso Renzo Rosso, fondatore e numero uno di OTB e Diesel, ha detto che i fornitori possono così finanziarsi «con tassi del 2-2,5%, mentre in genere devono accollarsi interessi che vanno dal 12 al 18%».

«Abbiamo fatto varie valutazioni – ha precisato De Berardinis – per esempio se finanziare direttamente o indirettamente, scegliendo alla fine la seconda opzione. Abbiamo stabilito che era decisivo avere un framework legale semplice e un processo amministrativo snello, e anche scegliere bene la controparte finanziaria, che doveva capire cosa esattamente volevamo – non ci interessa un ritorno diretto in questa iniziativa, e i fornitori devono trovarla immediata e conveniente -, e avere già una piattaforma di gestione, perché non volevamo spendere su questa cosa. È stata ovviamente cruciale anche il pieno contributo e la comprensione delle nostre funzioni, in particolare acquisti e finance».

Il programma CASH è accessibile a tutti i componenti della supply chain, dai fornitori di materie prime e semilavorati, ai fashionisti, fino ai lavoratori di tintoria e stiratura. «La selezione dei fornitori che possono accedere al programma si basa su un rating articolato in vari KPI di qualità, affidabilità, collaborazione e fedeltà nei nostri confronti che sono totalmente visibili ai fornitori stessi, e ogni sei mesi c’è un controllo sul rispetto di questi parametri, con possibilità di entrare o uscire dal programma. Abbiamo cercato di quantificare il più possibile il concetto di “qualità”, per esempio contando il numero di resi e le non-conformità ai parametri contrattuali, mentre l’affidabilità misura la puntualità delle consegne, la corrispondenza delle quantità agli ordini e così via».

L’efficacia di CASH è testimoniata dai numeri, spiega De Berardinis. I fornitori “best in class” sono più che raddoppiati in un anno, passando da 126 all’inizio del programma fino a 278, mentre il valore cumulativo delle somme utilizzate è stato di circa 37 milioni di euro in circa un anno e mezzo.

«Tra i benefici a livello di supply chain abbiamo riscontrato anche il nascere di una sana competizione tra le banche dei nostri fornitori, che hanno abbassato gli spread pur di non far partecipare i loro clienti al programma».

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