Videointervista

Cudicio, CEO Stesi: «Il futuro dei sistemi logistici? Un ecosistema aperto per gestire dati eterogenei»

Il CEO dell’azienda, che ha raddoppiato il fatturato in tre anni, racconta in un video come si sta trasformando il modo di gestire la logistica nelle imprese, grazie all’affermarsi di nuovi dispositivi e architetture in grado di ricevere e raccogliere dati in formato destrutturato e imprevedibile a priori

20 Mar 2020

Manuela Gianni

L’evoluzione della Supply Chain è talmente veloce oggi che inevitabilmente ci si interroga su quale sarà il futuro dei sistemi logistici. Testimone di quanto sta accadendo è Stesi, una realtà Made in Italy che da più di vent’anni si occupa di logistica e, in particolare, di software di supervisione per Sistemi Logistici Integrati. Il suo CEO, Stefano Cudicio, ci ha raccontato come si sta trasformando il modo di gestire la logistica nelle imprese.

Cosa c’è nel prossimo futuro dei sistemi informativi per la logistica?

Nei sistemi logistici si stanno affacciando diverse nuove tecnologie destinate a cambiare rapidamente il settore in futuro. Ad esempio, per il dialogo con operatori e supervisori si sta diffondendo l’utilizzo degli smartwatch e si iniziano a utilizzare visori per la realtà aumentata e virtuale. Rileviamo anche un grande interesse per i sistemi di geolocalizzazione per operatori e mezzi, utilizzati da sistemi attivi di sicurezza e di guida assistita. Da segnalare anche il prossimo arrivo di soluzioni di connettività long range, che potranno essere mature a partire dal 2020.

Per quanto riguarda le architetture, osserviamo un crescente interesse del mercato per soluzioni cloud e hybrid-cloud, che però non sono ancora completamente affidabili. Si assiste a una crescente richiesta di soluzioni di tipo “ pay-per-use”, a consumo, ma realizzate su server “on premise”. Il modello client server appare ormai consolidato come “best practice”, con logiche e database sul server e presentation sul client. L’orientamento verso il modello Industry 4.0 è sempre più marcato.

Proprio in questa direzione va la nostra vision su quella che potrebbe essere una architettura “best in class” per i prossimi anni. Un data bus di tipo “big data”, in grado di ricevere e raccogliere dati in formato destrutturato e imprevedibile a priori perché le fonti sono eterogenee: oggetti IoT, sistemi operazionali di tipo legacy come ERP/CRM/WMS/MES, dispositivi di geolocalizzazione. Uno strato di interfaccia con protocolli standard pubblici e documentati, sul quale Terze Parti possono creare delle app da mettere a disposizione degli user.

La soluzione silwa di Stesi è pronta a recepire queste innovazioni?

Silwa è implementata su una piattaforma che ha già queste peculiarità e che è in continua evoluzione verso questo modello. Abbiamo implementato uno strato di software di tipo middleware che ci consente di utilizzare qualsiasi sistema di campo indipendentemente dalla sua tecnologia, rendendo astratto il funzionamento dei dispositivi rispetto alle logiche funzionali. Gli algoritmi di decodifica dei segnali di campo e della loro trasformazione in formato logico normalizzato sono tutti cablati all’interno del layer, consentendo in questo modo l’aggiunta di nuovi dispositivi in maniera trasparente ai moduli applicativi. I protocolli di comunicazione sono basati su standard internazionali, così come richiesto dalla best practice del modello Industry 4.0 e dalla normativa italiana per l’iperammortamento.

Un ecosistema aperto e integrato, sia dal punto di vista della raccolta del dato che da quello della sua trasformazione in informazione, necessaria come supporto alla decisione dell’intelligenza, sia umana che artificiale.

Come si è concluso il 2019 di Stesi?

I ricavi e il margine sono ancora aumentati e il 2020 è iniziato con oltre il 50% del budget già in portafoglio ordini. Negli ultimi tre anni il fatturato è raddoppiato a fronte di un’esposizione nulla rispetto al sistema bancario, nonostante nel corso del 2019 abbiamo affrontato un piano di investimenti importanti sia dal punto di vista del prodotto che dal punto di vista del marketing e della comunicazione.

Prevediamo quest’anno un ulteriore crescita, sia in termini economici che di struttura interna, per poter fronteggiare l’aumento di richiesta, garantendo il livello di servizio che ci ha consentito la fortissima fidelizzazione del nostro parco clienti e che è il nostro “marchio di fabbrica”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Manuela Gianni
Direttore, Digital4Executive

Giornalista, ingegnere, mi occupo da molti anni di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice sin dalla nascita di Digital4Executive

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