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Digital Transformation

I fornitori italiani di McDonald’s “entrano” dal portale online

Per ottimizzare il processo di Procurement è stato realizzato un portale che permette la gestione online della relazione, dalla selezione alla negoziazione. «La reazione è stata molto positiva: registrandosi i fornitori si rendono conto subito delle possibili richieste del mondo McDonald’s e dispongono di tutte le informazioni per soddisfare le aspettative»

24 Nov 2016

Manuela Gianni

Non solo hamburger, patatine e Coca-Cola. Ormai, nei 511 ristoranti italiani di McDonald’s si serve anche tanto cibo italiano. Più del 70% delle forniture agroalimentari proviene infatti dal nostro territorio, da Nord a Sud. Da quando, nel 1985, la multinazionale ha messo piede nella Penisola, si è creato un connubio ben armonizzato fra la tradizione USA e le abitudini più italiche: pensiamo all’idea di introdurre nel menù le insalate di pasta, già qualche anno fa, o alla rete di caffetterie McCafè, che propone non solo caffè e cappuccino ma anche un’ampia offerta di pasticceria. È la strategia “glocal”: i prodotti serviti vanno incontro ai gusti e alle tradizioni alimentari di ogni Paese, privilegiando ricette e ingredienti locali.

La formula, stando alle cifre, piace agli italiani, tanto che il nostro è nel novero dei Paesi considerati a forte potenziale di crescita: da ormai cinque anni vengono aperti trenta nuovi ristoranti ogni anno, con 1000 posti di lavoro creati. Complessivamente McDonald’s in Italia occupa oggi circa 20 mila dipendenti, per un fatturato che supera il miliardo di euro. L’85% dei ristoranti è in franchising, affidati a 133 imprenditori italiani. Sono 700 mila i clienti serviti ogni giorno e 140 mila le tonnellate di merci che ogni anno vengono consegnate nei ristoranti.

A favorire questa espansione, c’è anche l’attenzione del management verso l’innovazione tecnologica, nell’ottica di migliorare i processi. In questo contesto rientra l’introduzione, un anno fa, di un portale, sviluppato da BravoSolution, a supporto del processo di acquisto, che permette a tutti i fornitori di registrarsi, qualificarsi e verificare così i requisiti e le richieste della multinazionale.

Oggi la piattaforma è condivisa e apprezzata da tutta l’azienda e ha aperto nuove opportunità, come spiegano Georgios Karachalios, Head of Supply Chain, e Luca Montemezzo, Purchasing Construction Manager.

Quali tipologie di acquisti vengono veicolate oggi dal portale?

Georgios Karachalios. Inizialmente il portale è stato utilizzato in particolare da due divisioni che in McDonald’s Italia rappresentano l’80% degli acquisti, ma ora l’utilizzo si è esteso alla maggior parte dei dipartimenti aziendali. La prima è l’area Supply Chain, che si occupa del Procurement di prodotti alimentari dei ristoranti e di alcuni servizi, come l’energia elettrica, con circa 400 fornitori registrati al portale. Tramite quest’ultimo sono gestiti i processi negoziali di una vastità di referenze di materie prime, permanenti e promozionali, messi in gara con regolarità, a completamento degli accordi pluriennali per le referenze di base dell’offerta McDonald’s, come ad esempio la carne o le patate.

Luca Montemezzo. L’altra area è quella Construction, cioè gli appalti che riguardano i ristoranti che vengono aperti e ristrutturati: progettisti, opere edili, arredi, manutenzione, ecc… Tramite il portale, siamo riusciti anche a gestire gare per progetti speciali, ad esempio per i rivestimenti esterni del ristorante che presentano specifiche tecniche molto particolari.

In che modo utilizzate il portale?

G.K. Principalmente usiamo il portale per due macroaree. La prima è il Marketing di acquisto, cioè la ricerca di nuovi fornitori o nuove referenze merceologiche. La seconda riguarda la gestione del processo negoziale. Il portale consente di ottimizzare le risorse, rendere i nostri processi più efficienti, ridurre i tempi del time to market e offrire una maggiore scelta in un albo fornitori più ampio ed evoluto rispetto a prima. In passato avevamo processi differenti, piuttosto macchinosi, per ciascuna area del business: ogni volta che veniva messa in gara una determinata categoria di prodotto, si ripartiva quasi da zero. Il portale ha permesso di centralizzare le informazioni, in modo che tutti i buyer possano ritrovarle agevolmente, anche senza conoscere direttamente la “storia negoziale”  di una determinata categoria.

