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PA digitale

La fatturazione elettronica nella PA: servono realismo e tenacia

Il processo che porta alla digitalizzazione della pubblica amministrazione è una strada obbligata. Certamente tortuosa e non priva di ostacoli, ma necessaria per far recuperare competitività al Paese. Non ci sono scorciatoie. E chi oggi rappresenta la situazione molto peggio di quanto non sia, contribuisce solo a frenare il percorso dell’innovazione digitale, fornendo ulteriori alibi a chi si oppone al cambiamento

04 Apr 2014

Alessandro Perego*

I benefici potenziali della Fatturazione Elettronica verso la PA ci sono, sono consistenti, sono stati calcolati e verificati ormai da anni. L’adozione “completa” della Fatturazione Elettronica verso la PA può portare a circa 1 Miliardo di €/anno di risparmi lato PA e circa 500 Mln di €/anno di risparmi per chi invia queste fatture alla PA.

Certo, per cogliere questi benefici occorre ridisegnare i processi in ottica digitale, in particolare eliminando le attività non a valore aggiunto. Nello specifico, digitalizzare i processi interni alla PA, dalla ricezione della Fattura fino all’autorizzazione al pagamento e seguente archiviazione, porta a risparmi pari in media a 17€/Fattura.

Questi risparmi si ottengono passando dallo scenario cartaceo attuale a un modello di gestione digitale che faccia leva sulla disponibilità di dati in formato elettronico strutturato per snellire data entry, processi di riconciliazione, approvazione al pagamento e invio in conservazione. Di questi 17€/Fattura, circa 14€ derivano dall’incremento di produttività del personale amministrativo, mentre i restanti 3€/Fattura dal risparmio su materiali, spazi e strutture di archiviazione dedicati alla conservazione. Per risparmiare i primi 14 €/Fattura legati all’aumento di produttività del personale bisogna essere disponibili, in propettiva, a usare meglio il personale della PA, o a ridurlo. Non ci sono scorciatoie.

Le aziende che hanno già applicato i principi della Digitalizzazione dei processi lo sanno bene. Perché, in effetti, sono già molte le imprese – circa 60.000 – che hanno già percorso – in tutto o in parte – il cammino della digitalizzazione dei processi amministrativi. E spesso non si sono fermate alle sole Fatture, estendendo la digitalizzazione anche a Ordini, alle Conferme d’Ordine ai documenti legati alle Consegne. Queste aziende sono testimoni dei benefici ottenibili e indicano anche il cammino necessario per ottenerli. E gli estensori del progetto di Fatturazione Elettronica verso la PA hanno fatto tesoro di molte di queste esperienze.

La situazione attuale del progetto “Fatturazione Elettronica verso la PA” va presentata con realismo. Non con catastrofismo e nemmeno con superficiale ottimismo. Nessun processo di cambiamento è immune da criticità, rischi, inerzie e anche apprensioni infondate. Ed è sicuramente bene che chi rileva queste difficoltà, le segnali. In modo costruttivo, ponendo il problema e – meglio ancora – proponendo possibili direzioni di soluzione. Conseguire questo risultato dovrebbe infatti essere un interesse di tutti, per il bene del Paese.

Realismo quindi, e tenacia, perché cambiare è sempre difficile! Chi oggi rappresenta la situazione molto peggio di quanto non sia, contribuisce solo a frenare il percorso dell’innovazione digitale, fornendo ulteriori alibi a chi si oppone al cambiamento. Noi – gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – crediamo davvero che l’innovazione digitale sia una strada obbligata per consentire al Paese di recuperare competitività e abbiamo piena fiducia nelle persone che stanno portando avanti il progetto di Fatturazione Elettronica verso la PA. Crediamo anche che sarebbe più utile dare loro pieno supporto, smettendola di sparargli addosso, secondo il tipico stile italiano.

* Coordinatore Osservatori Digital Innovation, School of Management del Politecnico di Milano

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