Direttive

L’Europa si muove per la digitalizzazione negli appalti pubblici

La Commissione Europa approva una direttiva per l’adozione della fatturazione elettronica in un’ottica di “end-to-end procurement”. I risparmi potenziali nell’Unione sarebbero pari a 2,3 miliardi di euro

Pubblicato il 03 Lug 2013

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La Commissione europea ha approvato una direttiva, che sarà poi trasmessa al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo per l’adozione, sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

La direttiva è accompagnata da una comunicazione in cui viene definito un percorso di piena digitalizzazione delle procedure per gli appalti pubblici, quello che viene definito “end-to-end e-procurement’.


Risparmi potenziali di 2,3 miliardi
Adottando l’e-invoice negli appalti pubblici in tutta l’Unione si potrebbero generare risparmi fino a 2,3 miliardi di euro.

Secondo Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi: “Il passaggio dalla carta alla fatturazione interamente automatizzata può contribuire a ridurre i costi del ricevimento di una fattura da 30-50 euro a 1 euro. In qualità di principale investitore nell’UE, il settore pubblico deve svolgere un ruolo di punta nello stimolarne l’adozione.”


Gli obiettivi della direttiva
La direttiva propone di istituire una norma europea per la fatturazione elettronica destinata a migliorare l’interoperabilità tra i diversi sistemi, mira a eliminare l’incertezza giuridica, l’eccessiva complessità e i costi operativi supplementari per gli operatori economici, che attualmente devono utilizzare diverse fatture elettroniche nei vari Stati membri, e contribuirà inoltre a promuovere l’adozione della fatturazione elettronica in Europa, attualmente utilizzata solo per il 15% di tutte le fatture scambiate.


La strategia europea verso la digitalizzazione
La comunicazione sugli appalti elettronici “end-to-end” colloca il progetto di direttiva in un contesto più ampio e presenta la strategia della Commissione sulla digitalizzazione delle procedure degli appalti pubblici. Dopo una descrizione della situazione attuale degli appalti e della fatturazione elettronica nella UE si chiede di rendere la fatturazione elettronica la norma e non l’eccezione nell’ambito degli appalti pubblici, che sia proseguito il lavoro di normalizzazione, l’elaborazione di strategie nazionali per gli appalti elettronici “end-to-end” con la condivisione delle migliori pratiche.

La comunicazione costituirà una base per eventuali iniziative future sull’ulteriore digitalizzazione delle procedure per gli appalti pubblici che valgono il 19% delle PIL dell’Unione.


Uno sguardo all’Italia
Per quanto riguarda l’Italia l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano stima che l’introduzione dell’e-invoice verso la Pa possa portare risparmi diretti di oltre 1 miliardo di euro l’anno (se consideriamo solo gli impatti interni all’amministrazione pubblica) e circa 1,6 miliardi di euro l’anno con i potenziali effetti sui fornitori della PA. E se in seguito a questo obbligo la fatturazione elettronica si diffondesse nel 20% dei rapporti fra imprese e si potrebbero recuperare circa 3 miliardi di euro in maggiori efficienze per il Sistema Paese con 60 miliardi in totale se la fatturazione entrasse a fare parte dei normali rapporti fra tutte le imprese.

Il cammino verso l’utilizzo della fatturazione elettronica ha beneficiato di un’accelerazione nei mesi scorsi con il varo del decreto ministeriale secondo il quale, entro 12 mesi, agenzie fiscali, enti nazionali di previdenza e assistenza sociale non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e procedere al pagamento, anche parziale, fino a che non sia stato inviato il documento elettronico.

Dopo 24 mesi scatterà analogo obbligo per tutte le altre amministrazioni incluse nell’elenco Istat con l’eccezione di quelle locali per le quali bisognerà aspettare il varo di un altro decreto ministeriale.

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