L.M. La volontà anche in ambito construction era quella di avere una migliore governance del processo di acquisto, rendendo trasparenti le gare d’appalto e le forniture.Inoltre, l’albo fornitori è fondamentale per velocizzare la scelta: il fornitore effettuando l’accesso al portale risponde a domande mirate, presenta già la documentazione richiesta, è proattivo nel processo di  qualifica. Il portale, poi, tiene monitorata in maniera automatica la scadenza della documentazione, come ad esempio il DURC, un documento obbligatorio nell’edilizia.

Quali altri vantaggi avete riscontrato, oltre a un Time to market più rapido e più efficienza nel processo?

G.K. Sono nate nuove collaborazioni: nel nostro albero merceologico un fornitore ha la possibilità di proporre un vasta varietà di referenze, magari non direttamente associabili all’offerta tipica McDonald’s e che invece siamo lieti di valutare. La reazione dei fornitori è stata molto positiva, perché registrandosi al portale si rendono conto da subito di quali potrebbero essere le richieste del mondo McDonald’s e hanno tutte le informazioni per soddisfare le nostre aspettative. Il portale è diventato anche uno strumento efficace di collaborazione e comunicazione fra l’azienda e il fornitore. Inoltre, la dematerializzazione della documentazione che normalmente si utilizza nei processi negoziali è ora realtà. Non solo i documenti non sono più cartacei, ma anche l’invio delle mail è stato in buona parte ridotto.

L.M. Anche nell’area construction l’impatto è stato positivo, soprattutto per nuovi fornitori che si vogliono proporre: prima inviavano presentazioni via email o fax, difficili da gestire in maniera strutturata.  Oggi iscrivendosi direttamente al portale possono avere un feedback immediato, oltre a capire facilmente le esigenze di McDonald’s e, dunque, le possibili opportunità per loro Inoltre, implementeremo a breve funzionalità per la valutazione delle performance dei fornitori tramite KPI, a partire dalla manutenzione dei ristoranti, sia per la verifica dell’idoneità dei fornitori prima del lancio della gara che ex post in fase di esecuzione del servizio. È un tassello importante che si andrà ad aggiungere al portale

G.K. Un altro aspetto interessante è che il portale è utilizzato al 90% per gli acquisti, ma non solo.

E quali sono gli altri utilizzi del portale?

G.K. Usiamo il portale anche per fare gare di vendita. Da qualche anno, tramite la nostra flotta raccogliamo dai ristoranti l’olio usato, che viene stoccato presso i centri di distribuzione e poi rivenduto all’industria biodiesel. È la reverse logistics, un’area che per noi è destinata a crescere: i rifiuti, come le lattine di alluminio, la plastica o il cartone, hanno un valore e noi puntiamo a ritirarli e rivenderli al miglior offerente. Un secondo esempio di utilizzo riguarda l’energia elettrica. Tutti i nostri ristoranti utilizzano materie prime approvate dall’azienda, che quindi acquistiamo e distribuiamo centralmente, ma per i servizi come l’energia elettrica ogni franchisee è libero di scegliere il proprio fornitore. Per questo, nel momento in cui McDonalds Italia indice una gara per l’acquisto di energia, abbiamo bisogno di identificare i volumi e chiediamo una conferma formale a ogni franchisee che vuole fare parte del gruppo d’acquisto. Il portale viene usato in questo caso come un tool collaborativo: diversamente avremmo dovuto gestire il tutto tramite email e con tempi molto lunghi.

Quali aree dell’azienda, oltre agli acquisti, sono state coinvolte nel progetto di implementazione del portale?

G.K. Abbiamo creato un team che ha portato avanti la realizzazione del portale per un periodo di circa 6 mesi. Oltre alla divisione IT, che ha curato gli aspetti informatici, è stata coinvolta l’area communication, perchè il portale è anche uno strumento di relazione con i fornitori. Inoltre, il dipartimento legale ha verificato che tutto quanto fosse in linea con le nostre policy e con la normativa vigente.

Anche negli altri Paesi in cui è presente McDonald’s il processo di Procurement è stato digitalizzato?

G.K. L’Italia sta facendo da “apripista” ma diversi Paesi europei si stanno ora interessando al progetto. Le policy per gli acquisti sono standard in tutte le aziende McDonald’s, dettate dalla corporation. Il nostro approccio si sta dimostrando particolarmente efficiente e, dunque, potrebbe costituire una “best practice” replicabile nel mondo.

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